Viaggio attraverso le compagnie filodrammatiche e teatrali locali, dall’Ottocento ad oggi.La filodrammatica degli aristocratici.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento, e per tutto il primo decennio del Novecento, membri dell’aristocrazia montanarese allestivano recite nel teatro di proprietà del Conte Senatore Secondo Frola (1), sito in Via delle Torri (attuale Via G. Cena) angolo Via del Revellino (attuale via G. Frola), sia per diletto personale che a scopi di beneficenza. Fautori di questa attività teatrale furono i figli del Senatore Frola, gli avvocati Francesco e Giovanni, cui spesso si univa come consigliere artistico e regista, il fratello avvocato Giuseppe, l’illustre storico autore del Corpus statutorum Canavisii.
Tra gli attori di questa compagine ricordiamo: la contessa Luisa Balbis, consorte del conte Senatore Frola, il tenente garibaldino cav. Antonio Clara, il maestro delle scuole elementari Felice Comandone, il dott. Gallenga di Chivasso, il tenente Fulvio Ansaldi con la consorte Virginia Fontana, la signorina Carolina Camera. Fra questi spiccava la singolare presenza del poeta locale, il professor Carlo Fiorio, del quale graziose fanciulle declamavano tra un atto e l’altro poesie tratte dai suoi volumi di versi Sul cammino della vita e Intermezzo. Il cavallo di battaglia della Compagnia era Il ghiacciaio del Monte Bianco, bozzetto alpino in quattro atti di Leopoldo Marenco.
La filodrammatica di Antonio Clara. Nell’anno 1900 il tenente garibaldino cav. Antonio Clara detto il “rondolot” (già conosciuto per le vicissitudini con la Banda Musicale), che durante un lungo soggiorno a Genova presso lo zio materno, ing. Giovanni Tosco, aveva frequentato un corso di recitazione e arte drammatica, decise di creare la “Filodrammatica montanarese”, che recitava pro famiglie bisognose del paese.
La costituivano, oltre al Clara che ne era il direttore, insegnante di recitazione e regista, i figli di lui, M° Giordano Bruno (2) (che nel 1905 subentrò al papà nella direzione della Compagnia) e Mentana, la moglie di Giordano Bruno, Maria, con più tardi le figlie Gioconda, Laura ed Elsa, e parecchi montanaresi, tra i quali possiamo ricordare Giovanni Clara, già menzionato come musicista, Gaspare Giacometto, Giuseppe Foresto, Carlo Pogliano, Cesare Fantino (Cesarino), Giuseppe Visetti (detto ‘l biond ‘d camera), Giuseppe Enrìa, Pierino Ponchia, Pietro Barello, Giuseppe Bioletto con la moglie Ernesta Francone e la cognata Carolina Francone in Arduino, Teresa Dolando, Giuseppina Dolando, Teresa Ferraris, Silvia Bertocchi.
Oltre a I due sergenti, che fu il primo lavoro della compagnia, questo affiatato gruppo di attori fece rivivere sulle scene del teatro del conte Senatore Frola, gentilmente concesso dall’illustre proprietario, drammi oramai dimenticati, ma di gran moda in quel periodo, come La gerla di papà Martin, Il supplizio di una donna, L’assassinio del corriere di Lione, Marcellina, Il fornaretto di Venezia, Il padrone delle ferriere, Il vecchio caporale Simon, e parecchi altri lavori in dialetto di Luigi Pietracqua (3), che rispecchiavano fedelmente la vita e l’anima del popolo piemontese. A conclusione del dramma seguivano sempre delle brillantissime farse.
Questa filodrammatica ebbe grande successo di pubblico anche nei teatrini dei paesi limitrofi, specialmente a Caluso, dove si recava assai spesso.
A Montanaro, negli intervalli tra un atto e l’altro suonava la Banda Municipale “Regina Elena” o l’orchestrina a plettro diretta dal M° Francesco Enrìa, che accompagnava pure canzonette popolari e macchiette in musica.
