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Pragelato, 122 anni dopo: il ricordo della tragedia del Beth

Comunità riunita per la commemorazione

Pragelato, 122 anni dopo

Pragelato, 122 anni dopo: il ricordo della tragedia del Beth

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A Pragelato si rinnova il ricordo di una delle tragedie più gravi della storia alpina e del lavoro in Piemonte. Domenica 19 aprile, a 122 anni dalla valanga del Beth, la comunità si ritroverà per commemorare gli 81 minatori morti nel 1904.

La cerimonia è in programma alle 11.15 nella piazzetta della frazione Plan, oggi intitolata proprio alle vittime della tragedia. Un momento di raccoglimento che ogni anno richiama l’attenzione su un evento che ha segnato profondamente la storia del territorio.

La vicenda affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento, quando, nel 1863, vennero avviate le attività estrattive delle miniere di rame del Beth, situate in Val Troncea a oltre 2700 metri di quota. Un’impresa complessa, caratterizzata da difficoltà economiche ma anche da sperimentazioni tecniche.

Il 19 aprile 1904, però, tutto si interruppe. Dopo giorni di nevicate intense e condizioni meteorologiche critiche, i minatori decisero di lasciare la zona per scendere a valle. La scelta si rivelò fatale.

Intorno a mezzogiorno, tra le 12 e le 12.30, una massa nevosa di grandi dimensioni si staccò dalla montagna, preceduta dal tipico boato che annuncia il distacco delle valanghe. I gruppi di operai, già in movimento lungo il percorso, furono travolti e trascinati a valle.

Le operazioni di soccorso iniziarono solo il giorno successivo, con l’intervento di valligiani, militari provenienti dal Forte di Fenestrelle, Guardie Forestali e Carabinieri. Una macchina dei soccorsi imponente per l’epoca, che riuscì a salvare una trentina di minatori.

Il bilancio fu però pesantissimo. Quaranta corpi furono recuperati e sepolti nel cimitero di Laval, mentre l’ultima vittima venne ritrovata soltanto il 28 giugno, oltre due mesi dopo la tragedia.

Tra i minatori coinvolti c’erano lavoratori provenienti da diversi paesi delle valli alpine, tra cui Pragelato, Pinasca, Perosa Argentina, Perrero, Prali, Massello e Roure, oltre ad alcuni operai specializzati originari della provincia di Belluno. Il più giovane aveva appena 16 anni.

Dopo l’evento, l’attività mineraria riprese con difficoltà, per poi cessare definitivamente nel 1914.

Negli anni, il ricordo della tragedia ha rischiato di affievolirsi, ma è stato mantenuto vivo grazie all’impegno della comunità locale. Oggi rappresenta un elemento centrale della memoria collettiva di Pragelato e delle valli circostanti.

La commemorazione non è soltanto un momento simbolico, ma anche un’occasione per riflettere sul tema della sicurezza sul lavoro, soprattutto in ambienti complessi come quello montano.

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