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I disegni che sfidano la guerra: da Gaza a Ivrea la voce dei bambini

Dal 1° al 10 gennaio 2026 al Cinema Politeama la mostra HeART of Gaza: 40 opere nate in una tenda di Deir al-Balah che hanno attraversato il mondo per raccontare dolore, resistenza e speranza attraverso gli occhi dei più piccoli

I disegni che sfidano la guerra: da Gaza a Ivrea la voce dei bambini

I disegni che sfidano la guerra: da Gaza a Ivrea la voce dei bambini

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Da una tenda sbrindellata piantata tra la sabbia e le macerie della Striscia di Gaza a una sala cinematografica di Ivrea. In mezzo, migliaia di chilometri, confini attraversati, oceani superati e una sola, ostinata costante: la voce dei bambini. Una voce fragile e insieme potentissima, che non urla slogan ma disegna il mondo così com’è e così come vorrebbe fosse.

Dal 1° al 10 gennaio 2026, al Cinema Politeama di Ivrea, in via Piave 3, arrivano 40 disegni realizzati da bambini di Gaza, protagonisti della mostra internazionale HeART of Gaza. L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, dalle 16 alle 20, e trasformerà l’atrio della galleria del cinema in uno spazio che va oltre l’arte e oltre l’estetica. Un luogo di ascolto, prima ancora che di osservazione. Una mostra che non chiede uno sguardo distratto, ma pretende attenzione, tempo, responsabilità.

HeART of Gaza nasce a Deir al-Balah, nel cuore della Striscia, alla fine del 2023. Nasce dentro una tenda improvvisata, strappata dal vento e dalla precarietà, montata tra le infinite tendopoli di rifugiati che oggi costellano Gaza. È la cosiddetta tenda dell’arte: pochi fogli, pochi colori, tavole di fortuna. E attorno, bambine e bambini che si siedono in cerchio, cercando un momento di tregua nel rumore continuo delle bombe, dei droni, della fame, della paura. In quel piccolo spazio fragile e instabile, l’arte smette di essere esercizio creativo e diventa resistenza, testimonianza, sopravvivenza.

I bambini disegnano case che non esistono più, aquiloni che sfidano il cielo, bandiere, occhi enormi, cieli azzurri che contrastano con la realtà che li circonda. Disegnano ciò che ricordano e ciò che desiderano. Molti di loro hanno perso la casa, molti hanno perso parenti, alcuni hanno perso intere famiglie. Alcuni di quei bambini non ci sono più. E quei fogli restano, come traccia indelebile della loro esistenza.

Il progetto è ideato da Mohammed Timraz, giovane attivista palestinese di Deir al-Balah, e da Feile Butler, architetta irlandese di Sligo. Insieme hanno trasformato un gesto semplice – disegnare – in un atto politico nel senso più profondo del termine: dare voce a chi voce non ha, attraversare confini senza passaporti, parlare una lingua universale che non ha bisogno di traduzioni.

«Ogni minuto la vita qui viene sconvolta – scrive Mohammed Timraz – e ciascuno di noi perde un parente, un amico, un vicino di casa. In ogni momento ciascuno di noi potrebbe essere il prossimo a morire, perché oggi a Gaza non c’è nessun posto sicuro». Parole che non cercano compassione, ma verità. «Io rimango nella mia terra – continua – dove insieme ad altri volontari ho lanciato la campagna We Are Not Alone per dare assistenza alle famiglie sfollate che hanno perso tutto. In questo modo siamo riusciti a fornire cibo e acqua potabile, a distribuire tende e a organizzare attività ricreative».

Da quella tenda, la voce dei bambini di Gaza ha iniziato a viaggiare. E non si è più fermata. Oggi HeART of Gazaraccoglie i disegni di oltre duemila bambini, dai tre ai diciassette anni. Le opere vengono scannerizzate e inviate in tutto il mondo per raccontare la quotidianità sotto assedio. Sono state allestite più di 300 mostre in oltre 25 Paesi: Italia, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Irlanda, Regno Unito, Galles, Scozia, Spagna, Francia, Stati Uniti, Svizzera, Svezia, Norvegia, Belgio, Filippine, Galizia, Grecia, Turchia, Palestina, San Marino. Un percorso globale nato dal nulla, senza sponsor e senza retorica, sostenuto solo dalla forza disarmante dei disegni infantili.

Mohammed Timraz

Mohammed Timraz con alcuni dei bambini del progetto

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A Ivrea, questa mostra non è soltanto un evento culturale. È un atto politico e umano. Durante i dieci giorni di esposizione sarà possibile fare una donazione, di qualsiasi importo, per sostenere la campagna We Are Not Alone: perché ai disegni possano seguire aiuti reali, concreti, immediati.

L’iniziativa è organizzata dal Circolo PRC di Ivrea, che ha voluto fortemente portare in città questa mostra. «Rappresenta bene la natura del popolo palestinese – dichiara Cadigia Perini, segretaria di Rifondazione Comunista Ivrea – che pur sotto attacco da più di settant’anni, con un’occupazione sempre più cruenta e spietata, reagisce, non perde la speranza, prova a vivere una normalità seppur tremenda, in mezzo a morte e distruzione». E aggiunge: «I bambini, le vittime più inaccettabili, sono gli occhi di questa realtà che resiste, nonostante tutto. Questa mostra è un tributo a loro. E il nostro immenso ringraziamento va a Mohammed Timraz».

Un ringraziamento va anche all’associazione Costituzione Beni Comuni di Milano, che ha concesso gratuitamente la mostra chiedendo che ogni contributo fosse devoluto al progetto umanitario, e al Cinema Politeama, da sempre disponibile ad aprire i propri spazi a iniziative di forte impatto sociale e civile.

Il Cinema Politeama diventa così un luogo di passaggio e di coscienza, dove Ivrea incontra Gaza senza filtri e senza mediazioni. Guardare questi disegni significa accettare di farsi attraversare da una realtà lontana solo sulla carta geografica. Significa provare a rompere quell’indifferenza – quando non complicità – che colpisce, oltre alle bombe, un popolo intero che ha una sola colpa: voler vivere in pace nella propria terra.

Perché, a volte, un foglio disegnato da un bambino dice più verità di mille parole. E perché anche da una tenda di fortuna può partire un messaggio capace di attraversare il mondo.

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