Col trasferirsi in America, nel 1912, del suo direttore, Clara Giordano Bruno, questa filodrammatica cessò l’attività (4).La filodrammatica dell’oratorio femminile. Ne fu creatrice suor Crocefissa Nigra (1871 – 1937) del Ritiro delle Figlie di Carità di Montanaro nell’anno 1908.
Le prime rappresentazioni venivano date nel “granaio” presso la Casa delle Suore, un lungo e vasto locale al piano superiore dell’ala dell’Istituto, successivamente si spostarono nel teatrino del nuovo Oratorio in via Dante, ad ovest del fabbricato e in prosecuzione del medesimo.
L’insegnante di recitazione, nonché attrice essa stessa, era la sig.na Mentana Clara, figlia del già menzionato cav. Antonio Clara, e coadiuvata, fino alla sua partenza, dal fratello Giordano Bruno, il quale dipingeva lui stesso scenari e quinte. Inoltre insegnava e accompagnava al pianoforte operette, macchiette e canti.
Il 4 giugno 1916 ci fu l’inaugurazione del nuovo sipario e degli scenari, dipinti dai pittori locali Giovanni e Oreste Silvestro, con la rappresentazione del dramma Il ritratto della madre. Ci è grato ricordare, tra le primissime attrici, le sig.ne Maria e Pierina Capone, Giovanna Vanner, Albina Tosco, Giuseppina Prono. Tra le attrici degli anni Venti ricordiamo: Bianca Tasso, Teresa Frola, Carolina Ferraris, Angela Baro, Nicolina Francone, Carolina Giacometto, Maria Mussano, Maria Foresto, Giuseppina Bertone, Teresa Dolando, Teresa Ferraris, Virginia Dolando, Maria Visetti, Maria Vacca, Gioconda, Laura ed Elsa Clara, Rita Barone.
Dall’inizio degli anni Trenta fino ai primi anni Cinquanta i montanaresi applaudirono, fra le altre, le sig.ne Maria Baudino (Banchi), Adele Foresto, Maria Clari, Maria Avondoglio, Giacomina Rozzi, Elvia Clara, Attilia Ferrero, Alba Ferrero, Luigina Borgarello, Gemma Ferraris, Maria Enrieu, Enrichetta Castiglion.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale per i montanaresi, i torinesi qui sfollati e per i reparti militari di stanza nel nostro paese, il Teatrino dell’Oratorio Femminile ospitò rappresentazioni di operette musicali dei Maestri Cimatti, Thermignon, Mondo, ecc. eseguite sia dalle attrici della Filodrammatica Femminile che dai ragazzetti e fanciulle dei due Oratori maschile e femminile. Le operette erano preparate ed accompagnate sul pianoforte da Don Giuseppe Ponchia con la collaborazione del violinista M° Dario Canzano di Ivrea.
Dai primi anni Cinquanta ai primi anni Sessanta la Filodrammatica Femminile continuò (e terminò) l’attività con l’ultima generazione di attrici, tra le quali ricordiamo Maria Gervasio, Eugenia Magistri, Carla Mate, Adriana Bioletto, Margherita Giacometto, Carla Minetti, Marcellina Gallea, Rina Urban, Franca Bertetti, Giuseppina Zanòlo, Franca Giudici, Giancarla Bretto, Dudi Innocenti, Rosa Maria Condo, Giovanna Ferraris, Maria Rosa Bassino, Ida e Mariuccia Argenta.La filodrammatica dell’oratorio maschile. Possiamo dire che un anticipo di quella che sarà poi la filodrammatica maschile la possiamo trovare durante gli anni della prima guerra mondiale, ad opera del cav. prof. Don Pietro Minetti, insegnante di scuola elementare, che allestì a favore del “Comitato Assistenza Civile per le famiglie dei richiamati in guerra”, con i più bravi dei suoi allievi, l’operetta musicale Il casino di campagna di Giuseppe Lamberti. Coadiuvato al pianoforte dalla cugina prof.ssa Emilia Minetti.
