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06 Febbraio 2026 - 12:55
Non tutti i Carnevali iniziano con una rivelazione. Quello di Rondissone invece sì. Il paese ha acceso ufficialmente i riflettori sul Carnevale 2026 e lo ha fatto nel modo più elegante e festoso possibile. Nella serata di sabato 31 gennaio, come da tradizione, il paese si è ritrovato per l’evento che segna l’inizio del periodo più colorato e atteso dell’anno.
L’appuntamento è iniziato alle 19.30 con la cena in maschera, un momento di convivialità che ha riunito cittadini, figuranti e appassionati del Carnevale, creando fin da subito un’atmosfera di festa, allegria e condivisione. A seguire, il momento più atteso: l’incoronazione ufficiale della Cavulera, del Mulinè e della Corte del Carnevale.
È una storia che parla di amore, di scelte, di radici messe piano piano, giorno dopo giorno, fino a diventare parte di una comunità intera. Quest’anno, sotto i costumi della Cavulera e del Mulinè, non ci saranno solo due maschere storiche. Ci sarà una coppia. Una famiglia. Una storia di vita vera.
Per la prima volta, a interpretare i personaggi simbolo del Carnevale saranno marito e moglie: Enrica Paglia, 42 anni, e Marco Foggiato, 44 anni. «Mio marito è da tanti anni che vive in questo paese. Io sono arrivata a Rondissone nel 2016, quando ci siamo sposati», racconta Enrica. «Da allora questo paese è diventato casa. Non solo per viverci, ma per partecipare davvero».
L’incoronazione è avvenuta in un clima carico di emozione, sotto lo sguardo del presidente della Pro Loco Daniele Vai, del sindaco Antonio Magnone e dell’assessore regionale Andrea Tronzano. Enrica ha ricevuto la corona da Serena Ottino, mentre Fabio Dianin, Mulinè uscente, ha passato il testimone a Marco. Un gesto semplice, ma denso di significato: il tempo che passa, le persone che cambiano, la tradizione che resta.
«Rappresentare Rondissone è una responsabilità, ma anche un grande onore», raccontano i protagonisti. «Farlo accanto a mio marito e con i nostri figli nella Corte rende tutto ancora più vero», aggiunge Enrica.
Marco, già noto per il suo impegno civico come ex membro comunale, ha aggiunto con un sorriso: «Il Carnevale è condivisione. Essere il Mulinè significa rappresentare Rondissone con rispetto, allegria e senso di appartenenza». Un impegno interrotto non per disinteresse, ma per amore: «L’anno scorso mio marito ha perso il papà», spiega Enrica. «Si è tolto dalla giunta per stargli vicino».
Enrica e Marco non sono volti di passaggio: sono presenza costante. Entrambi attivi nella vita del paese, sempre pronti a dare una mano alla Pro Loco, alle iniziative, agli eventi.
Oggi Marco ha un’impresa edile, Enrica lavora nell’azienda di famiglia. Una vita normale, concreta, fatta di lavoro e responsabilità. Ed è forse proprio questo che rende la loro storia così potente: non c’è distanza tra chi indossa la maschera e chi vive il paese ogni giorno.
Ma le sorprese non sono finite qui. In questa edizione, la famiglia è davvero protagonista. Accanto a loro, nel cuore di questo Carnevale, ci sono i figli: Gabriele e Nicolò. Entrambi fanno parte della Corte. Entrambi frequentano le scuole di Rondissone. Entrambi partecipano attivamente alle feste del paese. Gabriele, il più grande, è anche sindaco dei ragazzi, membro del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
«È bello da dire, sì», sorride Enrica. «Ma soprattutto è bello da vedere. I nostri figli sono cresciuti dentro questa comunità». Nicolò, il biondino di otto anni, sfilerà accompagnato da Vittoria, con cui è cresciuto. Gabriele, “il moretto con gli occhiali”, sarà accanto a Valentina, sua compagna di classe. E poi Sofia e Pietro, a completare una Corte che parla di amicizia vera, di legami che nascono sui banchi di scuola e continuano nelle tradizioni del paese.
«Questo era l’anno giusto», spiegano. «Il grande non era ancora troppo grande e il piccolo non era più troppo piccolo. La Pro Loco ci ha chiesto se volevamo farlo, e abbiamo sentito che era il momento».
La serata ha riservato anche un’altra sorpresa: la presentazione del nuovo inno ufficiale del Carnevale di Rondissone, firmato da Sussi DJ, che accompagnerà sfilate ed eventi, dando ritmo e voce alla festa. «Ci ha fatto un inno personalizzato», aggiungono. «E abbiamo anche preparato un ballo, che abbiamo danzato la sera dell’incoronazione. È stato emozionante».
Una squadra che unisce entusiasmo, impegno e spirito di appartenenza, elementi fondamentali per mantenere viva una tradizione che negli anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento per la comunità.
Tutto il programma del Carnevale 2026 è organizzato dalla Pro Loco “Rondissone in festa”, che anche quest’anno ha curato ogni dettaglio con passione e attenzione.
Il calendario carnevalesco entrerà ora nel vivo:
Martedì 10, dalle 9, Cavulera e Mulinè incontreranno i bambini delle scuole dell’Infanzia, Elementari e Medie e gli anziani della casa di riposo;
Domenica 15, alle 9.45, Santa Messa con la Corte e alle 11 la tradizionale benedizione e distribuzione dei Fagioli Grassi; Sabato 21, alle 15, la sfilata a piedi “Tutti in maschera per il paese”, con partenza dal cortile delle scuole.
Un Carnevale che non è solo festa, ma memoria, affetto e comunità, reso possibile dall’impegno instancabile della Pro Loco “Rondissone in festa”. E quest’anno, il cuore batte all’unisono: quello di una famiglia, di una Corte e di un intero paese.
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I protagonisti della Corte
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