A
12 anni era già un bambino prodigio, tra i primi cinque scacchisti under 16 d’Italia. Laurea in economia aziendale alla Bocconi, tesi su «Impatto strategico di Internet nel settore dei corrieri espresso», un master a Londra.
Nel 1999, a soli 23 anni, fondava Kangaroo.it insieme a
Franco Bondi, oggi dirigente di Banzai consulting. Poche parole, scarso interesse per i carboidrati e gli zuccheri, tanto sport, anche estremo, una passione condivisa con la compagna
Paola Gianotti, la donna dei guinness.
Insieme hanno creato e animano l’associazione Futura Sub di Ivrea. Hanno scalato il Kilimagiaro e l’Aconcagua, percorso la Groenlandia in kayak. Lei si è fatta in bici 30 mila chilometri intorno al mondo in 145 giorni, lui
si è immerso nei ghiacciai.
Vivono a Villa Garda, dimora ottocentesca vicino a Ivrea, eredità della famiglia di lei. Ma tra le sue residenze, teatro di numerosi appostamenti di fotoreporter da tutta Italia, c’è il famoso villino di frazione Caney a Settimo Vittone, ritrovo di tante braciolate con
Beppe Grillo e
Luigi Di Maio.
In realtà
Davide vive in un appartamento a Milano e appena può, scappa. Nei fine settimana,
nelle feste comandate, in occasione dei #Sum alle Officine H di via Jervis e, soprattutto, nei giorni della battaglia delle arance, da vero eporediese qual è, una delle sue grandi passioni.
C’è chi dice che il padre gli abbia insegnato ad essere di gomma e a vedere con quanta freddezza stia gestendo i rapporti con i cinquestelle “governativi” ci sa tanto che un pochetto lo sia come solo può esserlo chi, dopo poche ore dall’apertura della camera ardente di
Gianroberto Casaleggio, tornò in ufficio e lanciò sul web la piattaforma Rousseau della quale tanto si parla in questi giorni. A chi gliene chiese ragione, spiegò che quello gli sembrava il modo migliore di onorarlo.
Alla “Casaleggio Associati” dicono che sia stato proprio lui a inventare l’algoritmo attraverso cui si attivano e disattivano militanti e Meet up ed è con lui che ai parlamentari sarebbe stata imposta la consegna di username e password delle proprie mail.
Ma che
Davide abbia anche la stoffa di boxeur è venuto fuori da quando ha cominciato a gestire i cinquestelle promuovendo
Di Maio, Di Battista, Fico e lo stesso
Giuseppe Conte, il cosiddetto “avvocato del popolo”, oggi aspirante leader del movimento, con la benedizione di
Beppe Grillo ma già finito
ko al primo round.
La bordata è arrivata un paio di settimane fa dalla Corte di Appello di Cagliari che ha respinto un ricorso firmato da
Vito Crimi e riguardante un’espulsione. In poche parole ha ritenuto che il suo ruolo di capo reggente non sia più valido e che quindi il Movimento debba procedere a nominare un direttorio,
come indicato dallo statuto votato dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau.
I giudici hanno fatto anche di più e nominato
uno curatore speciale, l’avvocato
Silvio Demurtas come rappresentante legale al posto di Crimi fino a che il M5S non avrà un direttorio.
Peccato che del direttorio, i cinquestelle governativi, da quando
Beppe Grillo ha imposto
Conte alla guida del movimento, scatenando le ire della base, l’uscita di
Alessandro Di Battista e il divorzio dalla Casaleggio Associati, non ne vogliano più sentire parlare.
Hanno un problema:
Davide Casaleggio, manco a ripeterlo, è l’unico titolare dei dati degli iscritti e della piattaforma che governa tutto il movimento. In mano a Beppe Grillo solo il simbolo.
E così si è fermi a un palo: i cinquestelle per eleggere
Conte dovrebbero fare votare gli iscritti che possono farlo solo attraverso la piattaforma Rousseau ma la piattaforma è in mano alla Casaleggio Associati che ha divorziato con il Movimento 5 stelle e sventola lo Statuto votato negli Stati generali e che impone un direttorio.
Votare di nuovo per incoronare
Conte pare impossibile dal momento che l’Associazione Rousseau ha staccato la spina (e persino cambiato il logo del Blog delle Stelle) impedendo una nuova consultazione.
Tra le “scuse” un credito verso i parlamentari pari a 450 mila euro.
Di contorno ci sono, infine, i parlamentari espulsi che stanno valutando se chiedere i danni per essere stati cacciati da un leader “decaduto”.
“Il M5s non ha un capo politico”, si legge sul Blog delle stelle gestito dalla Casaleggio Associati E, riferendosi a Conte:
“Chiunque decida di impegnare il Movimento rispetto a qualunque atto di ordinaria o straordinaria amministrazione, parla a titolo personale”. L’associazione intima che
“chi ha deciso le espulsioni ora ne risponda” e definisce il nuovo regolamento per le restituzioni (quello che ha interrotto i versamenti a Rousseau) “illegittimo”. E a questo proposito, il post si chiude parlando dei mancati versamenti:
“Nonostante le promesse, il Movimento non ha onorato i suoi debiti e i fornitori aspettano ancora, dopo ormai molto tempo, di essere pagati”.
Insomma
Davide non sembra avere alcuna
intenzione di farsi scivolare dalle mani il controllo di una tecnologia ormai rodata (quella di Rousseau appunto) e di una mole immensa di dati di cui la stessa associazione è detentrice.
Il suo obiettivo sembra chiaro: aprire ad altre liste civiche a cominciare dal gruppo formato da ex 5S e capeggiato da
Dibba.
L’ultima sceneggiata con il Movimento 5 Stelle risale all’altro pomeriggio quando l’ex reggente
Vito Crimi ha inviato tre persone presso la sede dell’Associazione Rousseau per ‘requisire’ i dati degli iscritti.
A suonare il campanello i tre hanno trovato ad attenderli un ufficio vuoto dal momento che, come risaputo - e questo lo si legge in una nota
“i dipendenti di Rousseau sono in cassa integrazione a causa proprio di due decisioni di Vito Crimi, e di chi ha agito al suo fianco, ossia di sospendere il pagamento dei servizi che vengono erogati dall’Associazione Rousseau al MoVimento 5 Stelle e di non procedere neanche al pagamento del pregresso ed ingente debito che il MoVimento ha nei confronti dell’Associazione Rousseau”.
I Cinque Stelle promettono battaglia e fanno sapere di aver presentato ricorso d’urgenza per ottenere la lista degli iscritti, per tutta risposta, sul blog, è arrivato un post con tanto di postilla al veleno e un link in cui si spiega agli attivisti come cedere la titolarità dei dati dal Movimento a Rousseau. Di fatto, l’inizio di una battaglia sui singoli nomi. Nel post firmato da Enrica Sabatini socia di Casaleggio si legge:
«Abbiamo assistito, con non poco sconcerto, a una crescente e rabbiosa pressione mediatica (e anche privata nei nostri confronti) messa in campo per ottenere “la lista degli iscritti”. L’elenco degli iscritti non è un pacco postale da consegnare a qualcuno, ma rappresenta una comunità di centinaia di migliaia di persone».
Dal canto suo
Crimi spiega
«In tale modo l’Associazione cerca di ostacolare e di rinviare, come già da tempo, la possibilità per gli iscritti del movimento di esercitare i propri diritti associativi e di esprimersi sul nuovo progetto politico». E puntualizza:
«Chi ha rallentato questo processo si assumerà tutte le responsabilità nelle sedi giudiziali penali, civili e amministrative per il danno che sta causando al Movimento 5 Stelle».