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CHIVASSO. “Abbiamo paura ad uscire di casa. Piazza Garibaldi sembra il Far West”. E c’è chi gira con il serpente…

CHIVASSO. “Abbiamo paura ad uscire di casa. Piazza Garibaldi sembra il Far West”. E c’è chi gira con il serpente…

Alcuni dei commercianti e dei residenti che protestano. Il serpente fotografato in una fioriera

CHIVASSO. “Sembra di essere a Porta Palazzo”. Piazza Garibaldi e il tratto di via Roma vicino alla stazione ferroviaria in queste ultime settimane stanno diventando terra di nessuno. “Un Far West”, protestano i residenti e i commercianti della zona per gli schiamazzi notturni, le bottiglie buttate per terra, gli sputi sulle vetrine. 

Chiedono alle autorità maggiori controlli e all’amministrazione comunale di intervenire per rendere questo angolo di città più sicuro e tranquillo.

Chivasso Patrizia Valle, Miriana Davenia e Vincenza Testagrossa

Miriana Davenia, la titolare della cartolibreria “Le Tre Civette” di piazza Garibaldi 3/D, esordisce raccontandoci di come, nelle ultime settimane, si sia formato in pianta stabile un gruppetto di persone, i cui componenti variano, ma la cui costante è il fare schiamazzi fino a tarda sera, bere birra come se fosse acqua, ubriacarsi, gridare, girare con le bottiglie in mano, sporcando e sputando sulle vetrine.

Chivasso Il serpente arrotolato sull'albero

“Un giorno sono uscita e uno, come se niente fosse, aveva in mano un serpente, che poi se ne stava arrotolato sul tronco dell’alberello di fronte al mio negozio e successivamente strisciava per terra... per carità, un serpente piccolino, da mezzo metro… ma la gente, a volte, ha paura dei cani… figuriamoci dei serpenti - racconta basita -. Un altro giorno, mentre ero al lavoro, sentendo spaccare bottiglie ho chiesto a un’amica di chiamare i carabinieri per evitare ripercussioni sul negozio, nel caso fosse giunta voce che li avevo chiamati io. La speranza era che li facessero andare via, ma invece hanno detto che loro senza minacce o molestie non possono fare nulla”.

Le fa eco Vincenza Testagrossa, residente in zona, cliente e amica di Miriana: “Sono stata io a chiamare i carabinieri e quando ho sentito la risposta mi è, di getto, venuto da chiedergli se dobbiamo aspettare che succeda un fattaccio per vederli intervenire - spiega -. Sono poi arrivati i vigili, con una pattuglia, e la situazione si è un po’ calmata: sono andati a fare un controllo nel minimarket, recentemente aperto a fianco alla cartolibreria, in cui queste persone comprano gli alcolici, ed è finita lì. I vigili ci hanno detto di rivolgerci al SUP/URP per segnalare il problema e noi lo faremo. Il mio desiderio è che fra tutti si riesca a trovare una soluzione e a rimettere un po’ a posto Chivasso… non è normale aver paura di andare a fare un giro. Se ne sentono anche in centro di cose poco belle, oltretutto. Uscire e ritrovarsi in una specie di Far West non è il massimo”.

Patrizia Valle, proprietaria di un appartamento in zona, in cui vive la figlia, ci spiega che l’apertura del minimarket ha davvero peggiorato la situazione: a suo dire, sembra di essere in un ritrovo di ubriaconi e di tossici. “E’ un continuo via vai di brutta gente che sporca - dice -, lascia bottiglie di birra in giro, che fa di tutto e di più anche ai negozi, usa le sedie altrui, sputa, bisticcia, stuzzica chi passa, inoltre dormono sulle panchine che prima usavano gli anziani per prendere il fresco, ora è tutta zona loro questa.

Chi abita qui a volte non riesce a dormire con questi soggetti che si ubriacano, si drogano e ascoltano musica a tutto volume...

Mia figlia ha dovuto chiamare i carabinieri qualche sera fa, ma anche in questo caso loro hanno risposto che senza pericolo o minacce non possono fare nulla. Qualcuno deve fare qualcosa! Bisogna tenere tutto chiuso e fare attenzione che non succeda niente… ma dobbiamo aspettare davvero che capiti un fatto grave per far intervenire le istituzioni? Siamo messi malissimo”.

