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IVREA. Dopo due mandati Marco Liore lascia la Fondazione Guelpa. Politica attiva? "Non adesso...!"

Lo scorso 25 novembre l’Amministrazione comunale ha pubblicato il bando per la nomina del nuovo cda della Fondazione Guelpa, attualmente composto, oltrechè dal presidente Roberto Battegazzorre, anche da Teresa Skurzak, Alfredo Boni, Giancarlo Guarini e Marco Liore. Quest’ultimo avendo svolto già due mandati non è più ricandidabile. Lo abbiamo intervistato. Quindi in Fondazione hai quasi finito? Eh si… dopo 6 anni si chiude questo percorso..  Un’esperienza unica e indimenticabile o solo “unica”? Un’esperienza molto significativa sotto tutti i punti di vista. Formativa sicuramente in quanto fui nominato a 27 anni quando avevo da poco terminato il mio percorso di studi e iniziato la mia attività lavorativa. A conti fatti… Certo che amministrare la cosa pubblica non è poi così banale come tanti pensano ed è forse un po’ troppo facile polemizzare su qualsiasi scelta. Allo stesso tempo bisogna imparare ad accettare le critiche, anche perché come può accadere in questo caso stai dando il tuo contributo a titolo gratuito ma non è certo un ordine del medico! Al termine di un percorso decisamente lungo, hai delle recriminazioni da farti? Non voglio peccare di presunzione ma non ho particolari recriminazioni da farmi, ho cercato di dare il mio contributo al meglio delle mie possibilità. Certo, ora che il progetto della Biblioteca è sui nastri di partenza sarebbe molto stimolante seguirne l’attuazione, ma sono soddisfatto per l’attività svolta senza quel sentirmi “insostituibile” un po’ troppo ricorrente in tutti i contesti al giorno d’oggi. Attendo la nomina dei prossimi consiglieri, ai quali darò massima disponibilità durante il passaggio di consegne, così come fece Adolfo Salvetti – che ringrazio sentitamente - quando fui nominato in sua sostituzione. Non è bello fare delle graduatorie, ma ci piacerebbe che tu la facessi. Meglio sedere nel cda con una amministrazione comunale di centrosinistra o di centrodestra? Inevitabile catalogare le amministrazioni sotto il colore politico ma ritengo che per quanto riguarda un ruolo amministrativo ciò che conta più di ogni altra cosa sono le caratteristiche delle singole persone con le quali sei in contatto a prescindere dalla bandiera politica. Non è retorica, è un dato di fatto che scelte come il posizionamento della Biblioteca o la vendita di un BTP non saranno mai qualificabili come di “destra” o di “sinistra”. Contano solo il buon senso amministrativo e la competenza. Al contrario, scelte che riguardano prettamente le politiche culturali devono essere demandate alla sola politica; non è un caso che mi sia battuto per far si che sia l’amministrazione, con Bandi dedicati, ad erogare contributi alle singole Associazioni. Tornando alla tua domanda, se da un lato non posso che ringraziare Carlo Della Pepa il quale per due volte accolse l’invito delle opposizioni e propose la mia nomina, dall’altro non ho mai fatto mistero della mia “vicinanza” a Sertoli, verso il quale nutro profonda stima sia a livello personale sia a livello politico. Cosa lasci? La situazione dell’Ente sotto il profilo finanziario e patrimoniale è ottima. Certo degli errori possono essere stati compiuti ed io per primo li segnalai e forse – mi auguro di no – ne ho compiuti ma non sarebbe onesto non riconoscere che nonostante tutti i suoi difetti la Fondazione ha conservato un patrimonio; spiace dirlo, ma non è un caso così comune nel nostro Paese. Se dovessi descrivere la Signora Guelpa e non hai tempo per un monologo? Ho avuto il piacere di conoscere la Signora in un paio di occasioni. Una delle sempre più rare persone di una generazione della quale si stanno perdendo tanti valori di cui oggi si sente terribilmente la mancanza. Ciò detto, il Suo gesto nei confronti della Città non ha bisogno di tanti commenti. Semplicemente da ammirare. Ho sempre “storto il naso” all’espressione “grazie alla Fondazione abbiamo fatto questo e quest’altro”… La Fondazione non centra nulla: grazie alla Signora Guelpa!  Hai visto passare numerosi presidenti. Che dici? Ce la fai una graduatoria anche di questi? Jalla e Beatrice…. Sicuramente due profili importanti, ma forse un po’ distanti dal contesto locale. Ammettiamo però con sincerità che noi eporediesi all’occorrenza sappiamo non farci mancare nulla in termini di …. Chiamiamola “diffidenza” o “chiusura” se vogliamo… La prova di quanto affermo è data dal fatto che Battegazzorre, il Presidente arrivato più in sordina, si è dimostrato il più efficace; sta gestendo al meglio l’immagine della Fondazione tenendola al riparo dalle “turbolenze” politiche e si è letteralmente fatto in quattro per avviare insieme all’Amministrazione il progetto della Biblioteca. Obiettivo brillantemente raggiunto in poco tempo.  Cosa ti ricordi della tua “guerra” con Jalla? Semplicemente che non è stata una guerra. Io ritenevo non corrette alcune scelte amministrative e chiedevo solo di poter esprimere i miei pensieri senza essere “aggredito” verbalmente.  E del braccio di ferro con Franca Vallino? Il mio parere personale è che Franca Vallino poteva essere una risorsa preziosa per la Fondazione ma su tutte le questioni che hanno portato “conflitto” interno non cambio idea e ho percepito un atteggiamento spesso prevenuto che non mi fece piacere. Credo che la situazione sia poi degenerata anche a causa dello scambio sicuramente inelegante avuto con il Presidente. Ha ritenuto di dover procedere con un esposto sulla questione Liceo Musicale e sicuramente non è tacciabile di incoerenza avendo rassegnato le dimissioni per evidente impossibilità di proseguire il rapporto con il cda.  Fatta la Biblioteca, cosa dovrebbe diventare la Fondazione? Sul ruolo della Fondazione si deve prendere una posizione. Alla luce della mia esperienza ritengo impensabile una Fondazione che abbia “carta bianca”; ci mancherebbe solo che la politica non svolga il suo ruolo di controllo e soprattutto di indirizzo, ma se la Città ritiene di continuare ad avere un Ente partecipato dotato di un patrimonio così importante e un cda con competenze amministrative e culturali mi pare assurdo limitarne la funzione a mero soggetto finanziatore.  C’è chi auspicherebbe una tua discesa in politica. Alle prossime elezioni amministrative sarai della partita? Se posso dare un contributo da cittadino attivo lo faccio volentieri; ho accolto l’invito di Diego Borla a far parte del gruppo Cambiamo perché sia Diego sia gli altri componenti sono persone che stimo. Si è creato un clima di confronto su tutti i temi che riguardano la città per avere conoscenza delle varie tematiche e avanzare proposte concrete. Ciò detto, in questo momento la politica attiva in senso di candidatura o attività amministrativa non e’ nei miei pensieri. Oggi no, ma domani è un altro giorno...
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