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Il caso

C'è un gatto incastrato dentro l'ospedale abbandonato!

L'animale è molto spaventato, è dentro l'ex Maria Adelaide

C'è un gatto incastrato dentro l'ospedale abbandonato!

"Non chiamate i pompieri, sono già stati fatti 4 tentativi, il gatto è spaventato". Siamo in via Pisa, a Torino, qui dove una volta c'era il retro dell'Ospedale Maria Adelaide

Come forse molti ricordano si tratta di uno degli ospedali più antichi di Torino, inaugurato nel 1887 e intitolato alla regina Maria Adelaide, chiuse nel 2016 e le attività furono trasferite al CTO.

È proprio dentro l'ospedale abbandonato che, da qualche giorno, si è nascosto un gatto. I padroni lo cercavano da giorni, hanno tappezzato la via di annunci e poi a scoperta: il gattino è andato a nascondersi dentro la struttura abbandonata

Negli ultimi giorni hanno provato più volte a farlo uscire gridando il suo nome, tramite l'aiuto di pompieri ed esperti ma per ora non c'è stato nulla da fare, il micio è troppo spaventato.

Nelle ultime ore, quindi, sopra le grate che coprono il sottoscala del vecchio ospedale sono comparsi degli avvisi.

"Per favore - si legge - non chiamate i pompieri per il recupero di questo gatto, sono già stati fatti 4 tentativi vani (il gatto è spaventato e si nasconde appena scendiamo). Ci stiamo organizzando con un'associazione specializzata che ha delle gabbie apposite, ma visti i tentativi precedenti c'è il rischio che se si continua a chiamare i pompieri poi non intervengano al momento di scendere a piazzare la gabbia, e senza di loro non è detto che il personale ospedaliero ci faccia entrare. La situazione è sotto controllo e il micio ha acqua e cibo. Grazie!".

Il Maria Adelaide

L'ospedale Maria Adelaide trae origine dalla Scuola gratuita per ragazzi rachitici, detta anche Pio Istituto pei rachitici, fondata nel 1872 in corso Re Umberto 21 da parte di alcuni nobili piemontesi, tra i quali Ernesto Ricardi di Netro. I consensi nei confronti della scuola sono notevoli; Gaetano Pini, giunto a Torino nel 1873 per visitarla e studiarne l'ordinamento e l'organizzazione, fonda poco dopo a Milano l'Istituto per rachitici.

Nel 1881 le scuole diventano 3, rispettivamente nelle borgate Dora (via Giulio 15), Monviso (via Assietta 47) e Vanchiglia (via Parole 22).
In linea con tale espansione, nel 1885 viene costruito, su progetto degli ingegneri Angelo Tonso (che tre anni più tardi progetterà anche l'Ospedale infantile Regina Margherita) e Alfredo Albert, l'edificio che ospiterà l'Istituto per rachitici lungo la Dora. La nuova costruzione viene inaugurata il 10 giugno 1887 ed è composta di tre corpi, riuniti fra di loro da passaggi coperti e comunicanti in un ampio giardino interno. I tre corpi comprendono la palazzina delle infermiere (con la sala operatoria, ambulatori per le visite e le medicazioni e quattro camere di degenza con un totale di 28 posti letto) e l'edificio delle scuole con annesso un vasto salone per la ginnastica; infine, il padiglione della ricreazione. Nel loro insieme si tratta di ambienti non soltanto funzionali, ma anche curati esteticamente,  con opere di Placido Mossello e di Bassolino. Dal punto di vista clinico, l'istituto viene dotato di attrezzature all'avanguardia. Al 1895 data l'intitolazione alla regina Maria Adelaide, morta nel 1855.
A causa della sua posizione nelle vicinanze della Dora, l'edificio nel corso degli anni è più volte soggetto a inondazioni, a partire già dal 1890. Ai lavori di ristrutturazione si aggiungono, tra il 1903 e il 1914, alcune opere di ampliamento e sopraelevazione che ne modificano la planimetria originaria.
Nel 1939 l'ospedale diventa anche sede del Centro regionale per la cura della poliomielite e assume, nello stesso anno, la denominazione di "chirurgico ortopedico", con la conseguente inclusione nella categoria degli ospedali specializzati; negli anni Sessanta il Maria Adelaide è tra i primi in Italia a introdurre il servizio di rieducazione e riabilitazione.
Nel 1971 venne inaugurato il nuovo reparto di terapia intensiva.
Nel 1995 l'istituto ha una capacità di 204 posti letto ed è articolato in una divisione di ortopedia, traumatologia e pronto soccorso, una divisione ortopedica di rieducazione e riabilitazione funzionale, un servizio di anestesia con reparto di terapia intensiva, una sezione autonoma per la cura delle deformità del rachide, un servizio di radiologia  e un servizio di laboratorio per analisi cliniche.
La struttura, chiusa nel 2016, costituiva parte dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino; disponeva di 46 posti letto, con 3-400 ricoveri l'anno e degenze fino a 70-80 giorni.

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