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Ceres

Arrivano 13mila euro per tre studenti, ma occorre agire sui trasporti

Bene le borse di studio, ma ora bisogna potenziare il trasporto ferroviario

Arrivano i soldi per gli universitari ceresini

Arrivano i soldi per gli universitari ceresini

Anche nelle Valli di Lanzo arriveranno i soldi delle borse di studio per l'anno accademico 2022/2023. I fondi, messi a bando da Edisu, l'ente della Regione Piemonte per il diritto allo studio universitario, ammontano a 13.290,50 euro e andranno a tre studenti universitari ceresini. 

Qui le borse di studio hanno più valore di altrove, perché servono a coprire delle spese, come quelle legate allo spostamento, che in montagna sono più alte che altrove.

Si tratta solo di una piccola parte degli 80milioni messi a disposizione della popolazione studentesca piemontese. "La Regione Piemonte - dicono dalla Giunta regionale - ha garantito tutte le borse di studio richieste dagli studenti universitari. Anche quest’anno il Piemonte ha premiato dell’Italia la sua più bella gioventù. L’Università, la ricerca e la formazione sono elementi fondamentali su cui costruire il futuro e il Piemonte dimostra di essere attrattivo non solo per la qualità dei corsi di laurea, ma anche per la capacità inclusiva verso gli studenti provenienti da fuori regione".

L'annuncio trionfante del consigliere regionale della Lega Gianluca Gavazza

I soldi per gli studenti ceresini sono un'ottima notizia per Davide Eboli, il sindaco di Ceres. "Si tratta di una bella novità - dice -. Questi contributi vanno incontro agli studenti di montagna, e per di più nella graduatoria si guardava anche all'Isee e quindi questo ha permesso di aiutare le famiglie che ne avevano più bisogno. Tutto ciò che va a favorire il diritto all'istruzione lo accogliamo volentieri".

Per Eboli bisogna garantire che "ognuno scelga la scuola migliore per sé". Un diritto che può essere realizzato sicuramente con i contributi una tantum, come le borse di studio, ma soprattutto ricostruendo i servizi essenziali agli studenti dei paesi di montagna. A partire dai trasporti.

Eggià, perché posto che la Torino-Ceres riaprirà formalmente i battenti nella sua nuova versione il 9 dicembre prossimo, quando la gestione passerà interamente da GTT alle Ferrovie dello Stato, la tratta Germagnano-Ceres resterà sospesa anche oltre il 9 dicembre per ulteriori lavori ai passaggi a livello richiesti da RFI.

L'Osservatorio sulla Torino Ceres sulla riapertura della Ferrovia

"La seconda notizia - ha commentato l'Osservatorio sulla Torino Ceres in merito al blocco per le Valli di Lanzo - giunge invece abbastanza inaspettata; si sapeva che RFI aveva in mente interventi sui passaggi a livello, ma senza che questo comportasse una nuova "amputazione" della ferrovia, sempre a discapito delle comunità montane".

Nonostante la notiziaccia, Eboli vuole comunque essere fiducioso: "Speriamo - dice - che in generale il passaggio da GTT a Ferrovie dello Stato porti un potenziamento del servizio. Questo porterebbe un cambiamento enorme sul territorio: riusciremmo ad arrivare da qui a Torino in tempi consoni".

Davide Eboli, sindaco di Ceres

E vuoi mettere gli effetti benefici di una cosa del genere? Arrivare in tempi consoni a Torino permetterebbe a tanti studenti delle Valli di evitare di trasferirsi in città per studiare (magari pagando affitti altissimi a causa di una speculazione senza freni), abbassando i costi dell'istruzione a carico delle famiglie e implementando il diritto allo studio.

"Un buon servizio di trasporto - dice Eboli - farebbe arrivare molti più residenti. Le persone ormai stanno andando via dale città e scelgono di venire a vivere in montagna per la qualità della vita, ma servono i servizi essenziali per farli rimanere. Certo, da Germagnano in su c'è una pendenza importante e c'è un solo binario. Non si possono fare sicuramente miracoli, ma la linea può essere potenziata".

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