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IVREA. Anna Bono ride, Sertoli si scusa. Però Ivrea si schiera con Israele

IVREA. Anna Bono ride, Sertoli si scusa. Però Ivrea si schiera con Israele

palestina

Nello stesso momento in cui il consigliere comunale Francesco Comotto si è messo a leggere l’elenco delle associazioni eporediesi che hanno aderito all’ordine del giorno in difesa del popolo palestinese è arrivata una grossa grassa risata della leghista Anna Bono. E’ successo al consiglio comunale in streaming dello scorso mercoledì. Il presidente del consiglio comunale Diego Borla non l’ha rimproverata ma il sindaco sì e si è pure scusato con il diretto interessato. Insomma tanto di cappello.  Per il resto il problema è noto. C’è Israele che vuole annettersi formalmente la Cisgiordania calpestando tutti i diritti delle popolazioni palestinesi. “Ho riso -  ha puntualizzato poi Bono - perchè nel titolo della lettera, inviata da Rosanna Barzan del Centro per la pace si parla di razzismo riferito a Israele, questo presuppone un odio assoluto.  Israele è una delle società più multi etniche e multi culturali che si conoscano. Gerusalemme una delle città più aperte del mondo. Sono consapevole che l’accusa di razzismo a Israele è una costante e in questa accusa una responsabilità ce l’ha l’Onu che nel 2001 (...) propose all’Europa di ammettere le proprie colpe coloniali e a Israele di essere una nazione razzista e colpevole di atti di genocidio. Per capire l’inconsistenza di certe affermazioni basti pensare che nel 1949 i palestinesi erano 700 mila oggi sono 5 milioni e 600 mila. Vi lascio giudicare se c’è stato genocidio. L’altro lato della medaglia è che Israele da più di 70 anni cerca di difendersi e loro sì sono continuamente minacciati di genocidio. Per esempio in piazza a Teheran c’è un orologio che segna il tempo che manca alla distruzione di Israele ..” Di tutt’altro avviso le ragioni del grillino Massimo Fresc (“Esiste uno storia e un legame. A Ivrea è una cosa sentita. Io direi che si tratta di un invito alla pace e alla giustizia tra i popoli. Le rivendicazioni palestinesi hanno un fondamento...”), di Gabriella Colosso (“Un’aggressione strisciante. Silente...”) e di Andrea Benedino (“Ivrea è una città di fiume abituata a costruire dei ponti. Penso a personaggi e al ruolo di Graziella Bronzini con il Kurdista, di Enrico Levati con la ex jugoslavia, di Mons Bettazzi...”). Inutile tirare in ballo (e lo ha fatto sempre Benedino) il ruolo storico svolto per tanti anni nel mediterraneo da chi ha saputo non schiacciarsi nella posizione americana o israeliana. “Mi viene da rimpiangere Bettino Craxi, Giovanni Spadolini e Giulio Andreotti per il coraggio nel prendere posizione....”, ha aggiunto. Morale? La mozione è stata bocciata con 4 voti favorevoli (le opposizioni), tre contrari (la Lega) e 4 astenuti. Tra gli astenuti anche il sindaco. Perchè? Perchè pur essendo “favorevole” è per lui difficile distinguere  “Buoni e cattivi”. Ma soprattutto perchè “Non ho ricevuto il mandato per occuparmi di politica estera...”. Insomma ha deciso di non schierarsi mai più onde evitare qualsiasi elucubrazione dei giornali. “E’ la posizione di chi dice voglio ma non posso...” ha stigmatizzato Benedino. L’intervento di Giglio Vigna Non si è fatto scappare l’occasione di marcare la differenza di vedute il deputato Alessandro Giglio Vigna. Il giorno dopo si è subito attaccato ad un pc per scrivere un comunicato in cui, oltre a fare i complimenti ad Anna Bono, si è detto orgoglioso che Ivrea “si sia schierata dalla parte di Israele e dalla parte della Democrazia bocciando l’Ordine del Giorno anti Israele e pro Palestina dei 5 stelle e del PD...”. “Come Lega - ha aggiunto -  fra la Democrazia occidentale di Israele e le dittature del mondo arabo scegliamo la Democrazia, soddisfatti che con questo voto del Consiglio Comunale il Comune di Ivrea abbia ufficialmente preso posizione. In linea generale per noi non c’è differenza fra antisemitismo (chi odia gli Ebrei) e antisionismo (chi odia Israele), per quel che riguarda il caso particolare non pensiamo che le opposizioni in Consiglio siano né antisemiti, né antisionisti, il loro essere pro Palestina è determinato a nostro parere da una poca informazione sull’argomento...”. Insomma, quello che ha studiato è lui.... 

Liborio La Mattina

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