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Centro estetico chiuso. #Salviamo la senatrice Tiraboschi

Davanti al telefonino la senatrice Virginia Tiraboschi sgrana gli occhi trafelata, turbata anche un po’ incazzata. Che cosa sarà mai successo? “Buona sera amici sto andando a casa. Ho letto molto velocemente l’ultimo Dpcm, quello che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, che sarà operativo da domani. Bene. L’ennesima assurdità. E’ vero che sono interessata in prima persona perchè io ho una mia attività che viene colpita. E’ che nelle zone rosse (probabilmente il Piemonte rientrerà tra le zone rosse) i parrucchieri e i barbieri possono lavorare, viceversa i centri estetici non possono lavorare. Ma voi capite la ratio che sta dietro queste disposizioni, io personalmente no…”. Il giorno dopo la musica non cambia. E c’è di nuovo lei che si riprende con il telefonico mentre fa jogging e si dirige al colle della Maddalena:  “Questa chiusura (s’intende del suo centro estetico ndr) l’accetto molto molto mal volentieri. Non mi dò pace che i parrucchieri siano aperti e i centri estetici no... Ho investito con coraggio su un centro estetico a Torino con annessa vendita di prodotti @sensiskinfoodtorino e devo di nuovo chiudere. Se gli imprenditori smettono di essere resilienti, la ripresa non ci sarà mai ...”. Insomma ci vorrebbe una bella petizione su change.org. Della serie: #Salviamo la senatrice Virginia Tiraboschi. Applausi a scena aperta.  Rieccola qui la Virgy che piace a noi. Quella vera. Quella che bada alla sostanza degli “affari propri” prima ancora che agli interessi della Nazione. Alle sue mele, alle sue pere, alla sua mamma, ai figli che non ha avuto, alla sua Ravello e, per l’appunto, al Centro estetico,  lo stesso per il quale, ad uso e consumo dei suoi follower su Instagram, si era fatta fotografare durante un trattamento del viso anti-age. Diciamo che sul Covid, la senatrice di casa nostra non ne ha ancora azzeccata una, almeno non in queste ultime settimane. Qualche giorno prima, a commento di un video in cui il governatore De Luca chiedeva di estendere il lockdown campano a tutto il territorio nazionale, sempre su Instagram, gli rispondeva che quelle parole le parevano “fuori luogo”. Se ne fosse stata zitta. Com’è finita lo abbiamo visto: Campania in zona Gialla, Piemonte in zona rossa. Dicamo che gli ultimi post non sono stati dei più coinvolgenti. In quello del bonus monopattino e della piattaforma andata in tilt nel giorno del click day (“Il server non ha retto lo stress test. Vi rendete conto di com’è messa l’Italia?”) s’è beccata un commento difficile da dimenticare.  “Ci siamo riusciti quasi tutti infatti sono rimasti solo 80 milioni dei 210 messi a disposizione, si vede che tu hai il problema Tecnologico, potresti fare un corso!”, gli ha risposto un “amico” o sedicente tale e, detta così, a una appena uscita da mesi e mesi di lavoro sulla Ico Valley, sembra quasi un po’ blasfemo. Peggio ancora le è andato sulle “riflessioni” riguardanti l’attento nella chiesa francese di Nizza.  “Charlie hebdo potrebbe anche farsi un attimino i cazzi suoi però sta sempre li a punzecchiare…” ha ribattuto un altro amico, senza tema di smentita.  Tutti zitti, invece sui colori della natura autunnale. “Sono i miei preferiti! A voi piacciono amici?”.  Non un cane che se la sia filata. Insomma qualcosa si è rotto. Questione di feeling?
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