La recita fu tenuta nel teatro del conte Frola. In seguito Don Minetti fece tornare sulle scene i suoi piccoli attori, a beneficio del Patronato Scolastico, con le operette La scuola d’un villaggio di Giacomo Costamagna, e Mosca cieca di Emilio Bianchi.
Nel 1920, quando l’Oratorio Maschile “Don Domenico Salassa” situato al Molino cominciò a funzionare ad opera del nuovo vice parroco Don Giuseppe Bretto, fu costituita una Filodrammatica vera e propria, sotto la direzione del M° Clara Giordano Bruno.
La produzione era cospicua, almeno due spettacoli ogni mese, ed i proventi di essi, uniti alle offerte dei parrocchiani, contribuirono largamente all’acquisto delle attrezzature per l’Oratorio, in particolare per i vari giochi e divertimenti, costumi per il teatro, libri per la Biblioteca, e gli strumenti della Banda Musicale dell’Oratorio (divenuta in seguito Banda Parrocchiale).
Qualche titolo dei numerosi drammi rappresentati: il primo fu I due sergenti, si proseguì poi con Giosuè il guardacoste, Il campanaro di Londra, Il gondoliere della morte, Papà Falot e Il vecchio caporale Simon, interpretato nel ruolo del protagonista dall’anziano tenente garibaldino cav. Antonio Clara, il quale l’aveva fatto rivivere più volte ai tempi della propria filodrammatica.
Si passò quindi ad opere più moderne, come Il vortice, Il diretto delle ventitrè, Guerra ad arma bianca, Nonno Ercole, Gente finita, sino al Piccolo parigino, cavallo di battaglia di tutte le filodrammatiche maschili.
Ricordiamo i giovani attori dei primordi: Mario Capone, Emilio Capone, Domenico Piccablotto, Antonio Giacometto, Giorgio Fiorina, Antonio Minetti, Augusto Prono, Angelo Bassino, Augusto Cicogna, ecc.
Nel novembre del 1924il M° Giordano Clara lasciò Montanaro, questo mise a dura prova il proseguo della filodrammatica, reso ancor più difficile dall’apertura del cinematografo installato nella nuova costruzione chiamata “Casa Bianca” (5). Un tentativo di ripresa lo si ebbe nel 1927, sotto la direzione di Mario Capone, che riuscì a riunire un cospicuo numero di giovani attori che gradatamente sostituirono i più anziani.
Il numero delle recite era di circa due, tre all’anno, con un repertorio in linea con i tempi: Sulle rive del Piave, L’apoteosi, Il caro nido, La notte del vagabondo ed altri.
Ricordiamo alcuni nomi: Domenico Vaglietti, Giovanni Ferraris, Giovanni Toniale, Piero Capirone, Tommaso Capirone, ecc.
Questa nuova Filodrammatica calcava le scene anche dei teatri vicini, come San Benigno, Verolengo, Foglizzo, Vallo di Caluso, Rodallo, Arè, Boschetto di Chivasso, ecc. A Chivasso fu classificata prima ad un concorso di Filodrammatiche oratoriane del Canavese.
Di solito il mezzo di trasporto era costituito da biciclette e biroccio. Nel 1930 Don Giuseppe Bretto lascia Montanaro, gli succede come vice parroco il teologo Luigi Barbéro. Sotto la sua guida vennero allestite le operette musicali Il casino di campagna di Giuseppe Lamberti e Il barbiere di piazza di Giuseppe Anfossi.
Tutte le serate teatrali, oltre alle allegre farse che seguivano il dramma centrale, erano allietate da musiche e pagine corali tratte dalle composizioni di Rossini, Verdi, Donizetti, Bellini, Boito e altri. Dirigeva queste musiche Emilio Capone (6), il quale interpretava i pezzi che andava eseguendo con la sua voce baritonale. Il Barbéro rimase in paese per un lasso di tempo di tre anni, dopo di lui altri vice parroci proseguirono l’opera fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Al termine della stessa vi fu un tentativo da parte di alcuni giovani di ricostituire la Filodrammatica, ma fu un fuoco di paglia.
