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04 Maggio 2022 - 17:58
In foto, il lato dell’area dove la staccionata in legno è stata buttata giù andando a ripiegare sui vasi
ANDRATE. Da lontano sortisce una certa curisità. Poi avvicinandoti ti accorgi della stramberia e del pugno nell’occhio in un contesto ben tenuto e curato, tra la zona attrezzata Salamia con il suo parcogiochi, il campo di calcio e il Museo della Contadineria...Lo si nota da una distanza di circa ducento metri arrivando dal campo sportivo e attraverso l’area che a breve o sarà destinata ai camper: un fazzoletto di terra, contornato da una staccionata, saranno settanta metri quadrati, ad occhio e croce. All’interno, partendo dalla zona perimetrale e andando verso il centro, spuntano sessanta, ottanta, forse cento vasi. Organizzati in batterie. Di quelli marroncini, in plastica, che trovi anche al supermercato, senza grandi pretese. Da ognuno sbuca una pianta, diversa da vaso a vaso. Basta avvicinarsi un pochettino per notare che di quelle piante non ve n’è una che sia verde e rigogliosa. File di piante rinsecchite insomma. E quello che appare ancora più strano sono quelle composizioni, stile menir, piazzate in mezzo un po’ ovunque. Piccole piramidi di sassi. E infine, anche una specie di piscinetta.
Deve aver infastidito qualcuno quell’opera di gardinaggio sicuramente discutibile in fatto di utilità e di estetica perché un lato della staccionata di legno è stato completamente divelto e diversi cartelli, tra bande rosso e bianche, stampati evidentemente dal proprietario, campeggiano in qua e in là: “per chi ha compiuto questi atti vandalici - è scritto - è stato fatto rapporto ai carabinieri. Per i malati di mente: si facciano curare”.
I residente del paese sanno poco o nulla. “Non lo conosciamo” ci dicono. “Non so che cosa abbia voluto fare in quel terreno - commenta un altro - ma avrebbe potuto fare qualcosa di un po’ più decoroso”.
Pare che l’artefice arrivi da Biella. Abbia acquisito quel pezzo di verde. Ma non si sarebbe aggraziato la simpatia di diversi andratesi. Anche per alcuni episodi di ripicche di vicinato. Pare che il biellese, a suo tempo, abbia chiuso un sentiero comunale, impedendo il passaggio ad alcuni che desideravano camminare.
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