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IVREA. “Luci e ombre” su Aeg Coop. E intanto si dorme sulla “rete”

IVREA. “Luci e ombre” su Aeg Coop.  E intanto si dorme sulla “rete”

ANDREA Ardissone

Il presidente di AEG Andrea Ardissone, in vista dell’assemblea dei soci convocata per l’approvazione del bilancio e in programma mercoledì 19 giugno alle 18  presso il salone dei 2000, parla di ritrovato equilibrio economico-finanziario, con tanto di  utile disponibile per 1,1 milioni di Euro, una crescita del patrimonio netto di Gruppo da 15,5 milioni a 16,6 milioni di Euro e un miglioramento di 6 milioni nella posizione finanziaria.  Anche meglio AEG Coop dove i ricavi dalla vendita di servizi nel 2018 si attestano a 29,4 milioni di Euro (erano 22,8 milioni di Euro nel 2017), si è prodotto un utile pari a 25.520 euro e si è ridotto di circa 6,5 milioni di Euro il debito finanziario netto attestatosi a 0,8 milioni di Euro a fine 2018 (7,3 milioni di Euro a fine 2017). Insomma ce ne sarebbe abbastanza per festeggiare con tartine di caviale e champagne... Dunque tutto bene?  Ma neanche per idea! Intanto perchè AEG Reti è ancora in cerca di un socio, indispensabile per partecipare al bando di gara attraverso cui si affiderà ad un unico gestore la rete del gas di Ivrea e dei comuni limitrofi. E su questo (Ivrea è la stazione appaltante, sigh) non dice niente Ardissone, ma non ci pare di aver sentito banfare in questi mesi neppure il sindaco Stefano Sertoli, impegnato com’è a dare pacche sulle spalle da mane a sera.  S’aggiunge la liberalizzaione del prezzo del gas, prevista per il prossimo anno e che obbligherà AEG, sempre che voglia continuare a stare in piedi, a cercare altre soluzioni per diversificarsi.  Troppo poco, ahìnoi e ahìloro, l’ingresso in Icona, la società che ha acquistato la fabbrica dei mattoni rossi per poter dire che ci si sta guardando intorno. Peraltro anche a guardare i numeri non c’è nulla da stare allegri.  “Il margine operativo lordo - ci dice chi ne sa di più - è sempre basso (3%) ed è in diminuzione  nonostante i 7 milioni di maggiori ricavi per gas e energia elettrica. L’utile di bilancio di soli 25.000 euro è dovuto  al recupero di  eccessivi  accantonamenti del passato (1,2 milioni) e alla vendita delle ultime azioni di NovaAEG ( 0,8 milioni)” Resta poi ancora aperto il rischio “Tradecom”. E fa sorridere che si dorma tranquilli tra due guanciali, considerando quei 3 milioni di euro di accontonamenti a fronte ad  una richiesta di 29. Quel che sarà lo deciderà il Tribunale di Roma chiamato ad occuparsi del concordato fallimentare, con l’ipotesi neanche poi così tanto remota che si richiedano indietro ad Aeg tutti i soldi incassati in quegli anni. Infine i conflitti di interessi nient’affatto chiariti sia sulla consulenza chiesta ad una società di cui è titolare uno dei membri del Cda, sia sulla partecipazione in ICONA srl. L’affare Tradecom Tutto nasce dalla decisione di andare alla conquista di grossi clienti che faranno schizzare i fatturati di Aeg da 40 a 400 milioni l’anno. Siamo agli inizi del 2014  e Aeg firma un contratto con Tradecom, braccio operativo di Confcommercio. Tradecom avrebbe comperato da Aeg per poi rvendere gas e luce a negozi e imprese iscritte a Confcommercio attraverso un’azienda chimata Marachella (che nome… ), Una goduria… Una goduria che dura poco. Nel novembre dello stesso anno, infatti, arrivava la notizia del fallimento di Tradecom che doveva a Aeg la bellezza di 35 milioni di euro per la fornitura di gas fino al 30 giugno del 2015. Un credito di proporzioni enormi non coperto da fidejussioni. Un credito superiore al capitale di Aeg Coop che in allora era di soli 24 milioni di euro. Ci si salverà compensando la presunta perdita di 35 milioni di euro con i 39 milioni di plusvalenza derivanti dalla vendita della rete Gas a Aeg Reti... Che per alcuni resta solo una furbizia contabile l.l.m
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