La filodrammatica dell’opera nazionale dopolavoro. Per fedeltà storica non possiamo non menzionare la Filodrammatica del Dopolavoro Fascista, in attività durante il ventennio, che si esibì in varie rappresentazioni tenute nel teatro del conte Frola, nel teatro dell’Oratorio al Molino e nel cortile del Palazzo Comunale. La dirigeva Cipriano Cipriani, le musiche erano eseguite dall’orchestrina mandolinistica di Giovanni Clara.
Compagnia teatrale dell’oratorio “Giancarlo Boggione”. Si può dire che questa nuova compagnia teatrale, sorta nei primi anni ottanta, sia l’erede naturale delle gloriose filodrammatiche trattate precedentemente. Essa infatti nasce in seno all’oratorio misto per volontà di Don Giovanni Gerra, richiamando attorno a sé numerosi aspiranti attori di entrambi i sessi.
L’esordio è siglato 1981 con l’operetta Ma chi è? del M° Cagnacci, presentata nel teatro della “Casa Bianca” a suggello dell’incoronazione dei personaggi del corpo carnevalesco locale, sotto la direzione di Don Gerra. Questo momento diverrà un appuntamento fisso negli anni a seguire.
Nel 1982 l’operetta d’apertura della serata d’inizio del Carnevale Montanarese è Gara in montagna sempre del M° Cagnacci. Nel 1983 la Compagnia Teatrale vuole intitolarsi alla memoria di un giovane componente prematuramente scomparso, Giancarlo Boggione.
Con questo nuovo nome porta in scena la commedia brillante La locanda dei tre merli di Carlo Gallo, autore di Rivarolo. Recitata in perfetto dialetto montanarese, la rappresentazione ha avuto due repliche nel teatro, sempre gremito, della curia “Madre Arduino”, sito in via Dante. A conclusione di serata la Mandolinistica del M° Bioletto offriva alcune belle pagine di musica d’epoca.
Ricordiamo alcuni nomi dei primi attori: Maria Gervasio, Piero e Giovanni Capone, Giancarlo Enrico, Mirella Visetti, Franca Bertetti, Ettore Cima, Mario Barone, Sandro Minetti, Giacomino Bizzotto. Le scenografie erano curate dai coniugi Pierangela Architetti e Marco Bragallini.
La Compagnia si è esibita, oltre ai due teatri già citati, anche nella casa di riposo sita nel castello di Montanaro, che nel salone di Cà Mescarlin. Grande successo hanno tenuto anche nei paesi limitrofi, Chivasso, fraz. Betlemme di Chivasso, Rivarolo ecc.
Ormai specializzati nella commedia brillante dialettale hanno eseguito numerose opere in lingua montanarese, tra cui Mia moglie direttrice, L’amor l’è nen polenta e Metti una suocera in casa dell’autore torinese F. Roberto. Sul finire degli anni ottanta la Compagnia Teatrale è confluita nell’Associazione Turistica Pro Loco, diventandone parte artistica attiva ancora ai giorni nostri.Compagnia teatrale dialettale “Ij mai pront”. Con l’assorbimento da parte della Associazione Turistica Pro Loco di Montanaro della Compagnia Teatrale dell’Oratorio “Giancarlo Boggione”, nasce la Compagnia Teatrale Montanarese.
Mantenendole inalterato lo spirito e la predilezione per la commedia brillante dialettale che vigevano nella precedente compagine, questa nuova Compagnia continua idealmente il lavoro iniziato dalla gruppo dell’oratorio. Ancora oggi l’appuntamento carnevalesco è divenuto momento importante e tradizionale, a cui si affianca ormai da diverso tempo la rappresentazione tenuta in occasione della manifestazione chiamata “sagra del canestrel”.
