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Due Ponti vicina all’implosione: in due se ne vanno dalla lista

Il raggruppamento perde i pezzi e nelle prossime settimane altri potrebbero andarsene

Due Ponti vicina all’implosione: in due se ne vanno dalla lista

in foto, Fabrizio Dall’Omo e Antonella Gullaci

La tempesta era nell’aria da tempo ed è arrivata: Fabrizio Dall’Omo e Antonella Gullaci hanno deciso di lasciare i Due Ponti.

A quanto si apprende potrebbero essere solo i primi di una lista di persone: Walter Figus, Giorgia Bruno e Nadia Morsillo. 

Si tratta del gruppo che, da tempo, spinge per un riavvicinamento con il centrodestra.

Una tesi sposata, in parte, anche da un big della lista, il consigliere comunale Roberto Olivero che, però, per ora, tiene le bocca cucita. 

“Non voglio dire nulla su queste fuoriuscite - commenta - io sono di Due Ponti, in questo momento sono qua”.

Riccardo Carosso e Roberto Olivero

La rottura dentro la lista è dunque conclamata.

Di che parliamo? 

Al centro della discussione c’è il Patto Civico composto da tre liste: Due Ponti, San Mauro Domani e Alternativa Democratico, le tre civiche che alle elezioni dell’ottobre del 2021 hanno sostenuto la candidatura a Sindaco di Riccardo Carosso (oggi consigliere di minoranza per i Due Ponti).   

Ebbene, il progetto vive da tempo qualche difficoltà, specialmente per quanto sta accadendo dentro i Due Ponti, la civica più votata della coalizione. È proprio qui, che, infatti, si starebbe consumando una delle spaccature più importanti tra i “civici” e i “partitici”. 

I primi, in primis lo stesso Carosso, vogliosi di mantenere la porta chiusa ai partiti e aprire il Patto a nuovi ingressi di liste civiche. 

I “partitici”, guidati da Roberto Olivero, invece, spingono per un’alleanza in grado di comprendere tutti i partiti del centrodestra.   Una sorta di riproposizione dello “schema Coggiola” che governò la città con un’ampia coalizione partitica ma anche con una forte componente civica.

Tra le due parti non sembra esserci la possibilità di arrivare ad una convergenza.

Proprio per questo qualcuno ha deciso di fare le valige e andarsene.

Era un periodo di stanca, - racconta Fabrizio Dall’Omo - non c’è mai stato un confronto sulle cose che sono capitate all’interno della lista. Carosso non ha portato avanti, secondo noi, la parte che è necessario fare per mantenere unito un gruppo. C’era bisogno di fare massa critica, anche con le persone rimaste fuori dal Consiglio Comunale, questo non è successo. Quindi, per stare dentro un contenitore dove non si fa nulla, tanto vale andarsene”. 

Dall’Omo, poi, ha un’idea chiara anche sul Patto Civico (Due Ponti, San Mauro Domani, Alternativa Democratica). 

Non c’è stata, nei mesi, - continua - un’analisi politica sul perché si era perso alle elezioni del 2021. Quel progetto l’abbiamo provato ma non ha futuro, è finito, non c’è più. Poteva avere senso per qualche anno ma ora no. Stare senza i partiti, in uno scenario come San Mauro, non ha senso, è come avere una cappa sulla testa. Noi pensavamo che i partiti fossero alla fine, invece non è così. Le liste civiche si reggono sulle preferenze e se, per esempio, tra 5 anni Olivero non dovesse candidarsi quei voti Due Ponti li perde”. 

E poi c’è l’opposizione di Carosso all’amministrazione, una modalità che non è piaciuta... 

Quando è successo il casino sulla Pellico - continua Dall’Omo - non se ne è parlato nei Due Ponti, io l’ho saputo dalla consigliera Antonetto. Credo che se vuoi mantenere un gruppo serve un aggiornamento costante. Invece, al contrario, non c’era più attività”. Poi è successa un’altra cosa... “Carosso - presica Dall’Omo - ha sempre detto che il Patto Civico era fatto da più visioni politiche ma che ognuno aveva le sue. Poi, invece, Carosso ha fatto un endorsement per il terzo polo alle elezioni, parlando male di Letta e di Meloni. Secondo me doveva cercare di stare più neutro possibile. Nei Due Ponti c’era e c’è di tutto, le sue dichiarazioni pro Calenda, quindi, non le ho capite. Anche su questo ho chiesto di trovarci, di parlarne, di capire cosa si voleva fare nel futuro. Non ho mai ricevuto risposta. Nella scorsa legislatura, quando, dei nostri, c’era solo Olivero in consiglio (oggi ci sono Olivero e Carosso, ndr) riuscivamo a fare molto più gruppo”.

Pacata, per il momento, la reazione del capogruppo e leader dei Due Ponti, Riccardo Carosso.

“Fabrizio Dall’Omo - racconta - è mio amico e l’ho votato alle ultime elezioni, ho avuto fiducia nelle sue qualità tecniche. Mi spiace, è uno di prima linea, una persona utile. Dopodiché a livello personale non ho nulla da dire, rispetto le scelte di tutti. C’è da dire, però, che dopo tutte le tornate elettorali gli equilibri cambiano, ci sono mutamenti nel corso degli anni”.

E sull’opposizione troppo blanda? 

Non c’è nulla di strano, - continua Carosso - io ho cambiato il modo di rapportarmi perché mi sento di portare avanti un’ideologia di Patto Civico e non quella di una singola lista. Questo può aver creato del malcontento dentro i Due Ponti, posso capirlo”.

Rispetto, infine, a quello che è stato il cardine del Patto Civico e dei Due Ponti: niente alleanze con i partiti, Carosso è irremovibile. 

“Per me è così - conclude - questo progetto è nato così e deve continuare come civico, questa almeno è la mia idea. Per quanto riguarda Dall’Omo: a lui stava già stretto il progetto iniziale, ha partecipato solo per amicizia, forse, ma se uno non è convinto dopo un po’ scoppia. In ogni caso ringrazio Dall’Omo e Gullaci per il loro impegno in campagna elettorale”.

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