Vincenza Testagrossa spiega che la zona della stazione era già invivibile prima che aprissero il minimarket e che succedesse quanto raccontato. Ci ha riferito che non si potava passare serenamente da un lato della strada, a causa delle persone ubriache, e che quindi si faceva il giro dall’altro lato. Per chi, come lei, ha una figlia adolescente, avere una cartoleria vicina a casa è davvero comodo, ma vedendo quanto succede, una mamma non la lascia uscire da sola una figlia neanche per andare a comprare una penna a due passi da casa. Ed è anche la figlia stessa ad aver timore, oltretutto.

“Da quando hanno aperto il minimarket la situazione è peggiorata - aggiunge -. Sarà sicuramente un’attività e tutto ciò che vogliamo, ma alcune persone l’hanno scambiata per un bar e per un posto dove bivaccare… allargandosi sempre di più nelle zone adiacenti. Si siedono davanti alla vetrata a consumare gli alcolici che hanno comprato, davanti ai portoni, sugli scalini dei negozi, fanno cosa vogliono ascoltando musica ad alto volume. Quando ci passi in mezzo si sente farfugliare, a volte in lingue che non comprendiamo, e sembra sempre che ce l’abbiano con noi. Siamo in molti ad aver paura, la voce gira parecchio in zona.

Sabato sono andata a fare una passeggiata in centro e ho notato gli altoparlanti per la filodiffusione… daranno anche un tocco in più alla città, ma io preferirei più telecamere e più controlli in zona stazione e limitrofe…

La sera, in inverno, con il buio, a passare fra spacciatori e ubriaconi vengono i brividi”.

Al coro s’aggiunge anche Rosy Inverso, titolare del “Cafè Angolo 23” di via Roma 3A. Anche lei conferma che già in precedenza la situazione era un disastro, ma ora è davvero invivibile. “Il mio dehor la sera è chiuso, ma arrivo al mattino e trovo bottiglie e immondizia. Inoltre mi è stato riferito che c’è gente che sale sui miei tavoli - racconta amareggiata -. Di giorno, sulla panchina vicino al mio locale ci sono sempre alcuni personaggi che bevono tutto il giorno e poi, un po’ brilli, bisticciano e si picchiano. A sentire i vigili pare che non si possa risolvere molto finché il minimarker resterà aperto… ma noi non possiamo andare avanti così… bisogna fare qualcosa!”

Miriana Davenia ci spiega anche che a causa di tutto ciò è certa di star perdendo clienti. Ed è giustamente inaccettabile: “Ho trent’anni, vengo qui per lavorare e io stessa ho paura a fare una strada piuttosto che un’altra - afferma -. Poi è tutto sporco, pieno di vetri per terra… pensate solo se un bimbo ci cadesse sopra... in generale non ci sentiamo sicuri. Noi commercianti dobbiamo persino fare a turno i controllori per evitare di trovarci persone piazzate sui gradini del negozio, che oltretutto essendo sotto a dei palazzi sono proprietà privata. Ma non c’è il minimo controllo in zona. Ho pure sentito con le mie orecchie minacce e ho poi visto gli stessi soggetti arrivare con il naso spaccato o la testa rotta… una situazione davvero da Far West! E’ assurdo!

Io non posso perdere clienti perché l’Amministrazione Comunale non fa nulla… la stazione è un punto di cui bisogna occuparsi, sta diventando una specie di ‘Porta Palazzo’.

Abbiamo diritto di sentirci tranquilli e protetti. Chivasso è una piccola cittadina, non credo sia così grande da non poterla controllare. La zona non va ignorata in questo modo!”.

Una situazione grave, quella raccontata dai residenti, che riguarda non solo la zona della stazione, ma anche l’adiacente parte di via Roma e a farcelo presente è Daniela Buzio della "Locanda del Sole” di Via Roma 16, appunto: “Questo è un enorme problema, è una questione di sicurezza e bisogna fare qualcosa. Noi vogliamo farci sentire ed essere ascoltati. Non ho parole per esprimere il nostro disagio...”

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