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08 Aprile 2026 - 12:53
Il robot che prepara la chemioterapia: a Torino la sanità entra nel futuro (e riduce gli errori) (foto archivio)
Non è fantascienza, ma una trasformazione concreta della sanità. Alla Città della Salute e della Scienza di Torino, nella farmacia ospedaliera delle Molinette, è entrato in funzione un sistema robotico capace di preparare farmaci oncologici con un livello di precisione e sicurezza difficilmente raggiungibile dall’uomo. Un dispositivo già operativo da circa due mesi, che segna un passaggio importante nella gestione delle terapie contro il cancro.
Il robot è parte integrante dell’Hub oncologico della struttura, oggi il più grande centro in Piemonte e uno dei più rilevanti a livello nazionale nel campo della galenica clinica. Qui ogni giorno vengono allestite circa 300 terapie personalizzate, destinate a pazienti adulti e pediatrici, mentre sono oltre 100 le sperimentazioni cliniche in corso su farmaci innovativi. Numeri che restituiscono la complessità di un lavoro che richiede precisione assoluta e standard elevatissimi.
Preparare farmaci oncologici non è infatti un’operazione standardizzata: ogni dose deve essere calibrata sulle caratteristiche del paziente, sulla patologia e sul protocollo terapeutico. Anche un errore minimo può avere conseguenze rilevanti. È proprio su questo punto che interviene il sistema automatizzato, progettato per ridurre drasticamente il rischio umano e garantire una preparazione estremamente accurata.
Accanto alla precisione, c’è il tema della sicurezza. Il robot consente di limitare l’esposizione degli operatori a sostanze potenzialmente tossiche e di ridurre il rischio di contaminazione, grazie a un processo che avviene in ambienti controllati. Allo stesso tempo, ogni fase viene registrata, assicurando tracciabilità completa delle operazioni: un elemento cruciale per la qualità e il controllo del sistema sanitario.

Il progetto si inserisce in un investimento più ampio, che ha portato alla realizzazione di un polo di circa 800 metri quadrati, dotato di sei laboratori ad alta tecnologia. Il costo complessivo è stato di circa 2 milioni di euro, reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha finanziato oltre un milione di euro, di cui circa 500mila destinati proprio al robot.
Secondo quanto evidenziato durante la presentazione, l’innovazione tecnologica applicata alla sanità rappresenta una scelta strategica per migliorare la qualità delle cure, aumentare la sicurezza e rendere più efficiente l’organizzazione ospedaliera. Il direttore generale della Città della Salute Livio Tranchida ha sottolineato come la tecnologia robotizzata consenta di preparare terapie personalizzate riducendo quasi completamente il margine di errore e migliorando al tempo stesso la tutela degli operatori.
Un altro aspetto rilevante riguarda i tempi di somministrazione. Le condizioni di stabilità garantite dal sistema permettono infatti di preparare in anticipo i cicli di chemioterapia, riducendo le attese per i pazienti. Attualmente circa il 20% delle preparazioni viene gestito dal robot, ma l’obiettivo è raggiungere a breve il 30%, ampliando ulteriormente il contributo dell’automazione.
Al di là dei numeri, il cambiamento riguarda soprattutto l’approccio alla cura. L’oncologia è uno dei campi in cui l’innovazione tecnologica sta producendo i risultati più evidenti: non solo nuovi farmaci, ma anche nuovi strumenti per prepararli e gestirli in modo più sicuro ed efficace. In questo contesto la robotica non sostituisce il lavoro umano, ma lo affianca, riducendo i margini di errore e permettendo ai professionisti di concentrarsi sulle decisioni cliniche più complesse.
Ridurre gli errori significa anche ridurre i costi legati a complicazioni e trattamenti aggiuntivi. Migliorare la sicurezza degli operatori significa garantire continuità e qualità del lavoro. Aumentare la tracciabilità significa rendere il sistema più trasparente e controllabile. Sono tutti elementi che contribuiscono a costruire una sanità più moderna, capace di rispondere alle sfide attuali.
Non va poi sottovalutato il valore simbolico di un progetto come questo. In un momento in cui il sistema sanitario è spesso raccontato attraverso criticità e carenze, l’introduzione di tecnologie avanzate indica una direzione precisa: investire sulla qualità delle cure e sulla sicurezza delle persone.
Per i pazienti, sapere che le terapie vengono preparate con strumenti altamente controllati può rappresentare un elemento di fiducia in più. Per gli operatori, lavorare in un ambiente tecnologicamente avanzato significa poter contare su strumenti che riducono i rischi e migliorano le condizioni di lavoro.
Il robot delle Molinette non è quindi solo una macchina, ma il segno di un cambiamento più profondo. Un cambiamento che riguarda il modo in cui la medicina viene praticata e organizzata. E che apre la strada a sviluppi futuri, in cui robotica, digitalizzazione e innovazione saranno sempre più centrali.
Torino, con questo progetto, si conferma uno dei laboratori più avanzati in Italia. Un luogo dove tecnologia e cura si incontrano, dando vita a soluzioni che possono diventare modello anche per altre realtà. La sfida resta sempre la stessa: curare meglio, in modo più sicuro ed efficace. Oggi, grazie a strumenti come questo, è una sfida che si può affrontare con più forza.

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