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Sertoli Stefano

IVREA. La Diana, anteprima con il botto. E se vincessero le “Pantere?”

Meglio che andare a teatro, l’altra sera, all’enoteca “Vino e dintorni” in occasione della presentazione in anteprima de “La Diana”, una delle riviste più acclamate dal popolo del Carnevale. 

Tra il pubblico anche il primo cittadino Stefano Sertoli. Ha ascoltato le “premesse”. S’è alzato e se n’è andato via a gambe levate, con l’amaro in bocca e lo stomaco aggrovigliato. A farlo innervosire un Francesco Gioana più in forma che mai. 

“Sì! E’ vero! Mi sono arrabbiato   commenta Sertoli il giorno dopo  Lo so che non si fa in un luogo pubblio ma non ce l’ho fatta a resistere. Se io vengo invitato alla presentazione di una rivista che parla del carnevale, lo faccio come gesto di cortesia. E passi che si cominci con mezz’ora di ritardo. Passi che avevo già preannunciato un precedente impegno. Quando ho sentito Gioana fare il suo pistolotto sulla politica che si appropria del Carnevale e sugli incompetenti che hanno nominato degli incompetenti non ci ho più visto. E’ bastato che Franco Quaccia mi chiedesse un parere sull’intervento che sono saltato sulla sedia. Ho detto che non mi sarei mai permesso di scontrarmi con gli storici, quindi ho salutato tutti e me ne sono andato via. Insomma mi sono un po’ stufato di quelli che mi fermano per la strada dicendomi che secondo Ballurio quest’anno il Carnevale lo vincono le Pantere…”.

Alza le braccia al cielo Gioana. Tutto si poteva aspettare fuorchè questo. D’altro canto qualcosa si potrà dire oppure no delle tante dimissioni di questi mesi, condite da polemiche sfegatate sui giornali, non in ultima quella sui “Citoyens de la Ville d’Ivrée” dimenticati nel programma e poi inseriti lì in un angolino?

“Credo fosse già arrivato non di buonissimo umore per via della Lega e sapevo che sarebbe dovuto andare via prima – cerca di stemperare – Mi han detto che si è offeso ma io non ci ho fatto granchè caso. Poi è vero che nel mio intervento ho puntato il dito sulle responsabilità della politica nella conduzione demenziale del Carnevale. Non ce l’avevo con lui ma con tutti i sindaci succedutisi a palazzo a prescindere dal colore politico … Io ho sempre fatto opposizione… Tolto questo la serata è andata molto bene. A tarallucci e vino, direi …”, anche considerando  – aggiungiamo noi – che s’è tenuta in una enoteca.

Insomma una partenza con il botto almeno per “La Diana” puntuale come un orologio a cucù per narrare “una storia di otto secoli diventata una fantasmagorica leggenda….”. E quest’ultime son sempre parole e musica di Gioana.

E si racconta del Generale, Vincenzo Ceratti del nuovo presidente della Fondazione e pure  – ahìlui – del Sindaco. Nell’articolo di fondo Gioana si chiede poi perché mai la manifestazione non riesca a decollare dedicando poi svariate pagine alle iniziative collaterali, come il Carnevale di San Grato, che ha consentito addirittura di individuare uno strumento musicale dimenticato, il torototela. E poi i cavali, un partecipe ricordo di Riccardo Diane, gli gnoc e i demi-gnoc e tante, davvero tante altre cose…

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