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12 Aprile 2022 - 11:47
Delle tre, solo una è sopravvissuta al Covid. La Vineria Caino, quel rinomato localino conosciuto per le tigelle ed il suo gnocco fritto, che se ci vuoi andare a cena devi prenotarti mesi prima...
Le altre due attività commerciali, a cui Salerano ha fatto culla per tanti anni, hanno chiuso i battenti. Prima il bar al piano terra del palazzo comunale. Poi l’alimentare all’ingresso del paese, anch’esso situato in un immobile di proprietà della pubblica amministrazione.
Due locali sfitti, con il benservito della pandemia. “Ormai Salerano è un paese a desertificazione commerciale” osserva la sindaca Tea Enrico. Con dispiacere ma senza sconforto. Perché Tea Enrico qualche idea l’avrebbe nel cassetto, e qualcuna già anche in cantiere. “Purtroppo non si poteva fare molto nei due anni che tutti abbiamo sofferto a causa del Covid. Però, nel frattempo, ci sono arrivati 81mila euro...”.
La Sindaca si riferisce ai fondi destinati dallo Stato agli enti pubblici per compensare le maggiori spese e le maggiori entrate legate al Covid. Una cifra usata interamente per il locale in cui aveva sede proprio il negozio di alimentari. I lavori sono partiti e procedono spediti. “Sempre un lavoretto da niente ma non è così: ci trasferiremo la sede municipale e per farlo bisogna dividere i locali, ricavare la sede per l’anagrafe, per l’ufficio tecnico, realizzeremo anche un soppalco per la sala riunioni dalla giunta”. Il motivo è presto detto: la sede attuale ha radici negli anni Settanta con tutti i problemi strutturali che ne conseguono. “Ristrutturare e mettere un ascensore per salire al primo piano dove hanno sede gli uffici ci sarebbe costato di più - osserva Enrico -. Con il risultato, comunque, di avere un edificio mezzo vuoto dopo la chiusura del bar. Invece, una volta sgombero, potremmo pensare a dei nuovi progetti. E perché no, magari, ad una foresteria...”.
Desiderio sulla carta, e anzi nemmeno, questo, al momento. Si affronterà il punto interrogativo del riutilizzo un po’ più avanti. Intanto, il trasferimento del Comune avrà un doppio beneficio: sarà più accessibile ai cittadini per via della viabilità più comoda e spaziosa ed estranea a pericoli quali quelli correlati a via Marconi, già ricolma di dossi poiché molto angusta e legate ad un incrocio non proprio agevole.
Ma l’attività di “recupero” non si ferma qui: la sensibilità dell’amministrazione comunale si riversa nei grandi progetti come nei piccoli ed ha già permesso di trasformare il frigorifero dell’ “Antica Gelateria del Corso” all’ “Antica Libreria del Corso”. Una piccola opera d’arte merito della creatività e manodopera dei due operai del Comune. “Grazie ad Alex e Matteo per averci permesso di recuperare il vecchio frigorifero del negozio di alimentari - ci tiene a sottolinea la sindaca a cuore aperto -. Grazie a loro ora avremo una piccola libreria all’aperto, nel nostro parcogiochi, a disposizione di tutti e delle maestre di Samone che accompagnano spesso qui i bambini delle scuole”.
La libreria è stata divisa in piani con sezioni di libri in base all’età a partire proprio dalle letture adeguate ai bambini dell’asilo e della materna. Senza creare punto enormi spesso poco sfruttati, l’Amministrazione saleranese ha invece realizzato una piccola opera che ha già una sua pubblica cerchia di fruitori.
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