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CUORGNE'. Pronto Soccorso chiuso, parla l'Asl: "Riaprirà appena ci sarà il personale"

CUORGNE'. Pronto Soccorso chiuso, parla l'Asl: "Riaprirà appena ci sarà il personale"

Il pronto soccorso di Cuorgnè chiuso

CUORGNE'- Dopo il vespaio suscitato dall’occultamento dei cartelli posti all’ingresso del Pronto Soccorso di Cuorgnè, nella serata di ieri l’ASL ha provato a metterci sopra una pezza emettendo un comunicato-stampa tardivo e succinto: “La copertura della cartellonistica di accesso è solo temporanea e ha l’unico obiettivo di fornire una corretta indicazione per l’utenza in attesa della riapertura”. Qualche riga viene anche dedicata ai trasferimenti del personale: “Già la prossima settimana si terranno tavoli di confronto nell’ottica di un miglioramento organizzativo dei servizi dell’ASL. Questo  nulla ha a che vedere con  l’immutata volontà di riaprire il Pronto Soccorso non appena disponibile il personale medico necessario”. 

Che queste scarne e vaghe affermazioni possano rassicurare la collettività pare poco probabile. 

Pronto Soccorso di Cuorgnè: l’Asl intende davvero riaprirlo?

La decisione di occultare i cartelli che indicavano il Pronto Soccorso di Cuorgnè è stata quantomeno improvvida e le modalità di comunicazione pessime.  Anche prendendo per buone tutte le rassicurazioni fornite dall’ASL (che non bastano a tranquillizzare la popolazione, ormai profondamente diffidente e disillusa) non si può che rimarcare la superficialità con la quale aveva deciso di intervenire. 

Davvero si è pensato che la novità sarebbe passata inosservata alla maggioranza dei cittadini? Probabilmente si è voluto evitare il ripetersi di fatti come quello accaduto un mese fa, quando  una donna ferita ad un  braccio aveva aggredito il medico che le comunicava la necessità di recarsi a Ciriè ma basta nascondere le indicazioni per evitare il ripetersi di episodi deprecabili come quello?  Meglio, molto meglio sarebbe stato avvertire con almeno qualche giorno  di anticipo cittadini ed amministratori locali. Se poi si pensa che nemmeno i dipendenti dell’ospedale erano stati avvisati del proprio spostamento, vengono alla mente i comportamenti disinvolti di certe multinazionali ma l’ASL non è un’impresa privata bensì un’azienda pubblica, nata per servire i cittadini e non per prenderli  a pesci in faccia.  Intanto nel Pronto Soccorso di Ivrea, sempre al collasso, pazienti in gravi condizioni continuano  a rimanere parcheggiati per giorni e giorni nei caotici locali del Pronto Soccorso come accadeva negli Anni Settanta. All’epoca erano gli spazi  a mancare, oggi la scelta di  non  utilizzarli per contenere i costi. 

Anche ammesso e non concesso che prima o dopo – più dopo che prima - il Pronto Soccorso cuorgnatese riapra, in quali condizioni lo farà? Non si può andare avanti indefinitamente con   personale avventizio, ricorrendo alle cooperative invece che alle assunzioni dirette. E’ incredibile ed inammissibile che si sia provveduto a lunghi e costosi lavori per rimettere a nuovo i locali, comprare attrezzature, riorganizzare l’intera struttura del Pronto Soccorso senza sapere se sarebbe stato ancora utilizzato. Tutto questo non è accaduto decenni addietro: l’inaugurazione in pompa magna risale a tre anni e mezzo fa, alla primavera 2018. ll Covid era di là da venire ma la pandemia  non ha rappresentato un fulmine a ciel sereno; si è limitata a far deflagrare i mille problemi irrisolti. 

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