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28 Giugno 2021 - 11:43
VEROLENGO. “Sono venuto a piedi, perché sul manifesto c’era scritto che quelli di Verolengo dovevano venire a piedi”.
Don Valerio D’Amico si presenta così, come un verolenghese, ai ragazzi ed ai bambini che domenica sera lo hanno aspettato lungo il viale della Madonnina, per accompagnarlo sul sagrato del Santuario, dove è avvenuto il Rito del suo ingresso come nuovo parroco del paese e di Borgo Revel.
I ragazzi della Cresima gli hanno dato il benvenuto a nome di tutta la comunità, mentre i più piccoli della Prima Comunione lo hanno accolto con un canto. Vicino a lui, il vicario generale, don Gianmario Cuffia, a rappresentare la Diocesi di Ivrea.
Sempre lungo il viale, don Valerio è stato accolto dal sindaco Luigi Borasio, dal vice sindaco Roberto Giglia e dal consigliere regionale Gianluca Gavazza.
Tutti insieme hanno poi percorso l’ultimo tratto fino al Santuario fra due ali di bambini e di giovani festanti. Il Rito d’ingresso, alla presenza di monsignor Edoardo Aldo Cerrato, Vescovo di Ivrea, per volere dello stesso don Valerio si è svolto sul sagrato, in modo da consentire una larga partecipazione ai fedeli che, numerosissimi, hanno occupato i posti distanziati, mentre molti altri si sono sparsi nei giardini del Santuario.
Il primo pensiero è andato al compianto don Giuseppe Boero e il vicario generale ha ricordato i mesi della sua malattia e la sua improvvisa scomparsa.
Poi il Rito, con l’ufficialità dell’incarico vescovile alla nomina del 1° giugno, che ha posto don Valerio D’Amico alla guida delle parrocchie di San Giovanni Battista in Verolengo e di Sant’Anna in frazione Borgo Revel.
Poi il discorso del sindaco Borasio, tra il serio e il faceto con accenni divertenti alla caratterialità dei verolenghesi e la richiesta “di avere pazienza con me e con tutti”; l’accoglienza della comunità, alla ricerca di una nuova guida dopo il vuoto lasciato dalla morte di don Boero e, infine, il saluto di don Valerio, con l’espressione del desiderio di intraprendere un cammino insieme, iniziando dai più piccoli, costruendo con gli adulti e con spirito di vicinanza ai più anziani. “Vengo a voi con discrezione e umiltà”, ha detto don Valerio, inziando un percorso che all’inizio sarà fatto soprattutto di conoscenza reciproca.
E poi i regali della comunità: una poesia in piemontese, le offerte dei fedeli, i libri sulla storia di Verolengo, un prezioso contenitore in stoffa ricamata per portare la Comunione ai malati e la pisside per i momenti da trascorrere con i giovani. Don Valerio ha celebrato la santa messa, mentre l’omelia è stata pronunciata da monsignor Cerrato, che ha posto l’accento sulla necessità di riportare una “giovinezza spirituale in una società stanca e sfiduciata”. Su questo nuovo cammino e su tutti i fedeli è stata invocata l’intercessione della Madonnina, tanto cara, non solo ai verolenghesi, ma a tutti gli abitanti del chivassese e oltre. Al termine, i ringraziamenti per tutti coloro che hanno contribuito ad organizzare il momento di accoglienza, per chi è giunto da lontano per essere vicino a don Valerio, il girotondo finale dei bambini in uno scoppio di palloncini e il lungo applauso della folla.
(Foto di Roberto Veglio)
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