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CHIVASSO. Marsan, una scuola d’amianto che doveva essere abbattuta. Dal 2017...

CHIVASSO. Marsan, una scuola d’amianto che doveva essere abbattuta. Dal 2017...

Nella missione 4, istruzione e ricerca, per Chivasso troviamo l’intervento per la demolizione e bonifica dell’ex scuola materna Marsan

CHIVASSO. La scuola dell’infanzia Aimone Marsan doveva essere abbattuta. Già (o solo) dal 2017.  Eppure è ancora lì, tra i palazzi ad alta densità abitativa di via IV Novembre e via Dante Alighieri. Lo diciamo subito e siamo pronti a scommetterci: l’abbattimento della Marsan sarà uno dei cavalli di battaglia con cui il sindaco Claudio Castello - nel caso - si ripresenterà agli elettori nel 2022.  Oppure, viceversa, potrebbe essere uno dei suoi ultimi comunicati prima della scadenza del mandato.  Il titolo glielo serviamo noi: “Restituita alla città l’area della Marsan”. Per aggiungerci sotto, tra il serio ed il faceto: si può tornare a respirare a nord della ferrovia “grazie all’impegno e al lavoro dell’amministrazione comunale, sempre sensibile al tema della tutela dell’ambiente e della salute pubblica”. Ce lo aspettiamo.  Contiamo, o meglio contano i giorni che mancano tutti i residenti del quartiere. Non fosse che il countdown non dovrebbe iniziare da oggi, ma da molto, molto tempo prima... Per lo meno dal 3 ottobre 2017. Quasi quattro anni fa. Eccolo, il primo titolo di giornale dedicato alla scuola Marsan, un edificio oggi in evidente stato di abbandono, circondato da incuria ed erba alta - c’è ancora uno scivolo di legno e plastica ormai sbiadita nel cortile, dietro le ringhiere arrugginite, che fa molto “effetto Chernobyl”.  Eccolo, dicevamo, il titolo della notizia dell’epoca: “La scuola Marsan verrà abbattuta”. L’annuncio arrivava direttamente dalla bocca del sindaco Castello, eletto qualche mese prima, in Consiglio comunale.  Sentite un po’ qua: “Ultimo anno per i bimbi nella scuola dell’infanzia Aimone Marsan. ‘Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo e poi destinato ad altri usi. Gli alunni verranno ricollocati alla Dasso’”. Era il 2017 e l’anno dopo sarebbe stato il 2018. Da allora l’unica cosa che è stata fatta è stato il trasferimento degli alunni: la “amianto School”, così come la si trova apostrofata qua e là suoi social network, è sempre lì, a far pessima mostra di sè tra edifici, lo ribadiamo, ad altissima densità abitativa.  I bambini non ci mettono più il naso sotto, ma ci corrono, camminano, giocano e vivono tutt’intorno. Insieme alle loro famiglie. Sono passati tre anni, quasi quattro, e che ve lo diciamo a fare, l’annuncio di Castello non è stato mantenuto. Roba da far drizzare i peli sulle braccia e i capelli in testa al Castello consigliere comunale, quello che fino al 2011 nell’amministrazione di Bruno Matola sedeva in minoranza e non si lasciava scappare una polemica che fosse una sul tema dell’ambiente - ah quanti alberi ha salvato! (Sigh!) - e della tutela della salute pubblica.  “Maledetta Edipower”! “Maledetta centrale ad olio di palma”! “Maledetta discarica”! Quante volte l’ha ripetuto e quanto spazio i giornali hanno dato a quel Castello là. Diceva sul serio? Boh!  Questo qua è un’altra roba. Svestiti i panni di consigliere comunale, indossati così così quelli di assessore con Ciuffreda, eccolo lì a predicare in un modo e a razzolare nell’altro da sindaco. Quasi quattro anni senza che si sia mossa foglia per eliminare quell’ecomostro di amianto circondato dalle case dei chivassesi.  Fissiamo le tappe, che non guasta mai. Anno 2017: l’annuncio.  Anno 2018: “La scuola verrà demolita entro un paio d’anni”. Anno 2019: “Valuteremo le possibili soluzioni...” Anno 2020: il vuoto pneumatico.  Anno 2021: ... A ricordare all’amministrazione comunale che c’è una bomba ecologica a due passi dal centro - d’amianto si muore, la legge italiana che lo mette al bando è del 1992 e la malattia correlata all’esposizione alle polveri si chiama mesotelioma e non lascia scampo - ogni tanto è qualche residente della zona.   Lo fa su facebook e nei canali tradizionali di comunicazione cittadino/Comune.  “Avrebbero potuto ricostruire una scuola nuova, una palestra, dei locali comunali per anziani, un’area verde, un parcheggio o qualunque altra idea intelligente... invece essendo sita a nord della ferrovia, il nulla... solo tanto ma tanto amianto lasciato lì”, scrive un chivassese nel gruppo “Cittadini di Chivasso”.  Un altro: “Grazie per esservi nuovamente dimenticati di Noi”.  E un altro ancora: “Ho effettuato richiesta scritta al Comune di Chivasso (URP, Sindaco, Lavori Pubblici, Responsabile Trasparenza) senza ricevere alcun riscontro. Ad Arpa che non sa nulla della questione. Mi restano Striscia la Notizia, le Iene e Report...”. Aspettiamo con ansia l’annuncio della data in cui la Marsan verrà abbattuta. Questa volta per davvero. Le elezioni incombono a Chivasso e la speranza è l’ultima a morire (forse).  Quell’ecomostro in via IV Novembre d’altronde è in fin troppo reale ed evidente per essere smentito con un banale post su facebook, com’è nelle corde di questo primo cittadino dalle promesse facili e dai fatti un po’ meno.  “Solo chiacchiere e... Lasciamoli sparare ca...”.  Suvvia Castello, facciamo i seri.
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