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Domenica il Carlevè ’d Turin torna a sfilare alla Pellerina, tra carri allegorici, maschere storiche e il grande richiamo del Luna Park

Il momento più atteso del Carnevale cittadino 2026 anima corso Regina e i viali del parco con una parata che unisce tradizione, famiglie e spettacolo

Domenica il Carlevè ’d Turin

Domenica il Carlevè ’d Turin torna a sfilare alla Pellerina, tra carri allegorici, maschere storiche e il grande richiamo del Luna Park

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È la giornata che segna il cuore del Carlevè ’d Turin, il momento in cui il Carnevale cittadino entra nel vivo e torna a occupare le strade con colori, musica e personaggi della tradizione. Domenica 1 febbraio va in scena la grande sfilata dei carri allegorici sul circuito del Parco della Pellerina, appuntamento centrale di un programma che accompagna Torino dal 6 gennaio all’8 marzo, trasformando l’inverno in una lunga festa popolare.

La manifestazione, organizzata dal Comitato Manifestazioni Torinesi con il coordinamento della A.T. Pro Loco Torino, il sostegno degli Spettacoli Viaggianti dell’Agis Anesv e il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana e Città di Torino, richiama ogni anno migliaia di persone. Famiglie, bambini, torinesi e turisti si ritrovano lungo corso Regina Margherita, corso Lecce e corso Appio Claudio, attorno al Luna Park del Carnevale, il più grande d’Italia con oltre cento attrazioni, che diventa il naturale punto di convergenza della giornata.

La sfilata dell’edizione 2026 si apre con una parata di gruppi Majorettes provenienti dall’area metropolitana, accompagnati dalla Arbaga Street Band, formazione rappresentativa dell’Associazione regionale piemontese Bande Musicali, composta da musicisti di diverse bande della Città Metropolitana. Un avvio coreografico e sonoro che introduce l’ingresso delle maschere, vero simbolo del Carnevale torinese.

Subito dopo fanno la loro comparsa Gianduja e Giacometta, le maschere ufficiali del Carlevè ’d Turin, interpretate da Beppe Lachello e Silvia Porino, in carica da tre anni e chiamate a raccogliere l’eredità del grande Gianduja storico di Torino. Con loro sfilano le Maschere di Torino, numerose maschere ufficiali dei Carnevali piemontesi e una nutrita rappresentanza di personaggi carnevaleschi provenienti dalla Liguria, tra cui il gruppo “Via col Vento” di Savona, guidato dalla maschera di Borghetto Santo Spirito, Matamoro, alias Santino Puleo, presidente dell’Associazione Maschere Internazionali. A precedere il corteo delle maschere, una delegazione del Carnevale di Venezia, richiamo diretto alla più antica tradizione carnevalesca italiana.

La sfilata prosegue con formazioni carnevalesche appiedate e una selezione di carri allegorici provenienti da diverse località piemontesi, da Bosconero a Chivasso, da Montanaro a Rivoli, da Poirino a Reano, passando per Leinì, Torrazza Piemonte e Valperga. Un mosaico di realtà diverse che trovano nel Carlevè ’d Turin un palcoscenico comune, nonostante la concomitanza con altri Carnevali dell’area metropolitana.

Eppure, anno dopo anno, il Carnevale di Torino continua a dimostrare una forte capacità di attrazione. La sfilata non è solo un evento, ma un rito collettivo che culmina con il pubblico che, terminato il passaggio dei carri, si riversa tra i viali della Pellerina e gli stand enogastronomici, mescolando spettacolo e convivialità.

Il percorso di rilancio del Carlevè ’d Turin affonda le radici nei primi anni Duemila. A ricordarlo è Italo Iuorio, presidente della A.T. Pro Loco Torino, che sottolinea il valore storico e culturale raggiunto dalla manifestazione: «Il Carlevè ’d Turin, lo storico Carnevale di Torino, dopo anni di oblio, grazie al sostegno di amministratori cittadini illuminati del passato come Fiorenzo Alfieri e Franco Montabone, si avvia a chiedere il riconoscimento di “Carnevale Storico”, con il dossier “Carnevale di Capitale” che la Pro Loco con la sua rete associativa sta preparando, non solo per la sua lunga storia, ma anche per le dimensioni raggiunte e il coinvolgimento sempre crescente di pubblico e di turisti». Un riconoscimento che punta a valorizzare Torino come capitale anche delle tradizioni popolari.

Il Carnevale cittadino, però, non si esaurisce con la grande sfilata. Il calendario prevede altri appuntamenti che portano Gianduja e Giacometta nei quartieri e nei luoghi simbolici della città. Sabato 14 febbraio, alle 15, le maschere arrivano alle Porte di Torino, la cittadella commerciale in fondo a corso Giulio Cesare, per incontrare bambini e famiglie della zona nord. Domenica 15 febbraio, invece, è la volta del suggestivo Carnevale Eridaneo sul Po, promosso dall’Associazione Vie d’Acqua e dalle società remiere. Il ritrovo è al Ponte Isabella, presso il Circolo Marinai d’Italia, da dove Gianduja, Giacometta e le maschere veneziane saliranno a bordo di una gondola veneziana e di altre imbarcazioni per navigare fino ai Murazzi, dove è prevista la festa finale.

Dal 15 febbraio all’8 marzo, le maschere del Carlevè ’d Turin rappresenteranno Torino nei Carnevali di numerose località piemontesi e di altre regioni, portando con sé non solo il folklore, ma anche un progetto culturale più ampio. Accanto a Gianduja e Giacometta, infatti, si sta consolidando un seguito di maschere e personaggi storici dei borghi cittadini della vecchia capitale dell’Unità d’Italia, come il Brinteur e la Caterinetta, Monssu Po e Madama Doira, la Regina ’d Porta Palass. Personaggi accompagnati da danze d’epoca e musiche originali eseguite con strumenti storici, tra cui un organino di inizio Ottocento.

Il Carlevè ’d Turin si conferma così non solo come festa, ma come narrazione viva della città, capace di intrecciare divertimento, memoria e identità. Domenica, alla Pellerina, Torino ritrova il suo Carnevale più autentico, tra il rumore delle bande, il passo dei carri e lo sguardo dei bambini che, ancora una volta, guardano passare la storia mascherata.

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