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A Chiaverano l’unica battaglia è quella dei tomini: domenica Bienca ne lancia 15 quintali

Niente guerre medievali né “domini” da conquistare: il Carnevale di Bienca torna domenica 1° febbraio con la storica Battaglia dei Tomini, tre squadre, volontari, folklore e un rito popolare che resiste al tempo

A Chiaverano l’unica battaglia è quella dei tomini: domenica Bienca ne lancia 15 quintali

La Battaglia dei tomini

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A Chiaverano non esiste alcuna “Battaglia per conquistare nuovi domini”, almeno non nei libri di storia, negli archivi ufficiali o nelle fonti attendibili reperibili in rete. Nessuna cronaca medievale, nessun resoconto di scontri armati tra signorie locali porta questo nome. Esistono assedi, contese territoriali, passaggi di potere che hanno segnato il territorio canavesano nel Medioevo, ma nulla che giustifichi una denominazione simile. Esiste però una battaglia vera, riconosciuta, tramandata e ancora praticata: la Battaglia dei Tomini, uno degli appuntamenti più singolari e identitari del Carnevale di Bienca, frazione di Chiaverano.

Domenica 1° febbraio, Bienca tornerà ad animarsi con un rito che mescola folklore, goliardia e appartenenza territoriale. Non una rievocazione storica in senso stretto, ma una tradizione popolare che negli anni ha saputo consolidarsi, diventando un punto di riferimento nel panorama dei carnevali del Canavese, anche per il suo inevitabile parallelismo – mai rinnegato – con la più celebre Battaglia delle Arance di Ivrea.

Il cuore dell’evento resta il lancio dei tomini. Per l’edizione di quest’anno sono pronti circa 15 quintali di formaggi, una quantità che racconta da sola la dimensione della manifestazione. Tomini che non hanno alcuna destinazione alimentare: si tratta esclusivamente di materiale non commestibile, di scarto, utilizzato solo ed esclusivamente per la battaglia. Un aspetto che negli anni è diventato parte integrante della comunicazione dell’evento, proprio per sgomberare il campo da equivoci legati allo spreco alimentare.

L’organizzazione è affidata all’Associazione Tominieri Chiaverano, realtà composta da un direttivo ristretto e da una rete più ampia di volontari che si attiva in prossimità dell’evento. I partecipanti effettivi al lancio sono poco più di una ventina, con un ricambio fisiologico che ogni anno porta nuovi ingressi a sostituire chi non riesce a esserci rispetto all’edizione precedente. Un dato che conferma come la battaglia non sia un rito statico, ma una tradizione viva, capace di rinnovarsi pur restando fedele a se stessa.

A contendersi simbolicamente la vittoria saranno, come sempre, le tre squadre storiche: CantunGani, Al Mulinet e Ca’ dal Cuntin. Nomi che rimandano ai luoghi e agli angoli della frazione, più che a contrade codificate, e che rafforzano il legame tra la battaglia e il territorio. Ogni squadra è composta da sette-otto elementi, chiamati non solo a lanciare tomini, ma a sostenere un clima di festa che va ben oltre l’aspetto competitivo.

La Battaglia dei Tomini è inserita nel programma del Carnevale di Bienca, curato dalla Pro Loco, che ospita l’evento e ne garantisce la cornice organizzativa. L’inizio è fissato per le ore 14, con il passaggio dei personaggi del carnevale che segna l’avvio ufficiale della battaglia. La componente musicale accompagna l’intero pomeriggio, contribuendo a trasformare la piazza in uno spazio di festa collettiva più che in un semplice luogo di sfida.

Uno dei momenti più caratteristici resta il Palio del Fauno, prova che aggiunge un elemento scenografico e simbolico alla manifestazione. Protagonista è un grande fauno in legno dipinto, dotato di una bocca spalancata che diventa il bersaglio da colpire. Cinque partecipanti per squadra prendono parte alla sfida, ciascuno con cinque tomini a disposizione, in una dinamica che li vede contemporaneamente lanciatori e bersagli. Una formula che accentua il carattere ironico e conviviale dell’evento, lontano da qualsiasi esasperazione agonistica.

Nel tempo, la Battaglia dei Tomini ha trovato anche nuovi canali di diffusione. Esiste un canale YouTube dedicato, dove vengono caricati aggiornamenti e materiali delle varie edizioni, segno di una tradizione che, pur profondamente radicata nel territorio, non rinuncia a raccontarsi anche attraverso strumenti contemporanei.

Il confronto con Ivrea è inevitabile, ma non penalizzante. Se la Battaglia delle Arance ha assunto una dimensione turistica internazionale, quella dei Tomini conserva una scala più raccolta, volutamente locale, che ne rappresenta al tempo stesso il limite e la forza. Qui non si punta ai grandi numeri, ma alla continuità. Non alla spettacolarizzazione estrema, ma alla partecipazione diretta.

La Battaglia dei Tomini non celebra vittorie storiche, non rievoca dominazioni né conquiste. Racconta piuttosto un modo di stare insieme, di occupare lo spazio pubblico, di difendere una tradizione che vive solo se qualcuno continua a praticarla. In un’epoca in cui molte feste locali sopravvivono a fatica o si trasformano in eventi senz’anima, Bienca continua a lanciare tomini.

E forse, più che una battaglia, questa è una piccola forma di resistenza culturale.

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