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CHIVASSO. Elezioni: quattro ex sindaci contro Castello

CHIVASSO. “Quindi sono molto indeciso se entrare in pista a favore di Claudia Buo per fermare Castello per il suo fallimento amministrativo e politico o se farlo dall’esterno. Ho ancora qualche giorno per riflettere”.

Un’intervista, delle sue, apre spiragli ad una campagna elettorale senza precedenti a Chivasso. Un sindaco uscente sfidato da quattro ex sindaci della città. Oggi sono tre: nelle prossime ore è molto probabile che si aggiungerà anche il quarto. Anche perché, per chi conosce l'ex sindaco e senatore di Boschetto, se non è un annuncio ufficiale, poco ci manca.

Nell’intervista che pubblichiamo di seguito, Renato Cambursano annuncia di star riflettendo seriamente sull’ipotesi di scendere in campo anche lui alle elezioni amministrative del 12 giugno prossimo. 

Ovviamente non con la maggioranza uscente, ma a sostegno della candidatura dell’ex assessore al bilancio della Giunta Ciuffreda, Claudia Buo.

Dopo aver annunciato che non si sarebbe più candidato, Cambursano dopo le polemiche delle ultime settimane ha riaperto la porta che lui stesso aveva chiuso. Perché no?

Quattro, dunque, gli ex sindaci pronti a riprendersi Chivasso a scapito dell’uscente Claudio Castello.  Tre sono certi, uno in forse.

Nessuno, però, come candidato sindaco, ma tutti in lista.

Li ricordiamo. Ha annunciato la sua candidatura Andrea Fluttero, sindaco per due mandati dal 1997 al 2005. Si candida con Forza Italia a sostegno di Clara Marta.

Per la sanraffaelese c’è anche Bruno Matola, primo cittadino di Chivasso dal 2006 al 2011: si candida con Fratelli d’Italia. 

Libero Ciuffreda, sindaco di Chivasso dal 2012 al 2017, ha invece annunciato la sua candidatura nella lista civica LiberaMente che candida a sindaco la consigliera comunale uscente, già assessore al Bilancio proprio con Ciuffreda, Claudia Buo.

Ai tre certi potrebbe aggiungersi Cambursano, sempre a sostegno di Buo. Staremo a vedere cosa succederà. Di seguito l’intervista di Cambursano.

L'intervista a Cambursano: "Dobbiamo fermare questo fallimento amministrativo e politico"

Renato Cambursano, gli ultimi tre ex sindaci di Chivasso sono in pista per le prossime elezioni comunali. E tu?

Ho letto. Andrea Fluttero con Forza Italia e Bruno Matola con Fratelli d’Italia.  Entrambi a sostegno della candidatura di Clara Marta. Lino Ciuffreda con Claudia Buo. Di tutti questi io sono il più vecchio e poi la salute ultimamente non è che mi accompagni proprio, quindi non ho intenzione di candidarmi, anche se la tentazione è forte di entrare in quest’agone politico in un momento così delicato per la vita economica, sociale e soprattutto politica per la nostra città.

Quindi?

Castello e company cercano di fermarmi minacciando azioni legali nei miei confronti. Sì, proprio lui, che dal fronte legale è quello che ha più da temere...

In che senso?

Bisogna fare un passo indietro e sarò un po’ lunghetto. Ricordiamo tutti cosa successe nel 2011 e 2012, vero?  Per chi non lo ricordasse o perché non era ancora a Chivasso o era troppo giovane in quegli anni, lo ricordo io. Gianna Pentenero, all’inizio del 2011 mi telefona dalla Regione chiedendomi di incontrarla a Chivasso per ragionare sulle possibili candidature a Sindaco. Ci troviamo in via Caluso, angolo via Blatta, e concordiamo che entrambi avremmo fatto una ricognizione di terne di candidature da proporre poi alla coalizione di centro sinistra. Passano pochi giorni, e un martedì mattina, appena sbarcato a Fiumicino, riattivo il telefonino che squilla immediatamente. Rispondo scendendo le scale dell’aereo: era Tiziana Siragusa, scribacchina di un giornale locale, la quale mi dice: “Allora ci vediamo alle 11...”. La interrompo subito dicendole: “Io veramente sono a Fiumicino e sto andando in Parlamento come tutti i martedì mattina”. Replica: “Ma allora non sai che ci sarà una conferenza stampa per la presentazione del candidato a sindaco di Chivasso?”.  Le rispondo: “No, non so nulla. E chi sarebbe il prescelto?”.  Risposta: “L’avvocato Gianni De Mori”. “Allora scrivi – le dico- non ho nulla di personale nei suoi confronti, ma questa scelta è sbagliata nel metodo e nel merito. Nel metodo, perché le intese con la Pentenero erano altre: cioè individuare un percorso che portasse ad una scelta condivisa. Ma constato che così non è! Nel merito: fare il Sindaco, non è come fare l’abbà”. 

