Cerca

'NDRANGHETA. Operazione Platinum Dia: in 40 verso il processo

'NDRANGHETA. Operazione Platinum Dia: in 40 verso il processo

Operazione Platinum Dia

'NDRANGHETA. Operazione Platinum Dia: in 40 verso il processo. E’ un’organizzazione “imprenditrice” ben radicata nella provincia orientale di Torino: a Chivasso, a Settimo Torinese, a Volpiano. L'indagine, legata all'operazione che nel maggio del 2021 ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta la provincia orientale di Torino, sfocia dunque in un processo che ha fatto emergere un profilo nuovo dell'organizzazione criminale. Un’organizzazione dedita all’imprenditoria. E' una 'ndrangheta imprenditrice, da più di trent'anni almeno. Come emerge dagli atti dell'inchiesta, secondo cui Mario e Giuseppe Vazzana, affermati imprenditori nel settore alberghiero, titolari di diverse strutture tra Volpiano e Settimo Torinese, sarebbero affiliati almeno dal 1991 al locale di Volpiano Mario e Giuseppe Vazzana - secondo la pubblica accusa sostenuta dal procuratore Valerio Longi - avrebbero creato e gestito “attività di impresa anche mediante l’impiego dei proventi di illecite attività”. "Hanno posto sistematicamente a disposizione di altri ‘ndranghetisti le strutture ricettive per garantire ospitalità riservata – non comunicata alla polizia - e hanno assunto alle dipendenze delle loro imprese boss e gregari dell'organizzazione al fine di farli uscire dal carcere, ottenendo misure alternative alla detenzione". I Vazzana sono molto conosciuti nel canavese. A Chivasso, ad esempio, hanno fatto discutere e stanno continuando a far discutere le telefonate intercorse nel 2017, in pieno ballottaggio elettorale, tra l'allora candidato sindaco, poi eletto, Claudio Castello, e Pino Vazzana. Il sindaco chivassese, è giusto ribadirlo, non è indagato nell’inchiesta. Sono quaranta, invece, gli avvisi di garanzia relativi all’Operazione Platinum Dia arrivati in questi giorni. Oltre a Mario e Giuseppe Vazzana, entrambi residenti a Chivasso, ci sono anche Antonio Agresta di Volpiano, Domenico Aspromonte di Volpiano, Andrea Aurora, Maria Carbone, Caterina Cosenza di Volpiano, Remigio Festa, Giovanni Paciolla di San Mauro Torinese, Gianfranco Violi di Volpiano, Salvatore Violi, Fabio Cardella, Antonio Giorgi nato nel 1986 e Antonio Giorgi del 1990, Domenico Giorgi del 1963 e Domenico Giorgi del 1982, Francesco Giorgi del 1966 e Francesco Giorgi del 1985, Giovanni Giorgi, Iolanda Giorgi, Maria Giorgi, Sebastiano Giorgi, Angelo Lucarini, Valter Cesare Marvelli, Domenico Napoli, Pietro Parisi, Giuseppe Romeo, Stefano Sanna, Caterina Signati, Sebastiano Signati, Luciano Vacca, Piero Filippo Colacicco, Antonella Bolla, Giuseppe Giorgitto, Maria Labanca, Alberto Lapucci, Pietro Sacco, Bruno Salatino, Domenico Spagnolo di Settimo Torinese e Paolo Busso di Volpiano. Quest’ultimo, Busso, di professione è vigile urbano proprio a Volpiano. Nell’inchiesta è indagato per abuso d’ufficio: in due anni, dal 2015 al 2017, avrebbe operato affinché sei multe elevate dai suoi colleghi a Giuseppe Vazzana non venissero mai pagate dal presunto affiliato. Si tratta di contravvenzioni per sosta vietata, auto con revisione scaduta, transito con il rosso fisso e, ancora, assicurazione scaduta. Busso, per gli inquirenti, avrebbe omesso di avviare la procedura di riscossione delle sanzioni. Volpianese è anche  Gianfranco Violi, manager di varie aziende che hanno gestito appalti pubblici milionari di Comuni e partecipate.“Investiva i soldi di mio zio Antonio”, dice di lui il pentito Domenico Agresta. Antonio Agresta - che è indagato con Vazzana per riciclaggio di 40 mila euro nell’acquisizione della società M.G.S. - è ritenuto a capo del locale di Volpiano. Gianfranco Violi, per gli inquirenti, sarebbe un "soggetto al servizio della famiglia Agresta, incline ad intraprendere attività economiche con il costante ricorso a prestanome". A testimoniare il nuovo profilo imprenditoriale della ‘Ndrangheta ci sono poi le tante attività di Domenico Aspromonte: tra i molti affari gestiti, ci sono anche un noto hotel di Moncalieri, che in passato ha ospitato in più occasioni convegni e dibattiti elettorali per le politiche e le elezioni europee, ed un altro albergo di Torino. Aspromonte è comproprietario, anche, del ristorante “Lago Reale srl” che è oggi in liquidazione.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori