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Carnevale di Ivrea. Le foto del sabato

Valentina Campesato è la nuova Mugnaia di Ivrea: corteo trionfale tra le vie della città, fuochi sul lungo Dora e il ballo finale che chiude la notte degli aranceri

La piazza esplode in un applauso lungo, caldo, liberatorio. Ivrea ha la sua Mugnaia.

Negli occhi luminosi di Valentina Campesato in Mantovani c’è un’emozione che non si può fingere: è quella che trema appena prima di diventare sorriso pieno, consapevole. È lo sguardo di chi sa di rappresentare una storia che attraversa i secoli, un simbolo che appartiene a tutti. In quel volto c’è già la promessa di un Carnevale vissuto senza riserve, fino all’ultimo passo, fino all’ultimo inchino, fino all’ultimo battito di tamburo.

Poi il corteo. Il primo vero abbraccio della città. Un bagno di folla che accompagna la Mugnaia tra ali compatte di eporediesi e visitatori. Si parte da Piazza di Città, cuore pulsante della cerimonia, e si imbocca via Arduino, tra applausi e saluti. L’onda bianca attraversa piazza Maretta, prosegue lungo via Guarnotta fino al Ponte Vecchio, dove il passaggio assume quasi un valore simbolico, sospeso tra passato e presente.

Il corteo continua lungo via Gozzano, tocca piazza Lamarmora, percorre corso Nigra, corso Cavour e corso Gallo, in un susseguirsi di volti, cori, emozioni che si rinnovano a ogni angolo. L’ingresso in corso Botta segna un altro momento di grande partecipazione, poi il passaggio in piazza Balla, l’imbocco di via Palestro, l’attraversamento di piazza Castello. Infine il ritorno in Piazza di Città, dove tutto si ricompone e si chiude tra applausi convinti e sguardi ancora accesi.

Alle 22.30 il cielo sopra il Lungo Dora si accende di luci e colori. Lo spettacolo pirotecnico dedicato alla Vezzosa Mugnaia disegna riflessi sull’acqua e strappa un altro lungo applauso: è uno dei momenti più attesi, quello in cui la festa diventa meraviglia collettiva.

Intorno alle 23.00 il Corteo Storico si conclude ufficialmente in Piazza di Città con il tradizionale ballo della Mugnaia e del Generale. Un gesto che si rinnova ogni anno, carico di significato, seguito in silenzio rispettoso prima e in un nuovo scroscio di applausi poi. Intanto, nelle rispettive piazze, le feste degli aranceri continuano fino a tarda notte: musica, brindisi, abbracci, la città che non vuole ancora fermarsi.

Le immagini raccontano tutto: la proclamazione, la sfilata, il ballo del sabato. Una serata che resta impressa negli occhi e nella memoria. Carnevale di Ivrea, ancora una volta, capace di trasformare una piazza in un’emozione condivisa.

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