Poi che successe?

Mi oppongo pubblicamente a quella candidatura, anzi nei primi maxi manifesti di coalizione non compare il simbolo dell’Italia dei Valori, che solo Di Pietro impose successivamente per tramite della Senatrice del territorio. Da quel momento non partecipai alla campagna elettorale e tanto meno partecipai alle riunioni che si tennero nella sede del PD in Piazza della Repubblica, e così “non ebbi l’onore” di incontrare quel ‘signore’ che fu poi arrestato nell’ambito dell’Operazione Minotauro e che causò la fine anticipata della legislatura, durata pochi mesi e di fatto presieduta dal vice sindaco Claudio Castello.

Un anno dopo si tornò al voto.

Partecipai eccome alla campagna elettorale di Lino Ciuffreda candidato a sindaco nel 2012, promuovendo la lista “LiberaMente” che ottenne il 12% dei voti, quando il Pd, partito strutturato, raggiunse a mala pena il 17%. Lino fu eletto sindaco e governò per cinque anni, con due grosse difficoltà: una esterna, cioè il Patto di Stabilità che ridusse ai minimi termini la capacità di spesa dei Comuni, per salvare l’Italia dal disastro lasciato dal Governo Berlusconi; e una interna, i continui scontri tra due assessori, Massimo Corcione e Claudio Castello.  Solo dopo nacque tra i due “l’amore”, spartendosi i ruoli: il primo farà il segretario politico del partito e l’altro il candidato a sindaco, vincendo, nella primavera del 2017, le primarie anche con l’apporto di Pino Vazzana e c. e al medesimo telefonandogli tre giorni prima del ballottaggio per avere il suo sostegno elettorale.

Anche quella volta non partecipai alla campagna elettorale. Dichiarai che avrei espresso il mio voto in modo disgiunto: la lista LiberaMente e Marco Marocco sindaco. Un fallimento totale, non riuscendo ad andare al ballottaggio nonostante quello fosse il momento più favorevole al M5S.

Al ballottaggio commisi un altro ‘errore’ clamoroso, ma solo perché non ero a conoscenza delle telefonate fatte e ricevute con e dall’affiliato alla ‘Ndrangheta, votando Castello contro Matteo Doria e la Giunta che andava proponendo. Anche quella di Castello si sarebbe poi rivelata una Giunta di incapaci! Si scoprì tutto nel maggio 2021...

Conclusione?

La conclusione è che anche questa volta la città di Chivasso corre il rischio che si vada ad ulteriori successive elezioni.  Il processo a Pino Vazzana, ancora in galera, è appena iniziato ed è molto probabile che Castello venga sentito o come teste o come persona informata sui fatti accaduti nel 2017, all’epoca delle telefonate! Se le cose andassero così, purtroppo per Chivasso, vorrò vedere le facce dei Marocco con Cipolla alla ricerca di un posto ‘al sole’ , prima a destra (9 febbraio 2022) e ora a sinistra (22 febbraio 2022) e dei Pasteris/Cena Maria Paola,  che per fare una lista gli hanno ‘regalato’ il superassessore del nulla: anche lui prima a destra (2012), poi civico (2017) e ora a sinistra (22 febbraio 2022).

Quindi, ti candidi o no?

Quindi sono molto indeciso se entrare in pista a favore di Claudia Buo per fermare Castello per il suo fallimento amministrativo e politico o farlo dall’esterno. Ho ancora qualche giorno per riflettere.

Nella prima ipotesi, sarebbe una campagna elettorale con quattro ex sindaci ed un sindaco uscente e spero non più rientrante! Glielo farò sapere.

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