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Carcere Ivrea

Disperazione in carcere, detenuto si fa tagli con il coltello su tutto il corpo

Un detenuto scrive: "Non siamo carne da macello"

Disperazione in carcere, detenuto si fa tagli con il coltello su tutto il corpo

Carcere

La coincidenza è davvero strana.

Da una parte ci sono le organizzazioni sindacali (Osapp, Uil Pa Pp, Sibnappe, Usoo, Fns Cisl, Cgil Fp Pp e Fsa Cnpp). In un comunicato danno notizia di un detenuto di 38 anni del carcere di Ivrea che qualche sera fa avrebbe aggredito un agente che stava chiudendo le celle e sarebbe stato bloccato anche da altri detenuti. "Tre giorni di prognosi per l’aggredito - scrivono - Il giorno successivo lo stesso detenuto, dopo avere sfilato l’anta della finestra della propria cella, avrebbe provocato ingenti danni alle pareti. Successivamente avrebbe tentato anche di sfondare la parete che dà sul corridoio della sezione, tanto da rendersi necessario l’intervento del personale adeguatamente equipaggiato”. 

E’ necessario far capire ai magistrati, ma anche alle forze dell’ordine, che davanti a loro ci sono persone fatte di carne e ossa come loro. Sbagliare è umano, quindi non vogliamo essere trattati come carne da macello...".

Dall'altra c'è il giornale La Fenice, scritto perlopiù dai detenuti. "L’altro giorno - racconta Ale7 - un detenuto ha dovuto tagliarsi tutto il corpo con tagli da parte a parte: il torace, le braccia e le gambe erano piene di sangue e minacciava di tagliarsi un orecchio per poi lanciarlo in sezione, semplicemente per essere ascoltato e io in questo articolo voglio essere la sua voce…"

Da un parte ci sono gli "Agenti" che supplicano “le autorità a qualsiasi livello di intervenire per quanto di rispettiva competenza in considerazione della drammatica situazione in cui è precipitato il carcere eporediese. Una situazione simile, oltre ad essere altamente pericolosa, è dannosa per tutti indistintamente.”. “L’Istituto - aggiungono - è da tempo senza un direttore titolare e il personale riceve direttive via telefono. Il personale di polizia penitenziaria è allo stremo delle forze e non ce la fa più. oltre ad essere abbandonato completamente a se stesso”.  Chiedono l’intervento immediato del ministro Nordio. Sostengono che il personale di polizia penitenziaria non interessa più a nessuno e che le politiche penitenziarie siano ormai completamente concentrare a favore dei soli detenuti. 

Il carcere di Ivrea è da tempo senza un direttore

Dall'altra continua ad esserci Ale7, la voce di "persone colpevoli di reato ma vittime perché la possibilità di essere assistiti e ascoltati è fondamentale come l’assistenza sanitaria, l’igiene, la rieducazione e il reintegro del detenuto nella società..."
"Siamo stanchi di non aver diritti - scrive Ale7- ma solo doveri e l’unico modo per essere considerati è andare oltre!?
E’ palese visti gli innumerevoli suicidi e situazioni spiacevoli all’interno del carcere che qualcosa non funziona e chi patisce non sono solo i detenuti ma pure la polizia penitenziaria di pari passo (...)E’ necessario far capire ai magistrati, ma anche alle forze dell’ordine, che davanti a loro ci sono persone fatte di carne e ossa come loro. Sbagliare è umano, quindi non vogliamo essere trattati come carne da macello..."

Sicuramente giusta la denuncia del sindacato, bene sottolineare però che nei confronti degli agenti di Ivrea esistono una serie di fascicoli aperti in tribunale a Torino, una in particolare vede 25 indagati per presunte violenze collocate tra il 2015 e il 2016.. All’interno si raccontano pugni, calci, manganellate, verbali falsificati e umiliazioni, come quelle di tenere i detenuti nudi per ore e ore.  

Tra loro ci sono agenti della polizia penitenziaria e medici, alcuni ancora in servizio nella stessa struttura, altri trasferiti in altre carceri. Le accuse sono di “lesioni” e “falsi aggravati”. L’inchiesta era stata avviata dalla procura eporediese che aveva chiesto l’archiviazione, avocata invece poi dal procuratore generale Francesco Saluzzo.  

A Torino vogliono vederci chiaro sulle denunce raccolte anche da Paola Perinetto, garante dei detenuti di Ivrea fino al novembre 2021. 

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