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03 Novembre 2016 - 12:13
Monte Bianco
Una valanga li ha travolti e scaraventati in un crepaccio prima che potessero raggiungere i bivacchi dell'Eccles, sul massiccio del Monte Bianco. E' questa l'ipotesi dei soccorritori impegnati nelle ricerche di Daniele Colombo, 36 anni, di Sestri Levante (Genova), e del suo amico sloveno, due anni più giovane. Da quella zona, i due alpinisti dispersi, nell'arco di qualche giorno avrebbero dovuto affrontare una serie di difficili vie alpinistiche verso il tetto d'Europa. Le speranze di ritrovarli sono nei segnali di telefonia, captati in un paio di crepacci da un sistema di ricerca elettronico. Da quelle profonde fessure nella neve, domani mattina, ripartiranno le ricerche del Soccorso alpino valdostano e della Guardia di finanza di Entreves.
La scalata dei due alpinisti inizia venerdì scorso. Colombo e il suo amico parcheggiano l'auto a Courmayeur, poi dalla Val Veny salgono verso il rifugio Monzino, a 2.590 metri di quota.
E' probabile che decidano di dormire nella parte invernale, sempre aperta, e di proseguire la loro ascesa verso i bivacchi il giorno seguente. Poi nessun contatto con amici e familiari.
L'allarme scatta questa mattina, quando i genitori di Colombo e la fidanzata dell'alpinista sloveno chiamano i soccorritori valdostani: da giorni non hanno più notizie dei loro cari, che avrebbero dovuto essere già rientrati.
Parte il dispositivo delle ricerche e dall'aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe decolla l'elicottero della Protezione civile, che porta in quota guide alpine, finanzieri e unità cinofile. Intanto a valle, a Courmayeur, viene trovata l'auto, ancora parcheggiata. Si cerca anche nei due bivacchi - il Lampugnani-Grassi e il Marco Crippa - sulla spalla sud-ovest del Pic Eccles, ma sui diari le loro firme non compaiono.
"Potrebbero essere stati travolti dalla slavina nella giornata di sabato, quando non li avevano ancora raggiunti", ipotizzano dal Soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves.
Durante un sorvolo vengono individuate delle tracce che conducono a una valanga, a circa 3.600 metri di quota. La neve si è accumulata un centinaio di metri più in basso e il distacco è avvenuto 300 metri più in alto. I cani vengono sguinzagliati e gli apparecchi Artva impostati in modalità ricerca, ma non viene trovata alcuna traccia dei due sotto la coltre nevosa. "Nella zona ci sono diversi crepacci, la neve ne ha coperti alcuni", spiega Oscar Taiola, capo del Soccorso alpino di Courmayeur.
L'attenzione si concentra su queste grandi fessure nella neve.
Le guide temono per la vita dei due dispersi. Nel pomeriggio sull'elicottero dei soccorsi viene installato l'apparecchio Recco, con cui vengono individuati segnali telefonici proprio in un paio di crepacci: "Domani mattina - spiegano i finanzieri - qualcuno si potrà calare al loro interno".
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