Fra le commedie proposte ricordiamo Lo smemorato di Emilio Caglieri, L’eredità ad magna Ninin di Luigi Oddoero, Nozze a sorpresa di Franco Roberto, La bisbetica an gabia di Alberto Rossini, e altre, tenute nel salone dell’Oratorio, della Cooperativa Sportiva “Aurora” (già Bocciofila), presso il nuovo Centro Congressi sito nell’ottocentesca Cà Bertoldi, e negli stand preparati dalla Pro Loco per le sagre e manifestazioni del paese.
Tra gli attori ricordiamo Carla Bollero, Giusy Antonelli, Lucia Bassino, Piero Capone, Ettore Ceresa, Sergio Cravero. Le scenografie sono curate da Francesco Favaretto, le luci e l’audio da Sandro Minetti.
Nel 2005 il gruppo si ribattezza Compagnia Teatrale Dialettale Montanarese “Ij mai pront”, con questo nome esordiscono con la commedia Ti sposerei ma mi costi troppo di Camillo Vittici, proposta anche a Torino e nei paesi limitrofi. La regia viene affidata a Alessandro De Carli, che curerà anche i lavori a seguire.
Gruppo teatrale “I Soliti”. Il gruppo nasce nel 1989 dalla passione per la recitazione di Patrizia Ferrara, Tiziana Lugli e di Roberto Bena. Non disponendo di una sala adeguata allo scopo le prime faticose prove avvengono nei garage degli stessi membri.
La direzione viene presa dalla Patrizia Ferrara, la quale, grazie alla formazione professionale e agli studi compiuti, firmerà gran parte delle regie. Il battesimo ufficiale porta la data dell’8 luglio 1989 con l’opera Le petit café di Tristan Bernard, tipica pièce “fin de siècle”, al quale il gruppo sa dare una interpretazione del tutto originale ricreando una ambientazione dove il pubblico, seduto in piccoli tavolini da bar, viene direttamente coinvolto e gioca il ruolo degli avventori del piccolo caffè.
Il pubblico è entusiasta più di trecento persone assistono al debutto all’aperto nel cortile dell’ottocentesca Ca’ Bertoldi e non abbandonano nonostante l’inclemenza del tempo che negli ultimi dieci minuti di spettacolo porta qualche goccia di pioggia di un imminente temporale estivo. Il successo di pubblico ottenuto con il primo spettacolo li spinge ad andare avanti.
Da quel momento si aggregano al gruppo nuove persone e viene costituito un nucleo stabile che procede quasi ininterrottamente nella ricerca di nuove esperienze teatrali. Nel 1990, nel teatro della Cà Bianca viene allestito Il Flauto magico di W. A. Mozart, da un’idea di J. K. Shikaneder, la cui regia viene affidata a Giancarlo Saroglia (il quale aveva affiancato la Ferrara nella direzione del primo spettacolo), le musiche sono eseguite dal vivo in chiave rock dall’allora rinomato gruppo montanarese “Purple Angels”.
Le opere portate in scena, sempre rigorosamente rivisitate dall’estro e dalla fantasia di questa compagine, vanno da L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde a Piramo e Tisbe da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, passando da grandi classici come Arsenico e vecchi merletti di Joseph Otto Kesserling, Falstaff dal libretto di Arrigo Boito, Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare, ad opere di nuova scrittura, come Affittasi appartamento trifoglio di Patrizia Ferrara, Sette giorni all’alba (La resistenza in Montanaro e dintorni) di Riccardino Massa (ex sindaco di Montanaro, di cui ha curato la regia), e Rumori fuori scena di Michael Frayn.
Nel 1992 la compagnia teatrale, in adeguamento alla nuova legge relativa alle Associazioni No Profit (senza fini di lucro), si costituisce in Associazione Culturale. In questa nuova veste propone laboratori nelle scuole e attività di animazione per bambini e ragazzi delle scuole medie e materne. Nel 2007 l’allora Amministrazione Comunale ristruttura l’antico edificio “Bertini” (7), predisponendolo come sede di alcune Associazioni locali, una delle stanze viene loro concessa.
