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06 Novembre 2020 - 14:59
E’ in crescita esponenziale il dato dei positivi al Covid qui a Montanaro: “La curva ha iniziato a crescere due settimane fa e non ha più smesso - spiega il sindaco Giovanni Ponchia -. Sono certo: è dovuto all’apertura delle scuole. Da quel momento in poi sono iniziate a piovere segnalazione di positivi. E’ vero, a differenza della prima fase, ora si fanno i tamponi e tanti. E per questo devo dire grazie all’ottimo lavoro dei medici di famiglia. Ma sono saltati tutti gli schemi. Il Sisp è praticamente sparito. Il sistema territoriale di controllo è risultato inadeguato con questi numeri. Se aspettiamo le loro comunicazioni non si riescono a prendere provvedimenti tempestivi”. E così Ponchia si è rimboccato le maniche gestendo l’emergenza in prima persona: “Controllo continuamente il portale per verificare se ci siano nuovi positivi e se ce ne sono li contatto subito. E’ fondamentale per evitare che l’epidemia si propaghi ulteriormente. Possono esserci dei bambini a scuola o familiari al lavoro e vanno subito richiamati”.
In questi giorni nelle scuole montanaresi sono state messe in isolamento domiciliare due intere classi alle Medie e una alla primaria: “Sì, dovrebbero riprendere proprio in questi giorni. E’ un pasticcio ingestibile quello delle scuole. Per questo motivo ho avuto un confronto con il dirigente scolastico, Matteo Vacca Cavalotto, per valutare se non fosse stato meglio chiuderle per 15 giorni.
Un mini lockdown per evitare problemi maggiori.
Ma il dirigente è stato dell’idea di andare avanti e di chiudere solo nel caso in cui il numero degli insegnanti non dovesse più essere adeguato. Io, in tutta onestà, le avrei chiuse per un periodo”.
I dati in paese sono preoccupanti: “Tra un po’ raggiungeremo l’immunità di paese - commenta Ponchia - basterebbe chiudere i confini e il risultato verrebbe raggiunto in pochissimo tempo.
Devo dire che in questo momento il virus non è aggressivo come durante la prima ondata. Di tutti i positivi rilevati sono uno è stato ricoverato in ospedale.
Gli altri sono per la maggior parte asintomatici o presentano sintomi lievi come il mal di testa e qualche linea di febbre.
L’età si è abbassata notevolmente. Molti bambini, ragazzi e tanti adulti sui 40 o 50 anni. Di over 65 ne è stato segnalato solo uno”. Buone notizie, quindi?
“Sì se il dato resta così. I casi sono tanti, ma nessuno preoccupante.
Mi spiace solo dovermi trovare a gestire in prima linea un’emergenza sanitaria. Sono un ingegnere non un medico.
Ma è anche verio che la responsabilità sanitaria di un paese è in capo al suo primo cittadino. Così mi rimbocco le maniche e vado avanti”.
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