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Le streghe non sono sparite: parlano ancora nelle Valli di Lanzo

Con “Diario di volo di una masca”, Lisa Aiassa raccoglie leggende, memorie e sussurri antichi del folklore piemontese, trasformando la tradizione orale in un viaggio personale tra radici, simboli e identità

Le streghe non sono sparite: parlano ancora nelle Valli di Lanzo

Lisa Aiassa

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Ci sono terre che non si attraversano soltanto: si ascoltano. Hanno un battito, una memoria che vibra sotto la pelle dei boschi, tra le pietre consumate dei sentieri, nelle case dove il silenzio non è assenza ma racconto trattenuto. Le Valli di Lanzo, per Lisa Aiassa, sono esattamente questo: un respiro antico che continua a farsi sentire, una voce sommessa che affiora tra le fronde e accompagna chi sa fermarsi ad ascoltare. È lì che prende forma la sua storia, molto prima che diventi libro.

Da bambina, Lisa cresce in un ambiente in cui il mistero non è spettacolo, ma quotidianità discreta. Attorno a lei ci sono presenze forti, radicate, quasi archetipiche: il nonno, uomo di poche parole e di saperi profondi, custode di tradizioni che non avevano bisogno di essere dichiarate per esistere; e una zia che con i tarocchi intrecciava simboli e destini, maneggiando carte come chi sfoglia un linguaggio antico. Non c’erano cattedre né spiegazioni accademiche. C’erano atmosfere. Gesti lenti. Sguardi che dicevano più di molte frasi. E soprattutto un rispetto assoluto per ciò che non si vede ma si percepisce, per quel filo sottile che lega l’essere umano alla natura, agli spiriti dei luoghi, alle storie tramandate nelle veglie invernali.

Quel filo non si è mai spezzato. Anzi, con il tempo si è fatto ricerca consapevole. Da oltre dieci anni Lisa Aiassa studia, approfondisce, raccoglie testimonianze. Cammina lungo sentieri reali – quelli che salgono verso borgate isolate e radure dimenticate – e insieme percorre itinerari interiori, interrogando memorie collettive e personali. Il centro della sua indagine è una figura affascinante e complessa del folklore piemontese: la masca.

La masca non è soltanto una “strega” nel senso più superficiale del termine. È donna sapiente, erborista, guaritrice, talvolta temuta, spesso incompresa. È presenza ambigua, sospesa tra luce e ombra, capace di incarnare paure ancestrali ma anche un sapere femminile arcaico, radicato nella terra. Nelle Valli di Lanzo e in Val Tesso, la sua figura attraversa racconti tramandati a voce, storie sussurrate accanto al fuoco, leggende fragili come il fiato che le pronuncia eppure resistenti al tempo.

Consapevole di quanto questo patrimonio rischiasse di dissolversi, Lisa ha iniziato un lavoro paziente e quasi artigianale. Ha bussato alle porte delle case, si è seduta accanto agli anziani, ha ascoltato senza fretta. Ha raccolto ricordi spezzati, varianti di uno stesso racconto, dettagli che cambiano da una borgata all’altra. Non si è limitata a registrare parole: ha visitato i luoghi evocati, ha camminato nei boschi indicati come teatro di apparizioni, ha sostato davanti a case abbandonate lasciando che l’immaginazione dialogasse con la memoria.

Da questo percorso nasce “Diario di volo di una masca”. Il titolo evoca leggerezza, ma il contenuto affonda le radici nella terra. Il libro è insieme archivio e confessione, mappa del territorio e diario intimo. Le leggende non vengono semplicemente riportate: vengono attraversate. Si intrecciano alle sensazioni dell’autrice, ai brividi provati davanti a una borgata disabitata, al rumore del vento che tra le travi sembra ancora custodire echi di voci lontane. C’è la ricerca storica, ma c’è anche l’esperienza personale di chi sente di appartenere a quei luoghi e di esserne, in qualche modo, chiamata.

Il risultato è un’opera che restituisce dignità a un immaginario troppo spesso relegato al folklore da cartolina. Qui la masca torna ad avere spessore umano e simbolico, diventa chiave di lettura di un territorio che ha saputo custodire le proprie ombre senza rinnegarle. È un viaggio che parla di identità, di memoria, di radici. E che invita il lettore a interrogarsi su ciò che resta quando il progresso sembra aver cancellato tutto.

“Diario di volo di una masca” sarà presentato venerdì 13 febbraio alle ore 21 presso la Biblioteca Italo Calvino di Balangero. Non una semplice presentazione, ma un incontro con un mondo che appartiene profondamente a queste vallate. Sarà l’occasione per ascoltare dalla voce di Lisa Aiassa il racconto di un percorso lungo più di dieci anni, fatto di studio, passione e rispetto. E forse, per chi parteciperà, anche per riscoprire che certe storie non chiedono di essere credute, ma soltanto ascoltate.

Oggi Lisa continua a far vivere questo patrimonio attraverso incontri, itinerari tematici e la divulgazione sui social. La sua non è nostalgia, ma responsabilità. In un tempo che dimentica in fretta, sceglie di fermarsi, di ascoltare, di ricordare. E nel farlo, restituisce alle masche il loro volo – e alle Valli, la loro memoria.

Locandina dell'evento

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