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CHIVASSO. L'Anpi e i Comuni ricordano Mansueto Pillot

CHIVASSO. Toccante commemorazione quella di sabato 11 dicembre presso la sala consiliare di Palazzo Santa Chiara. 

Nell’occasione si è ricordato il giovane partigiano chivassese d’adozione, Mansueto Pillot, barbaramente torturato e ucciso dalle brigate nere.

L’incontro è avvenuto alla presenza della sorella Camilla (classe 1924), a cui è stato consegnato un attestato di benemerenza, dei nipoti, dei sindaci di Gassino e San Raffaele Cimena, di un rappresentante dell’amministrazione comunale di Castagneto Po, dal vicesindaco di Chivasso che ha fatto gli onori di casa e da Nino Boeti, già presidente del Consiglio Regionale nella scorsa legislatura e membro del comitato provinciale dell’Anpi.

È toccato al presidente dell’Anpi Vinicio Milani tracciare la figura di Pillot, veneto di origine trasferitosi a Chivasso con la famiglia nel 1930. La sua storia...

Arruolatosi nel Genio Ferrovieri, Pillot si troverà in Sicilia a Castelvetrano nei mesi precedenti lo sbarco degli alleati ad operare sotto i massicci bombardamenti e allo sbarco delle truppe anglo-americane avvenuto nel luglio 1943. Lascia la Sicilia con i tedeschi in ritirata e risale verso il nord.  

Dopo l’8 settembre 1943 non risponderà alla richiamata in servizio, si dà alla macchia per non aderire alla Repubblica Sociale di Salò

Mansueto entra nella Resistenza il 15 agosto del 1944 farà parte della 5^ divisione Autonoma Monferrato partecipando alle azioni belliche con il nome “Pippo”.

La soffiata di un delatore permetterà ad un gruppo delle brigate nere di rintracciare e prelevare il giovane Mansueto a Castagneto Po la sera del 6 marzo del 1945.  Viene barbaramente torturato, gli strappano le unghie, gli estraggono ferocemente i denti, gli praticano sevizie poi viene ucciso vicino a Gassino e il corpo straziato lo ritrovano all’alba sotto una panchina a Cimena di San Raffaele Cimena. 

Anche dopo la sua uccisione, ha concluso Milani, infieriranno sul povero Mansueto con la frase pronunciata da uno dei suoi aguzzini “cane sei stato duro a morire”, udita da una testimone che abitava nelle vicinanze. 

Oggi le sue ceneri giacciono nella tomba monumentale insieme ad altri partigiani nel cimitero di Chivasso.

Mansueto Pillot viene ricordato, oltre al cippo in località Cimena anche in una lapide dedicata ai ferrovieri caduti presso la stazione di Porta Nuova lato Via Nizza e in un’altra a Chivasso in Via Caduti per la Libertà 

Ha commosso tutti l’intervento fatto dal giovane di San Raffaele Cimena Fabio Cuscunà, è da lui che è partita l’iniziativa di ricordare quel cippo a bordo strada che tutti i giorni vedeva senza conoscere chi c’era dietro quel nome, nel centenario della nascita di Mansueto e nel centenario del “milite ignoto”.

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