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IVREA. Tomba di Lucia Guelpa: gran pasticcio tra chi fa e chi paga. Vanno in scena le Sturmtruppen

IVREA. Tomba di Lucia Guelpa: gran pasticcio tra chi fa e chi paga. Vanno in scena le Sturmtruppen

tomba lucia guelpa

Si ricomincia da lì, dalla tomba della benefattrice Lucia Guelpa che è da restaurare. Lo scorso anno l’Amministrazione comunale aveva previsto di spendere 500 euro ma non li ha spesi. Lo si è scoperto (abràcadabra) durante l’ultimo consiglio comunale quando s’è discusso del conto consuntivo 2021. “E adesso chi glielo dice alla signora Rita Munari...?” è intervenuto il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti rivolgendosi direttamente al sindaco. Già! Chi glielo dice? Impossibile per la verità nasconderglielo. Quando si parla di cimitero e di tombe legate a personaggi che hanno fatto la storia della città è infatti lei il punto di riferimento. E’ lei che si occupa di Guelpa, ma anche del giardino in cui è sepolto Adriano Olivetti. Una volontaria a 360 gradi. Più nello specifico su questa storia del  restauro è da anni che si assiste ad una sorta di palleggio di responsabilità tra Comune e Fondazione Guelpa. Tutte le volte che si prospetta una spesa di pochi euro sembra di dover partire per una scalata dell’Everest. “Di questo contributo, in realtà non ne so nulla - mette le mani avanti il neo presidente della Fondazione Guelpa Bartolomeo Corsini - Ma so tutto del restauro e avevo chiesto al vice  (Giacomo Bottino ndr) di occuparsene... Lo faremo. E’ uno dei lavori da fare con i soldi della Fondazione.  Ho sentito la signora Munari proprio nei giorni scorsi e qui tutti le riconosciamo il valore e il lavoro  che ha....”.  Tutto peraltro scritto nero su bianco anche nel bilancio di previsione 2022 della Fondazione dove oltre al contributo al museo di 110 mila euro e ai soliti 150 mila euro per le attività culturali sono stati stanziati 1.500 euro per la manutenzione della tomba. Insomma un gran pasticcio tra chi fa o dovrebbe fare e chi mette i soldi. “Fai tu”,  “Faccio io”, “Facciamo tutti e due”, “L’ho detto a Tizio”, “Se ne doveva occupare Caio”, “Sempronio chi lo avverte?”. Sembrano le Sturmtruppen. Fermo, forse annullato, il contributo di 500 euro  dal Comune alla Guelpa, sono rimasti in banca anche i quasi due milioni (un milione e 750 mila euro per l’esattezza) accantonati per l’abbattimento dell’Istituto Cena e per la messa a norma dell’impianto anti incendio dell’attuale biblioteca  “Erogheremo quei soldi a cose avvenute - conferma Corsini - Per il momento li terremo in banca. Sappiamo che i tempi si sono un po’ allungati. L’abbattimento dovrebbe avvenire tra settembre e ottobre. Noi intanto stiamo facendo un controllo sugli arredi lì depositati. Vorremmo utilizzare qualche mobile per arredare l’appartamento di Lucia Guelpa in piazza di città. Abbiamo già in programma un intervento conservativo. I locali sono molto ampi e ci sono pure due terrazzini. Lo utilizzeremo come sede della Fondazione ma potrebbe essere dato in affitto per mostre e convegni. A regime potrebbe anche dare una entrata...”. Ma non c’è solo l’appartamento di Guelpa tra i progetti in corso. “Abbiamo vinto un bando dell’Alta scuola e un gruppo di studenti del politecnico di Torino e di Milano (seguiti dalla professoressa Patrizia Bonifazio ndr) sta realizzando un preliminare del nuovo polo culturale che abbraccia piazza Ottinetti e va dall’ex Istituto Cena al Museo Garda. Servirà per la gara e per la scelta del progettista. L’obiettivo è ottenere una solida base di informazioni tecniche, culturali e progettuali....”. Il problema (noto a tutti) è che, pur partendo dagli attuali 7,5 milioni di euro, tolti i soldi già accantonati e altri da utilizzare per continuare a “finanziare” la cultura e mandare avanti il Museo Garda, quel che resterà sul conto corrente non sarà per niente sufficiente a costruire una nuova biblioteca. “Proprio così - conferma Corsini e già lo aveva fatto il suo predecessore Battegazzorre -  Non basteranno. Oggi, però l’obiettivo è avere delle informazioni serie per poi costruire un’idea concreta su quel che  si potrebbe fare in quell’area... Quanto ci costerà la biblioteca lo si saprà solo quando avremo in mano un progetto. Probabilmente da qui in aventi la Fondazione non sarà più nelle condizioni di fare il bancomat e dovrà   andare in cerca di finanziamenti...”. Giornalista, sociologo, docente, amante del cinema Bartolomeo Corsini, sul futuro della Fondazione Guelpa ha le idee chiare. “Com’è scritto nello statuto - sottolinea - deve occuparsi del testamento e non si può dire che non l’abbia fatto con il Museo, con i contributi alla cultura e con il lavoro portato avanti per il sito dell’Unesco...”. Per la cronaca ma solo per quella il prossimo 23 maggio 2023 si celebrerano i 20 anni dalla morte della benefattrice. Post Scriptum. Tra le richieste di Munari all’Amminsitrazione comunale e alla Fondazione Guelpa anche quella sulla manutenzione della Stele del Garda.   l.l.m.
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