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BORGOFRANCO. Marcia per la pace con le due famiglie ucraine ospiti in paese

Marcia per la pace a Borgofranco per sostenere, simbolicamente, il popolo ucraino. E’ organizzata dal comune insieme alle scuole e partirà alle 10,30 partendo dalla scuola dell’infanzia per arrivare alla primaria e alle secondaria, fino all’oratorio dove, insieme al parroco, si terranno canti insieme alla bandiera della pace alzata.

Parteciperanno i ragazzini del paese ed i loro coetanei arrivati in queste settimane dall’Ucraina.

E’ un evento che organizziamo in accordo con il dirigente scolastico Natale Necchi, arrivato da Firenze tre anni fa. A Borgofranco contiamo già diverse persone scappate dalla guerra. Insieme a loro abbiamo raccolto beni di prima necessità da destinare al loro paese, appoggiandoci all’associazione la Memoria Viva di Castellamonte, ed abbiamo pensato anche ad una marcia che potesse far sentire loro la nostra vicinanza” spiega il consigliere comunale Katia Marafioti.Nelle settimane scorse Borgofranco ha accolto una bimba e due ragazzi. La più piccola, Anina, ha riabbracciato la nonna che lavora come badante presso un anziano. La casa è grande e l’uomo si è reso disponibile ad accogliere parte della famiglia. Per il momento Anina non frequenta la scuola, i suoi genitori, rimasti in Ucraina, non lo hanno al momento ritenuto opportuno visto che tra l’altro l’anno sta per finire. Una ragazza che si è laureata in lingue italiane le sta comunque impartendo lezioni a domicilio. “Ho consigliato di cominciare ad approcciarsi con i pari, a socializzare” racconta Marafioti. 

Poi c’è Artur, 16 anni, professionista nel nuoto in Ucraina. Ha cominciato a frequentare la piscina ad Ivrea, riesce a spostarsi usando i mezzi di trasporto pubblico. E Max che di anni ne ha 17. E’ arrivato insieme alla mamma lasciando il papà, che è un soldato, in Ucraina. “Sta patendo molto la situazione” racconta sempre Marafioti.

In queste settimane è arrivata un’ulteriore famiglia di sei persone, composta da tre sorelle, un fratello, la mamma, la zia ed il figlio della zia. “Si stanno inserendo bene - conclude il consigliere -, anche se è difficile comunicare perché non conoscono bene la lingua inglese e dobbiamo usare il traduttore di google. Per il momento, mentre cerchiamo tutti di ambientarci, stiamo cercando di far sentire a queste 

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