Una fiaccolata riparatrice come risposta “cristiana” agli incendi che hanno distrutto i presepi e i dipinti di Tullio Alemanni nelle chiese di San Maurizio e San Salvatore. La processione, organizzata dai fedeli della parrocchia di Santa Maria Assunta, che comprende anche le due chiese, è andata in scena nella serata di sabato scorso con partenza davanti alla chiesa di San Maurizio in via Arduino. Da qui i fedeli hanno raggiunto la chiesa di San Salvatore per un momento preghiera con il vescovo, monsignor Edoardo Cerrato e don Mauro Agresta.«E’ una risposta all’invito del nostro vescovo che aveva chiesto un atto riparatore da parte della comunità» spiega Caterina Romaniello, commerciante, una delle parrocchiane che in questi giorni si sono date più da fare. Lei e altri fedeli contribuiscono a tenere pulita la chiesa di San Maurizio e aiutano i due sacerdoti della comunità di San Filippo Neri di Ivrea.
Una fiaccolata organizzata nonostante la polizia del Commissariato d’Ivrea abbia già identificato e denunciato la responsabile dei roghi: una donna clochard italiana di 46 anni. Rintracciata nei pressi dell’ospedale dopo essere stata ripresa dalle telecamere installate nella chiesa di San Salvatore e dalle telecamere posizionate in città. Nelle sue tasche i poliziotti guidati dal vicequestore Giorgio Pozza hanno anche trovato tre accendini.
Per la Procura e la polizia, dunque, dietro a quegli incendi, non ci sarebbe alcun “fanatismo religioso”. Al massimo un gesto commesso da una persona delusa e arrabbiata per un mondo che non le ha concesso la possibilità di vivere una vita normale, senza soldi e un tettosotto cui dormire. In passato, peraltro, si era già resa responsabile dell’incendio ad un cassonetto dei rifiuti nei pressi dell’ospedale eporediese e per quest’episodio, la donna, nel 2018 era stata condannata a 4 mesi in tribunale a Ivrea.
La donna è conosciuta anche dalla Caritas di Ivrea dove dal 2012 si reca per ricevere vestiti, medicinali e altri beni di prima necessità. Nel settembre scorso era stata anche ospite per ben due volte alla mensa di Fraternità di via Varmondo.
Il Vescovo di Ivrea, Monsignor Edoardo Cerrato, che in un primo momento aveva pensato che si trattasse di una profanazione adesso dice che vorrebbe incontrarla e aiutarla.«Non ho alcun motivo per negare il perdono. Vorrei presto incontrare quella donna. Probabilmente l’avrò già vista altre volte qui in chiesa» aggiunge don Andrea, sacerdote della Comunità in formazione San Filippo Neri, tra i primi ad accorrere a spegnere l’incendio con secchi d’acqua nella chiesa di San Maurizio.
Ora la donna, assistita dall’avvocato Daniela Del Vecchio, dovrà rispondere di danneggiamento a seguito d’incendio.
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