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09 Aprile 2026 - 13:17
Dalle patate su Marte ai robot: la scienza va in scena a Settimo Torinese
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Data di inizio 11.04.2026 - 17:00
Data di fine 11.04.2026 - 19:00
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La scienza che esce dai laboratori e si racconta al pubblico, senza formule incomprensibili né linguaggi per addetti ai lavori. A Settimo Torinese, sabato 11 aprile, la Biblioteca Archimede diventa il palcoscenico di un esperimento diverso dal solito: uno show dal vivo in cui ricerca, tecnologia e futuro si intrecciano in forma di racconto. Il titolo è già un programma: “STEM Talk – Live”, un format che punta a rendere accessibile ciò che spesso appare distante.
L’appuntamento è fissato per le ore 17, con ingresso gratuito su prenotazione. A guidare il pubblico sarà Emilio Cozzi, giornalista e divulgatore scientifico tra i più noti in Italia, volto di Sky TG24 e voce di Radio 24, che cucirà gli interventi come un unico filo narrativo, trasformando il talk in una sorta di racconto collettivo sul futuro.
L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: parlare di scienza senza barriere. Niente conferenze accademiche, ma storie concrete, capaci di spiegare come l’innovazione incida già oggi sulla vita quotidiana, dalla produzione alimentare alle tecnologie digitali, fino alle prospettive dell’esplorazione spaziale. È qui che il linguaggio cambia registro e diventa accessibile, diretto, quasi pop.
Al centro dell’incontro ci sono quattro donne protagoniste della ricerca e dell’innovazione, chiamate a raccontare il proprio lavoro e le implicazioni delle rispettive discipline. Un elemento non secondario, perché il progetto si inserisce anche in un percorso di orientamento e valorizzazione delle competenze STEM, ancora oggi segnato da squilibri di genere.
Stefania De Pascale, docente e ricercatrice, porterà il pubblico in un territorio che sembra fantascienza ma che è già oggetto di studio concreto: la possibilità di coltivare cibo nello spazio, fino all’idea – tutt’altro che simbolica – di “piantare patate su Marte”. Un tema che, oltre al fascino mediatico, apre interrogativi reali su sostenibilità e sicurezza alimentare.
Accanto a lei, la ricercatrice Chiara Zurlini affronterà un ambito altrettanto vicino alla quotidianità: quello della ricerca alimentare e dei nuovi materiali, con un focus su come innovazione e creatività possano ridurre gli sprechi e migliorare la qualità del cibo. Un terreno in cui la scienza si traduce direttamente in scelte di consumo e modelli produttivi.
Lo sguardo si sposterà poi sul digitale con Emanuela De Fazio, ingegnere informatico, che guiderà il pubblico dentro i sistemi invisibili che tengono insieme dati, dispositivi e reti. Una dimensione spesso percepita come astratta, ma che in realtà struttura gran parte della vita contemporanea.
Infine, con Gilda Bozzi, esperta di roboetologia, il discorso si allargherà al rapporto tra esseri umani e macchine. Dalle aule scolastiche agli ambienti di vita quotidiana, la presenza dei robot non è più un’ipotesi lontana ma una realtà con cui confrontarsi, anche sul piano etico e relazionale.
Il formato dell’evento è pensato per mantenere un ritmo alto, evitando tecnicismi e privilegiando la narrazione. Una scelta che riflette una tendenza sempre più diffusa: quella di portare la scienza fuori dai contesti tradizionali, trasformandola in un’esperienza condivisa e comprensibile.
La serata proseguirà poi con un aperitivo after show, momento informale in cui il pubblico potrà incontrare le relatrici, approfondire i temi e porre domande. Un passaggio che completa l’impostazione dell’evento, basata sull’interazione e sulla partecipazione.
“STEM Talk – Live” si inserisce in un progetto più ampio sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale e sviluppato da Gruppo Pleiadi insieme all’associazione Donne fra le stelle e al MU-CH Museo della Chimica di Settimo Torinese. L’obiettivo dichiarato è quello di avvicinare i giovani alle discipline scientifiche, offrendo strumenti per orientarsi in un mercato del lavoro sempre più legato alle competenze tecnologiche.
In un contesto in cui il rapporto tra scienza e società è spesso segnato da distanza e diffidenza, iniziative come questa provano a costruire un linguaggio comune. Non semplificando i contenuti, ma rendendoli accessibili. È una sfida culturale prima ancora che divulgativa.
E forse è proprio qui il punto. Capire la scienza non significa solo conoscere dati o formule, ma comprendere il mondo che cambia. E, in qualche misura, scegliere come starci dentro.

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