A metà dicembre 2007, in occasione del novantesimo anniversario della morte del poeta e scrittore montanarese Giovanni Cena, i Soliti preparano uno spettacolo da loro ideato intitolato Giovanni Cena: scene da una vita, nel quale si ripercorrono le tappe salienti dell’illustre personaggio. È da sottolineare che ogni spettacolo nasce da una cura particolare per l’interpretazione, la scenografia, anche se povera, e le musiche.
Per il gruppo è importante trasmettere al pubblico la loro “poetica” e onestà del lavoro, indice di un grande sentimento e rispetto profondo per il mondo del teatro. Tra i vari componenti del Gruppo Teatrale, oltre ai già citati Patrizia Ferrara, Tiziana Lugli e Roberto Bena, possiamo ricordare Vittorio Porta, Liliana Ravagnolo, Nadia Forlin (3^classificata miglior attrice protagonista al Concorso indetto dal Contato del Canavese per i gruppi teatrali stagione 2007-2008), Domenico Di Costa, Marco Mancin, Colombo Sbrana, Milena Anglesio, Piero Canobbio, Francesco Fratarcangeli.
Nella stagione 2008-2009 debutteranno Antonella Argentini, Francesca Bassino, Costantino Imperatore, Maurizio Soncin in un nuovo spettacolo chiamato La cena dei cretini, per la regia di Roberto Bena.
Il prossimo anno il gruppo festeggerà i venti anni di onorata carriera, un traguardo importante per questa compagnia.
Note.
1. Il teatro fu costruito, a inizio Ottocento, dal nonno, l’avv. Pietro Giuseppe Frola. Nel 1913 venne adibito a cinema, con varie traversie giunse fino agli anni ottanta, sotto la denominazione Cinema Vittoria, noto in tutto il Canavese, specialmente nei suoi ultimi anni di attività, per la particolare scelta delle proiezioni. Attualmente c’è un negozio della catena di alimentari Dì x Dì.
2. Che abbiamo già conosciuto come direttore di Banda (vedi Canavèis n. 12).
3. Luigi Pietracqua (Voghera, 23 gennaio 1832 – Torino, 28 ottobre 1901) fu il maggior prosatore in lingua piemontese.
4. Del M° Giordano Bruno possiamo ricordare un simpatico episodio: non pago del suo ruolo di organista, direttore di Banda e delle varie Filodrammatiche volle, per un breve periodo, cimentarsi anche con il teatrino delle marionette. Accompagnato dalla moglie Maria portò per qualche tempo i pupazzi nei paesi vicini su un biroccio condotto dallo zio paterno Giovanni Clara, per la gioia di grandi e piccini. Per ragioni a noi sconosciute si stancò presto di tale attività, vendette i pezzi più belli all’Istituto Salesiano di Chieri, e gli scarti li buttò nella bealera di Chivasso.
5. La Casa Bianca (meglio conosciuta come “Cà Bianca”) fu chiamata così in opposizione alla Casa Rossa, più nota come Casa del Popolo, dell’allora Partito Socialista locale. La Cà Bianca, nata come ritrovo delle Associazioni Cattoliche, divenne in seguito Oratorio Parrocchiale, per essere poi adibita a cinema, sala teatrale e pluriuso, ed infine sede della Banda Municipale. Attualmente è chiusa in attesa di restauri.
6. Dal 1933, per dieci anni, fu direttore della Schola Cantorum montanarese.
7. Già sede delle scuole elementari.
Bibliografia.
Don Giuseppe Ponchia, Armonie nei secoli, vicende musicali di arte drammatica e storia in Montanaro C.se dalla fine dell’ottocento ai giorni nostri, parte II, numero II - musica, teatro, cinema, Montanaro 1978.
’L gridilin, bollettino parrocchiale di Montanaro, annate dal 1980 al 2008.
Un ringraziamento a Ettore Cima Barolo e al Gruppo Teatrale “I Soliti” per la gentile collaborazione.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.