Parliamo dell’oculistica a Chivasso e a Settimo Torinese. A che punto siamo? Se qualcuno s’era messo in testa che ce ne fossimo scordati si è sbagliato di grosso. Ce ne ricordiamo noi e se ne sono ricordati i sindaci di Chivasso (Claudio Castello) e di Settimo Torinese (Elena Piastra), la scorsa settimana, nel corso di un incontro della “Rappresentanza dei sindaci” dell’Asl To4, presieduta dal sindaco di Ciriè Loredana Devietti.
Epperò a esplicita domanda, il commissario Luigi Vercellino s’è tenuto molto sul vago. Faremo, provvederemo, vedremo, ne riparleremo.... Morale? A distanza di due anni dalla nomina del primario Giuseppe Vadalà, non s’è ancora fatto un bel cavolo di nulla. Con l’aggravante che, ora che si sta cercando di tornare lentamente alla normalità, per i problemi oculistici si continuerà ad alimentare il flusso della mobilità passiva verso il San Giovanni Bosco, il Mauriziano, le Molinette o, peggio, verso la Fornacca e soprattutto il Gradenigo.
Lo sa Vercellino. Glielo hanno rinfacciato i sindaci di Chivasso e Settimo Torinese. Lo sanno anche le cliniche private convenzionateche, infatti, da sempre, con le malattie degli “occhi”, riescono a farci un gran bel mucchio di quattrini, tanto paga Pantalone.
Insomma, l’impressione, è che se non ci si muove il motivo è chiaro e solo chi non vede o non vuol credere ai propri occhi, può continuare a far finta di nulla.
E dire che era stato scritto tutto chiaramente, nero su bianco, nel piano aziendale. E sarebbe dovuta essere una nuova struttura dipartimentale a Chivasso con le stesse dotazioni strumentali (laser, microscopi) a disposizione a Ciriè e a Ivrea. Un colpaccio considerando che quando si parla di “oculistica” vengono in mente le “cataratte” e di pazienti ce ne sono sempre in fila a centinaia.
Sulla carta una bomba, con quattro medici più un’ortettista da condividere con Ivrea. Quattro medici di cui due in organico, anzi no, solo uno, considerando che uno dei due ha già fatto le valigie e se n’è andata via.
Peccato che non s’era fatto in tempo a scriverlo che subito si scopriva un’amara verità. A Chivasso, nel nuovo fantasmagorico ospedale, non s’era previsto un un buco nemmeno per l’attività ambulatoriale. Guarda di là, scava di qua, alla fine si trovano tre stanzette all’ospedale di Settimo Torinese. Si trovano le stanza ma mancano le attrezzature e in quel momento di spendere quei 20, forse 30, forse 40 mila euro (che saran mai?) non se ne parla neanche.
Comunque l’attività ambulatoriale parte lo stesso con un lettino e una abat jour. Sembra una bella cosa, i pazienti cominciano ad arrivare, sul più bello però sopraggiunge il Covid e la stanza viene occupata – e lo è ancora oggi – dall’Usca (Unità speciale).
Ricapitolando. A Chivasso non è mai partito un ambulatorio. A Settimo ci sarebbero i locali ma mancano le attrezzature che peraltro mancano anche a Chivasso. Da una piccola ricognizione effettuata dall’ex direttore generale Lorenzo Ardissone era venuto fuoril’indisponibilità delle sale operatorie per l’oculistica.
La novità di oggi e che non c’è una novità, salvo un generico interessamento del Commissario Luigi Vercellino. Tra le promesse, non si è capito quanto elettorali, la decisione di spostare tutte le operazioni di cataratta dell’intera Asl To4 all’ospedale di Cuorgnè. Un’operazione di là da venire considerando che la struttura è completamente riservata ai malati Covid.Giuseppe Vadalà: un film già visto
Si chiama Giuseppe Vadalà, ha 57 anni ed è un luminare nel campo degli interventi alle vie lacrimali. Lavorava a Ivrea come vice nel reparto di oculistica e nell’aprile del 2019 ha vinto il bando per dare il via ad un reparto di oculistica a Chivasso.
E’ la storia di un primario senza reparto, senza sala chirugica, senza una sedia e una scrivania. Un fantasma che si aggira quatto quatto in prestito da un’ospedale torinese all’altro perchè nel nuovo e fantasmagorico nosocomio chivassese pare non ci sia un posto per lui…
Senza farlo apposta la mente vola ad un altro medico che a Chivasso s’era ritrovato in una più o meno analogasituazione. Si chiama Najd Kamal. Cardiologo specializzato in emodinamica. Dal 2011, fino a quando non se n’è andato, ha aspettato invano l’apertura di un reparto attrezzato che in realtà è riuscito a vedere solo per pochi mesi, perchè un brutto girono han smontato tutto e portato le attrezzature nel Verbanio Cusio Ossola.
4 domande a Vercellino
1) Perchè a distanza di due anni ancora non si è ricavato uno spazio per il reparto di oculistica nell’ospedale diChivasso, come indicato nel piano aziendale?
2) Quali sono e in che percentuali le specialità mediche e chirurgicheche generano la mobilità passiva nell’intera Asl To4?
3) A quanto ammontano i costi sostenuti dall’Asl to4 in termini di mobilità passiva per cure e interventi agli occhi, sia verso altre Asl che istituti privati accreditati ?
4) Adesso che si sta ritornando alla normalità, le sale chirurgiche dell’ospedale di Chivasso potranno essere utilizzate anche per interventi chirurgici agli occhi oppure no? Se la risposta è No, perche?
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