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A Ciriè il teatro rompe il buio: per la prima volta uno spettacolo accessibile anche ai non vedenti

Al Teatro Magnetti lo spettacolo “Control Freak” segna una prima volta per gli spettatori con disabilità visiva, tra inclusione concreta e nuovi modelli culturali

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Quando il teatro si apre davvero a tutti: a Ciriè debutta l’audiodescrizione e cambia il modo di stare in platea

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Per la prima volta Ciriè sperimenta un teatro realmente accessibile anche alle persone con disabilità visiva. È accaduto nella serata di giovedì 5 marzo, al Teatro Magnetti, dove lo spettacolo Control Freak è andato in scena in versione audiodescritta, permettendo a non vedenti e ipovedenti di seguire la performance attraverso un racconto sincronizzato di scene, movimenti e atmosfere.

Un debutto tutt’altro che simbolico, che ha riscosso un notevole successo e soprattutto il giudizio convinto dell’Associazione Progetto in Vista Aps, realtà che riunisce e rappresenta le persone con disabilità visiva del territorio. In sala erano presenti diversi soci e simpatizzanti dell’associazione, tra cui il presidente Marco Bongi e alcuni non vedenti, a testimonianza di un interesse concreto e non episodico verso questo tipo di iniziative.

Accanto a loro anche l’assessore alla Cultura Barbara Re, a sottolineare il valore istituzionale di un evento che non si è limitato alla rappresentazione teatrale, ma ha aperto una riflessione più ampia sull’accessibilità culturale. Al termine dello spettacolo, per i partecipanti è stato possibile anche salire sul palco per una foto ricordo con l’artista, un gesto semplice ma carico di significato, capace di trasformare il teatro in uno spazio realmente condiviso.

L’audiodescrizione, strumento ancora poco diffuso fuori dai grandi centri urbani, consente a chi non vede di “entrare” nello spettacolo attraverso una narrazione che accompagna i momenti non dialogati, restituendo contesto, azioni e cambi di scena. Una modalità che, in questo caso, si è rivelata efficace e apprezzata, come ha sottolineato lo stesso presidente dell’associazione.

«Siamo molto contenti che l’accessibilità teatrale si stia progressivamente diffondendo anche nei centri della Provincia», ha dichiarato Marco Bongi, evidenziando come l’esperienza di Ciriè rappresenti un segnale incoraggiante. «Il modello messo a punto dal centro Diego Fabbri di Forlì ci sembra molto funzionale e ben strutturato. Speriamo che in futuro possano essere realizzati altri eventi culturali di questo tipo sul territorio».

Parole che mettono in luce un punto centrale: l’accessibilità non è un’eccezione, ma un processo che può e deve diventare strutturale. L’esperienza del centro Diego Fabbri di Forlì, citata come riferimento, dimostra che esistono già modelli collaudati, replicabili anche in contesti medio-piccoli, se c’è la volontà di investire in progettazione e formazione.

Il debutto dell’audiodescrizione a Ciriè arriva in un momento in cui il tema dell’inclusione culturale è sempre più al centro del dibattito pubblico, ma spesso resta confinato alle dichiarazioni di principio. In questo caso, invece, la sperimentazione si è tradotta in un’azione concreta, capace di incidere sull’esperienza reale degli spettatori.

Il successo di Control Freak in versione accessibile apre ora una prospettiva nuova per il Teatro Magnetti e, più in generale, per l’offerta culturale del territorio. Dimostra che rendere uno spettacolo fruibile anche a chi ha una disabilità visiva non impoverisce l’evento, ma lo arricchisce, ampliandone il pubblico e il significato.

Resta ora da capire se questa prima volta sarà l’inizio di un percorso stabile. L’auspicio, espresso apertamente dall’associazione, è che l’esperimento non resti isolato, ma diventi un precedente capace di orientare le future scelte culturali. Perché un teatro accessibile non è un favore a pochi, ma un segno di maturità per un’intera comunità.

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