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Ivrea lancia la sfida a Pordenone. Capitale del libro: c’è il dossier

Ivrea lancia il guanto di sfida a Pordenone. In pole position entrambe per diventare “capitale del libro 2022”.  Mercoledì scorso, a presentare il dossier (da inviare al Ministero entro l’11 luglio), in un teatro Giacosa sufficientemente affollato, oltre al sindaco Stefano Sertoli e all’assessore Costanza Casali,  c’era anche Paolo Verri che non è uno qualsiasi. Come dice di sè stesso, è innanzitutto “uomo di libri”, prima direttore editoriale per varie case editrici e poi direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 1993 al 1997. Nel 1998 Direttore della comunicazione dell’Associazione Italiana Editori. Dal 1998 direttore dell’Associazione Torino Internazionale e dal dicembre 2003 Direttore della Fondazione Atrium con l’incarico di promuovere Torino e le Olimpiadi Invernali del 2006. Nel 2007 direttore del Comitato Italia 150 per i festeggiamenti del 150° dell’unità d’Italia. Infine, ma non in ultima, a lui si deve la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019 in qualità di Direttore del Comitato Matera 2019... Detto questo, incredibile ma vero, Verri, chiamato da Casali, si è occupato di dare una sistematina al dossier senza chiedere un euro. Per amore dei libri. Perchè è fatto così. Perchè “boh”, vai a capire il perchè. Perchè si è alzato di buon lena la mattina e s’è detto: “Oggi mi occupo di Ivrea...”. Emozionato il sindaco Stefano Sertoli. “Sapevamo che l’Unesco - ha commentato -  avrebbe portato a grandissime occasioni per lanciare la città e il territorio circostante. Nella candidatura a Ivrea capitale del libro 2022, fortissimamente voluta dall’assessore Casali con tutta la sua mordaccia e gradevolezza, ci abbiamo creduto come amministrazione e ci ha appoggiato anche la Fondazione Guelpa. Faremo gli scongiuri. Ci crediamo e siamo ottimisti, ma avremo bisogno di lavorare tutti insieme e con il minor numero di divisioni...”. E i numeri di chi ci crede (snocciolati da Casali) sono veramente strabilianti. Alla preparazione della candidatura, a vario titolo, hanno partecipato una cinquantina di persone tutte facenti parte della filiera del libro, dei librai, degli editori, degli istituti scolastici, del settore della tecnologia. Il supporto è arrivato anche da 60 soggetti tra associazioni e comuni, da aggiungersi ai 79 che nel gennaio scorso avevano sottoscritto il patto della lettura “Perchè abbiamo deciso di candidarci - ha preso la parola Casali - Perchè siamo al Centro di un sistema di 72 biblioteche al servizio di 240 mila abitanti. Percho il patto per la lettura ha prodotto130 mila adesione. Perchè oltre alla biblioteca civica a Ivrea esiste la Biblioteca diocesana e l’archivio storico Olivetti. Perchè abbiamo “La Grande Invasione” giunta alla nona edizione. Per la biblioteca storica di Masino. Per “Borgo libri” a Borgofranco e “Faileggere”. Perchè siamo una Comunità nell’eccezione Olivettiana ed è dimostrato che si può fare rete...” Insomma Ivrea c’è e partecipa per vincere. “Si partecipa sempre per vincere - ha confessato Casali - Faccio l’avvocato e per indole sono competitiva... Ma in questo caso anche solo la partecipazione è un grande risultato. Con la progettualità. messa in campo qualora non dovessimo riuscire nell’impresa avremo i margini per portare avanti alcuni dei progetti...” E sono due le affermazioni che danno “ottimismo e generano entusiasmo”. La prima è di Paolo Verri: “Ci sono sempre più soldi a disposizione che buoni progetti. I soldi non mancano...”. La seconda è di Casali: “La Compagnia di San Paolo si è detta disponibile a cofinanziare i vari progetti...”.
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