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IVREA. Gambone farà San Savino ma vuole anche il Carnevale. Chi glielo dice a Gillardi?

IVREA. Gambone farà San Savino ma vuole anche il Carnevale. Chi glielo dice a Gillardi?

Gambone Elvio

Un incontro tra Elvio Gambone di Eporedia 2004 e alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Obiettivo dichiarato: salvare San Savino. S’è tenuto, senza tanto clamore, due lunedì fa. Giovedì è poi stata la volta di Renzo Galletto del Comitato Festa e fiera di San Savino che ha aperto uno spiraglio possibilista, ma con un programma ridotto all’osso e ancora tutto da riscrivere. Ultimo tentativo per capire che cosa si riesce ancora a fare, premesso che il bando per partecipare alla manifestazione di interesse scade dopodomani e degli organizzatori storici ( Elvio Gambone e Renzo Galletto) per il momento non c’è traccia, solo parole. Manco a dirlo Gambone avrebbe ribadito il suo “No” a meno che (ed è questo  il bello) sindaco e assessori non decidano di affidare a lui anche il Carnevale... Alè! Qualcuno se la riesce a immaginare la faccia di Piero Gillardi quando glielo sono andati a dire, sempre che ci siano già andati?  Nessuno gli ha dato una risposta su due piedi (s’intende a Gambone) ma non è così scontato che sarà negativa. Tutt’altro!!! Sertoli, infatti, avrebbe ammesso con più d’una persona che non sa dove trovare il coraggio di defenestrare l’attuale presidente della Fondazione dello storico Carnevale peraltro per far posto a uno che non ha mai “chiaramente” digerito. Sertoli però ha un problema più grosso e si chiama Vincenzo Ceratti, il segretario cittadino di Forza Italia, da qualche tempo inviso da gran parte della maggioranza. Galletto e Gambone, resterebbero l’unica soluzione per evitare che la patronale passi nella mani del nuovo Comitato, messo in piedi alla bene e meglio da Daniele Gismondi, e al quale Ceratti vorrebbe dare il suo contributo. Oltre a Galletto e a Gambone, i “Ni” nei giorni scorsi sono arrivati, giusto per citare personaggi  altrettanto storici e gran conoscitori della manifestazione, anche da Aldo Bessero e Massimo Nicoletti.   Pare di capire (ma è qualcosa di più di una certezza) che si erano un po’ messi d’accordo tutti per fare un passo indietro e, oggi, uno in avanti, si presume anche in questo caso “tutti insieme”. Insomma in città c’è una gran voglia di non fare San Savino o di farlo ipotecando il Carnevale salvo denunciare al mondo intero che l’Amministrazione comunale della patronale se n’è fottuta fino all’altro ieri, ancor peggio che la vicesindaca Elisabetta Piccoli con quello striminzito stanziamento di 25 mila euro (contro i 40 mila dello scorso anno) l’ha definitivamente relegata ad un appuntamento di scarso interesse. Meno interessante della “Grande Invasione”, tanto per capirci. “Con 25 mila euro che cosa ci si può fare se solo per i fuochi d’artificio ce ne vogliono più di 10 mila e tutti gli altri se ne vanno via per il piano sulla sicurezza che è obbligatorio?”: ci raccontava solo qualche giorno fa Gambone. La verità è che ci vogliono gli sponsor e la pubblicità. Ma per raccoglierla ci va del tempo, oppure, si vende oggi per domani anche il Carnevale che come manifestazione ha un ritorno “maggiore”. Gli “ammutinati” di San Savino stan dicendo a tutti che presto organizzeranno una conferenza stampa di denuncia. E si comincerà da quei programmi inviati nel dicembre e nel gennaio scorso per cifre che superavano i 100 mila euro con un contributo dell’Amministrazione comunale però identico a quello dello scorso anno. Si continuerà sottolineando che il problema non sono i Mondiali giovanili di canoa in programma proprio nei giorni tradizionalmente legati alla festa. E si finirà con una critica forte al sindaco per non aver dato a San Savino la giusto considerazione. A San Savino e pure al Carnevale che è da due anni che non si fa. Secondo Gambone (e ce lo aveva già detto la scorsa settimana) la Fondazione doveva avere nel cassetto un piano A anti-Covid e un piano B, esattamente come ce lo avevamo a Venezia e a Viareggio. Il problema sono le persone e secondo Gambone chi siede in Fondazione non è del tutto capace. “In qualsiasi azienda che sia pubblica o privata - avrebbe detto a sindaco e assessore - la proprietà va dall’Amministratore Delegato e, se le cose non vanno come dovrebbero andare, gli dice ciao arrivederci...”. Che poi, a Gambone, di fare il presidente non gliene importa nulla, piuttosto c’è da capire se chi fa il presidente è d’accordo ad essere un fantoccio. E la telenovela continua... Liborio La Mattina
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