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CASTELLAMONTE. Guerra in Ucraina: La Memoria Viva in prima fila

CASTELLAMONTE. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la macchina della solidarietà e dell’accoglienza si è messa subito in moto. In Canavese c’è chi è già riuscito ad effettuare un primo invio di aiuti e a tornare indietro portando dei profughi: è l’associazione castellamontese “La Memoria Viva”. 

“La Memoria Viva” ha a disposizione un canale privilegiato di comunicazione con la Polonia, il paese che sta accogliendo il numero maggiore di civili ucraini in fuga: i contatti stabiliti negli anni grazie al progetto legato a Lidia Maksimowic – deportata nel lager nazista di Auschwitz-Birchenau all’età di tre anni e miracolosamente sopravvissuta – hanno consentito all’associazione di dare avvio rapidamente alla raccolta di abiti, coperte, pannolini, latte in polvere,  giocattoli.

 Sabato 26 febbraio il punto di raccolta di Via Nigra 54 (negozio di fiori) è rimasto aperto tutto il giorno e domenica 27 veniva annunciata la partenza di un primo carico per la sera successiva. Così è stato: lunedì 28 quattro volontari guidati da Roberto Falletti si sono messi in viaggio con  un furgone ed un pulmino a 9 posti (anche questo riempito il più possibile). Il furgone è stato messo a disposizione gratuitamente dalla Nuova Carrozzeria Ronchetti di Castellamonte, alla quale sono andati i ringraziamenti dell’associazione, che ha ringraziato anche “Specchio dei Tempi” ed il  dottor Gabriele Azzalini, Segretario Generale del Gruppo Dirigenti Fiat. 

La mèta era la località di Przemyśl, alla frontiera fra Polonia ed Ucraina, nel cui centro di raccolta  arrivano circa 30 mila profughi al giorno.  Sono state ventiquattro ore filate di viaggio, percorrendo  duemila chilometri di strada, senza altre soste che quelle per rifornirsi di carburante. Un tragitto lungo e forzatamente lento: non più di 80 chilometri orari a causa del grande carico. In Austria si sono anche dovuti fare i conti con una fitta nebbia.

 Martedì 1 marzo  a mezzogiorno veniva reso noto che il percorso di ritorno non sarebbe stato fatto a vuoto: due famiglie di rifugiati sarebbero infatti arrivate in Italia viaggiando sul pulmino. Ecco il perché del ricorso a questo mezzo, un po’ insolito nel campo del trasporto-merci.

Non lo si era rivelato prima per motivi di sicurezza: solo nel corso della notte precedente, le tre donne ed i cinque bambini erano infatti riusciti a varcare la frontiera. Hanno parenti in Italia, in  tre città diverse: Modena, Brescia e Torino, ed in queste città troveranno una sistemazione. 

 Alle 15,30 di mercoledì 2 marzo, come previsto, i due mezzi sono ripartiti, fermandosi per la notte  nella Repubblica Slovacca, con l’obiettivo di rientrare in Italia giovedì 3 marzo. 

Per lunedì 7 è previsto un altro viaggio in Polonia. S’invita chi avesse un mezzo disponibile e si volesse unire alla colonna umanitaria a prendere contatto con l’associazione.

Nel frattempo la stessa comunica che la raccolta di vestiti e coperte viene al momento sospesa, in attesa di ricevere indicazioni dai centri-profughi sulle necessità primarie. Continua invece quella dei generi alimentari a lunga conservazione e dei prodotti per l’igiene personale, con orario dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

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