AGGIORNAMENTI
Cerca
Chivasso
29 Gennaio 2023 - 12:51
Quando l’arte si fa specchio della città, allora la mente di noi chivassesi rievoca nomi e immagini di artisti talentuosi ed il pensiero si rivolge immancabilmente a loro, ai Pittori di via Platis – una delle associazioni artistiche più longeve di Chivasso - e al loro ‘lascito’ visivo: un’impronta indelebile di ciò che la città era un tempo e di come si è trasformata oggi, rappresentata da immagini di vie, monumenti, scorci della campagna circostante e ritratti di persone legati al vissuto cittadino, dipinte dall’animo sensibile di chi è in grado di immortalarne per sempre l’essenza su tela, rendendole così immortali. Tra le figure di spicco del chivassese vi è il pittore Salvatore Pronestì , allievo del professor Francesco Fossati che fondò l'associazione nel 1978 insieme agli artisti Rigoletti, Rossi e Sallemi.

Da destra verso sinistra: Luigi Rigoletti, il prof. Francesco Fossati, maestro d'Arte, Giovanni Sallemi e Salvatore Pronestì, ideatori dell'associazione "Pittori d via Platis"
Fin dai suoi esordi come pittore, Salvatore Pronestì, oggi come allora, ha continuato a portare avanti - anche fuori dall'ambito cittadino - la sua passione per la pittura, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti. Nato nel 1949 a Rizziconi (Reggio Calabria) e trasferitosi con la famiglia a Chivasso ancora giovanissimo, Pronestì iniziò ad appassionarsi fin da ragazzino al disegno e della pittura. “Allora frequentavo ancora le scuole medie. Me lo ricordo come fosse oggi: fu il professor Fluttero, il padre del senatore Andrea Fluttero, a farmi apprezzare il disegno e a incentivarmi con un bel voto a coltivare l’arte”, ha raccontato Salvatore.
Una passione che si intensificò sempre di più tanto che – nonostante gli impegni lavorativi che lo costrinsero ad allontanarsi per un certo periodo dai Pittori di via Platis - “non ho mai rinunciato alla pittura: dipingevo dalle due alle quattro ore al giorno”, ha ricordato Salvatore. “Francesco Fossati fu il mio primo maestro; poi affinai le mie capacità artistiche sotto la guida di Anselmo Troletti, specializzato in olio, acrilico e acquerello, di Giacomo Soffiantino, grande maestro del nudo dal vero e di Francesco Casorati, il figlio di Felice Casorati, che alla Bottega dell'incisione di Torino mi insegnò le tecniche per acquaforte, l’acquatinta e la litografia”, ha infine raccontato Pronestì.
Salvatore è un uomo dal temperamento sensibile e romantico, innamorato sia dei valori estetici sia di quelli etici della vita e dei soggetti che dipinge, usando le tecniche più svariate. Un amore, quello per l’arte e la pittura, destinato ad intensificarsi con il tempo tanto che, non appena è andato in pensione, Salvatore si è iscritto ad un corso di Trompe l'Oeil (di arredo urbano), erogato da un’agenzia di Torino. Inoltre, da circa vent’anni, Pronestì trasmette le sue conoscenze artistiche a livello accademico come docente presso l'Unitre di Chivasso con vari corsi di disegno, pittura, trompe l'oeil, carbOthello.
Se quanto stiamo per raccontare trovasse fondamento in una teoria scientifica, allora potremmo dire che il DNA di Salvatore ha lasciato traccia anche in sua figlia Diana la quale, dopo aver frequentato il liceo artistico, si è iscritta all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è diventata pittrice e proprietaria della bottega artistica Arte Diana di Chivasso. Salvatore, orgoglioso, ha fatto inoltre sapere di essere diventato nonno per la seconda volta di Dafne, nata circa un mese fa, la cui vocina ci ha accompagnato nel corso della nostra bellissima intervista.
“Risale ai tempi in cui frequentavo la scuola media. Fu allora che iniziai ad appassionarmi al disegno grazie al professor Fluttero, il padre del senatore Andrea Fluttero. Subito dopo mi iscrissi al Centro Formazione Meccanici (CFM) dell’Olivetti. Lì ho avuto la fortuna di avere come insegnante d’arte Gina Pischel, famosa scrittrice e grande critica d’arte, amica di Camillo Olivetti. Durante le lezioni mi aveva incaricato di proiettare le slide alla classe per cui ero sempre lì in piedi accanto a lei, ad ascoltarla con ammirazione quando spiegava i vari capolavori artistici. Poi conobbi Luigi Rigoletti ed andai a dipingere con lui al circolo dei Pittori di via Platis, che ancora oggi è un luogo di mutua collaborazione, ma allora non ci eravamo ancora costituiti come associazione: fu il sindaco Livio Riva Cambrino che nel 1982 ci suggerì di ufficializzare i Pittori di Via Platis”, ha spiegato Pronestì. “Dopo qualche tempo sono uscito dall’associazione per motivi di lavoro. In quel periodo - ha continuato a raccontare il pittore - ebbi comunque la fortuna di conoscere Anselmo Troletti, insegnante in pensione dell’Accademia Albertina, che iniziò a darmi lezioni private su svariate tecniche, inclusi i lavori di restauro. Siamo diventati amici e andavamo spesso a dipingere insieme all’aperto. In seguito sono tornato a dare una mano ai pittori di via Platis”.

