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18 Febbraio 2022 - 11:12
Giovedi 17 febbraio, nella sede di Via Paleologi n.2 a Chivasso, si è tenuta la riunione dei soci dell’associazione UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). Online, oltre ai numerosi soci collegati da svariate parti d’Italia, è intervenuta anche la Mina Welby, Co presidente dell’Associazione Luca Coscioni e vedova del giornalista ed attivista politico Piergiorgio Welby.
Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare, nel dicembre del 2006 chiese e ottenne il distacco dalle macchine e la sedazione profonda. Mina Welby è sempre rimasta, fino all’ultimo respiro, accanto a suo marito, divorato da una malattia che non lascia scampo, la distrofia muscolare progressiva.
Dopo la morte di Piergiorgio Welby, Mina – è lei stessa a raccontarlo nel corso della riunione - si è iscritta all’Associazione dei Radicali Italiani “Luca Coscioni” e ne è diventata il co-presidente. Da allora Mina è impegnata nella lotta sulla questione del fine vita e sul diritto all’eutanasia, cioè alla scelta, libera e serena, della propria morte.
“Sono stata disarmata dalla decisione della Corte costituzionale. E’ stato un colpo molto duro” Così ha inizio l’intervento della Welby che prosegue “Non mi aspettavo che ai cittadini italiani venisse riservato un tale trattamento: la Corte costituzionale dovrebbe proteggere la democrazia, non osteggiarla”. Ma la Welby è una donna molto determinata “Ora lasciamo perdere quello che è successo” commenta “voglio sensibilizzare il parlamento affinché riesca ad emendare una buona legge”, questo è dunque l’obiettivo.
A Chivasso, in presenza, Renato Dutto e Mimmo Scarano, rispettivamente presidente e tesoriere del Consiglio direttivo UILDM “Paolo Otelli”, fanno sapere che “abbiamo da sempre condiviso le battaglie di Mina, affinché venisse promulgata una legge che regoli questa materia intricata del fine vita”.
Dutto e Scarano commentano infine “Ancora una volta la Corte costituzionale ha negato la possibilità di esprimersi su di un tema così complesso. Ora occorre stimolare il Parlamento ad intervenire per regolare l’eutanasia, con una legge adatta. Il punto è che per troppi anni il parlamento è stato ‘latitante’ ed è proprio per questo che era stato richiesto il referendum”.
In conclusione il presidente ha poi comunicato “Lotteremo sempre al fianco di Mina e presto la ospiteremo a Chivasso per discutere ulteriormente della questione”.
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