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IVREA. Rifiuti nel Naviglio: occhio non vede, cuore non duole...Fresc scrive a Arpa

IVREA. Rifiuti nel Naviglio: occhio non vede, cuore non duole...Fresc scrive a Arpa
  Qualche mese fa l’asciutta del Naviglio di Ivrea aveva riportato alla luce un vero e proprio cimitero di carcasse. Rifiuti di ogni genere, elettrodomestici, frigoriferi, televisori e parti di computer, attrezzi meccanici, un trapano, cavi elettrici, distese di pneumatici e addirittura tre biciclette e un’auto rubata e gettata in acqua da qualcuno per disfarsene. Infine indumenti di tutti i tipi, biancheria intima e calzini.  Cosi scrivevamo lo scorso mese di febbraio, aggiungendoci lo sdegno di tantissimi agricoltori proprietari di terreni ai margini del canale. Il tratto più inquinato? Quello che da San Giovanni a Ivrea attraversa le campagne tra Torre Balfredo fino ad Albiano d’Ivrea.  Il Naviglio è un canale artificiale lungo quasi 78 chilometri. Costruito nel 1468 da Jolanda di Savoia per collegare (navigando) Ivrea a Vercelli, venne poi utilizzato per l’irrigazione e  ancora oggi fornisce acqua alle risaie. Nasce dalla Dora Baltea a Ivrea e sfocia nel Sesia a Vercelli. . La manutenzione è di competenza della Consorzio Est-Sesia e quest’anno la cosiddetta “asciutta” è combaciata con alcuni lavori di messa in sicurezza.  «Lavori d’urgenza che riguardano il tratto della Dora Baltea dove nasce il Naviglio - ci aveva spiegato l’ingegner Fabio Burlone - Proprio in quel punto dove l’alluvione del 3 ottobre scorso aveva creato voragini. Inoltre è prevista la pulizia della “chiusa” posizionata a fianco del molo dell’Ivrea canoa club, che necessita di pulizia ed eventuali aggiustamenti». Iniziata a dicembre, la messa in sicurezza, è terminata con costi che si aggirano tra il mezzo milione e il milione di euro. A cui si sarebbero dovuti aggiungere, ma non lo si è fatto, altri soldi per lo smaltimento delle carcasse.  Insomma “Occhio non vede, cuore non duole”, con la ripresa delle attività agricola l’acqua è tornata nel canale coprendo tutte le vergogne. Tant’è!  Di questa problematica se n’è occupato, nei giorni scorsi, con una segnalazione all’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), anche il consigliere comunale dei cinquestelle Massimo Luigi Fresc. “Ciò che impressiona - scrive loro - è la varietà dei materiali tra cui contenitori non identificati, elettrodomestici, macchinari, pneumatici, batterie. Il fondo del naviglio è una discarica abusiva. Tale indecenza sotto gli occhi di cittadini e giornalisti ha provocato e preoccupato molte persone. Preoccupano le condizioni di igiene delle acque del Canale che possono risultare inquinate dal materiale depositato nei decenni sul fondo...”. Fresc ha chiesto a Arpa di analizzare la qualità dell’acqua considerato il suo utilizzo. “Le acque -aggiunge - destano preoccupazione anche alla luce del risultato di alcune iniziative che il M5S di Ivrea mise in essere, iniziative relative al sistema fognario del comune d’Ivrea ancora più considerando che il nuovo depuratore di San Bernardo non ha ancora risolto i problemi legati agli scarichi senza depurazione. A tal proposito esiste un censimento realizzato dai 5stelle in cui si evidenzia che circa la metà del territorio cittadino nel 2016 scaricava le sue fogne in Dora e nel canale Cavour e  che gli scarichi avevano nella maggioranza dei casi autorizzazioni scadute.  “Nel marzo del 2017, segnalammo la situazione all’Amministrazione comunale e alla Smat - ricorda Fresc - poi inviammo anche tutta la documentazione al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Torino. Aggiungo oggi che il disinteresse fu totale... In quei tempi interagimmo con Arpa par avere informazioni relative al trattamento delle acque di uscita del lago San Michele. Quindi per il duplice inquinamento delle acque del Naviglio derivante dall’inquinamento proveniente dai rifiuti sedimentati sul fondo e dalle acque non depurate del sistema fognario...”. Insomma, un disastro “Porteremo la problematica dei rifiuti sul fondo del Naviglio anche in Consiglio Comunale - passa e chiude Fresc -  chiederemo che si proceda ad un bonifica, magari attraverso un accordo tra l’Amministrazione e il Consorzio Est Sesia. E infine,  sebbene la situazione sia in parte mutata grazie al nuovo depuratore di San Bernardo, chiederemo di conoscere la qualità dell’acqua con cui vengono irrigati i campi coltivati nel nostro territorio...”. Sulla questione, con un comunicato è intervenuto anche il sindaco Stefano Sertoli. “L’emergenza rifiuti nel Naviglio richiede sicuramente un chiarimento sulle rispettive competenze, ma il problema deve essere risolto. Gli uffici comunali stanno operando in maniera tale da porre le condizioni per cui si possa iniziare a intervenire al prossimo abbassamento del livello dell’acqua...”. Morale? Se ne riparlerà il prossimo anno...
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