Chiusa del Canale Cavour presso il Poasso di Castelrosso (Chivasso).
“Semplicemente scelgo qualunque cosa mi ispiri particolarmente: dal figurativo all’animale, dal paesaggio al particolare. Sono un romantico ed amo la campagna, gli orti, la natura, le persone che lavorano dei campi, l’agricoltura. Mi piace molto anche l’acqua, il canale Cavour, il lungo Po, ad esempio. Adoro gli angoli che si formano durante la calaverna: di mattina sembrano dei paesaggi fiabeschi. I miei quadri nascono principalmente dal vero. In pratica – ha spiegato Pronestì - mi sono formato ‘en plein air’ (letteralmente all'aria aperta, ndr.): andavo spesso a dipingere fuori; guardavo e dipingevo tutto ciò che vedevo e mi ispirava. Anche adesso lo faccio e mi reco al Bricel per dipingere. Poi mi è sempre piaciuta la natura morta, ritratta principalmente dal vero”.

Pescatore al Parco del Bricel di Chivasso.
“Certamente – ha risposto sorridendo Pronestì, quasi come se quel sorriso volesse prefigurare delle immagini che sono già presenti e chiare, in un certo senso, nella nostra mente, laddove dimorano i ricordi. Salvatore ha subito ricordato che “della Teresina, ad esempio, ho dipinto 3 o 4 quadri, come anche del Muto”. Il pittore ha poi continuato: “Sono stato il primo a ritrarli. La cosa fantastica è che dopo anche altri pittori hanno iniziato a dipingerli, come se avessi lanciato una moda. Rammento la prima volta che esposi il quadro della Teresina al comune di Chivasso – ha voluto condivide il pittore – E’ successa una cosa strana: vi era la coda di persone che entravano e uscivano. E’ stato fantastico! Un altro personaggio che amavo ritrarre era Olivotti, il gelataio che faceva il gelato artigianale a casa sua e poi lo andava a vendere in giro con il carrellino e con la trombetta avvisava le persone del suo arrivo”.

Ritratto della Teresina che Salvatore Pronestì espose al comune di Chivasso.

Olivotti e il suo carrellino del gelataio artigianale, in giro per il chivassese.
“Ho ritratto il generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Il quadro, tramite l’Associazione Nazionale del Carabiniere in congedo di Chivasso, è stato donato alla Caserma Cernaia ed esposto nei locali della biblioteca. Vi è anche il dipinto del maresciallo Giovanni Berardi, che venne gambizzato dai terroristi. Il suo ritratto mi venne commissionato dall’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo che poi l’ha donato alla Polizia di Stato di Torino”.

Foto del ritratto del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, dipinto da Salvatore Pronestì. Attualmente si trova presso la Caserma Cernaia di Torino.
“Faccio un esempio, la Quintana del Cedro è cambiata in meglio, anche se, ad essere sincero, non mi attira più dipingerla come invece mi capitava di fare una volta. Un’altra cosa che è cambiata sono i covoni di fieno che si vedevano nei campi subito fuori Chivasso: non ci sono più! Al suo posto ora vi sono le balle rotonde: all’inizio non riuscivo a ritrarle. Ho dovuto allenare ed abituare l’occhio per poterle apprezzare. Ho cercato di guardarle da una prospettiva diversa. Sarà forse per via dell’età, ma è per me sempre più difficile abituarmi a certi cambiamenti…”.
“Significa ricercare qualcosa che rischia di perdersi e farlo rivivere. Creare con le proprie mani quello che vede la propria testa. Cercare di riprodurre ciò che il soggetto rappresenta per l’artista. E’ importante non preoccuparsi tanto del risultato finale; quel che conta – ha specificato Pronestì – è il processo impiegato per creare, durante il quale si cerca di tirare fuori ciò che si ha dentro. Anche se più pittori, ad esempio, stanno dipingendo lo stesso soggetto, ognuno lo interpreterà a suo modo, secondo il proprio stile e stato emotivo”.
“Quello del dipinto intitolato ‘Composizione con pannocchie’. A Bussoleno vinse anche il primo premio ad un concorso artistico di fotografia e pittura. Allora si parlava di 500.000 Lire. Un altro quadro che mi ha dato molta soddisfazione è una 'Natura morta a pastelli' con cui vinsi il primo premio a Montechiaro al Palio d’Asti, qualche annetto fa, che raffigura delle pannocchie”.

Composizione con pannocchie, olio su tela 50x60
“A parte la trentina di quadri che ho iniziato e che finirò non appena troverò la giusta ispirazione, ho di recente ultimato un dipinto che ritrae Santa Rita, che sarà inaugurato quest’anno nel giorno di Santa Rita, nella sede degli Alpini di Lauriano Monteu”.
Dono del pittore Salvatore Pronestì agli Alpini di Lauriano Monteu.
Ricordiamo tutti la Via Crucis dei pittori del febbraio scorso, ideata da Salvatore Pronestì e donata alla chiesa dei Torassi. Per l’occasione Salvatore realizzò, insieme ad altri 13 pittori del chivassese, 14 dipinti rappresentanti le stazioni della Via Crucis. Pronestì ha infine raccontato di aver realizzato oltre 150 dipinti su Chivasso: “Ne ho dipinti talmente tanti che spesso non rammento neanche il luogo in cui li ho riposti…”, ha concluso simpaticamente il pittore.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.