BRUSASCO. Elezioni, parla Trombadore: “Non mi ricandiderò, ho fatto quel che dovevo”. Luciana Trombadore, classe 1973, mamma di quattro figli, dal 2016 è sindaca di Brusasco.Il suo primo mandato alla guida del paese terminerà dopo l’estate, non appena l’emergenza sanitaria darà un po’ di respiro e si potrà tornare alle urne.
“Qualche mese in più, rispetto alla scadenza di giugno, ci darà l’opportunità di portare a termine due importanti progetti cui tengo particolarmente...”
Allora Luciana, a cinque anni quasi dall’estate 2016, possiamo dirlo: che esperienza è stata la tua?
“E’ stato un mandato particolare, abbiamo affrontato qualcosa di inimmaginabile con questa pandemia. Tutto è andato a rilento, soprattutto negli ultimi mesi: contiamo comunque di portare a termine le linee programmatiche che ci eravamo ripromessi di seguire”.
Rimpianti?“Nessuno in particolare”.
Hai fatto tutto ciò che avevi in mente di fare?
“Direi di sì. Nei prossimi mesi vedranno la luce la piccola isola ecologica al Borgo del Luogo, i due compattatori del progetto ‘Cittadino green’ posizionati dietro l’Istituto Comprensivo in piazza a Marcorengo, verrà realizzata la struttura coperta nell’area degli impianti sportivi, che diventerà una palestra per le scuole. Verranno asfaltate le strade, potenziati i punti luce, procederemo all’intitolazione della piazzetta dietro al Comune, di fronte a via Verrua Savoia, a don Piero Accornero. In più, siamo fiduciosi del fatto che riusciremo a tornare ad organizzare la patronale. Quindi sì, direi che abbiamo fatto tutto che potevamo fare”.Dunque, nessun rimpianto?
“Bè, a pensarci bene l’unico rimpianto che ho è quello di non poter stare in mezzo alla gente. Penso alle tante iniziative che, a causa dell’emergenza sanitaria, sono al momento sospese come le lezioni dell’Unitre, i soggiorni marini degli anziani, i centri estivi o, semplicemente, il piacere di banchettare insieme agli altri”.Cos’è che ti rende orgogliosa?
“Un progetto che mi ha impegnato tantissimo, come la sistemazione dell’area sportiva di fronte alla scuola. Finalmente diventerà fruibile da tutti: sarà un investimento importante, 150 mila euro, che saranno co-finanziati per 100 mila euro dal Ministero e per i rimanenti dal Comune. E…”.E…?
“Mi rende orgogliosa anche un’iniziativa che purtroppo non è stata presa nella maniera corretta da parte della popolazione. Mi riferisco alla targa che verrà posizionata in piazza a Marcorengo in ricordo delle vittime Covid: io volevo ricordare tutte le vittime del Covid, non solo quelle della frazione. Il mio obiettivo è quello di valorizzare la frazione con questo tipo di iniziative, non scatenare l’ira funesta dei residenti come, in parte, è stato. Mi spiace che non tutti l’abbiano capito”.Cosa, invece, avresti potuto fare meglio?
“Fare meglio non so, ma di sicuro mi ha ferita la vicenda legata alla Casa del Riccio. Per quella ho ricevuto il mio primo avviso di garanzia, poi archiviato. E’ stato il primo di una lunga serie: tra denunce ed esposti ne ho contati una dozzina, quasi tutti archiviati tranne uno. Non mi piace questo modo di intendere l’amministrazione pubblica: così non si fa altro che ostacolare lo svolgimento del lavoro di un sindaco. Io ho sempre lavorato con la massima trasparenza e correttezza: se ho commesso degli errori, l’ho fatto in buona fede. Ho la coscienza a posto”.Sei contenta della tua amministrazione?
“Sì. Abbiamo creato gruppi di lavori, i nonni vigili, ampliato la biblioteca: sono piccole cose ma importanti per il nostro territorio. Chiuderemo il 2020 con un avanzo di amministrazione di 800 mila euro. Abbiamo un comune solido oggi, alla faccia di chi diceva che questa amministrazione sarebbe stata un fiasco. Non abbiamo contratto mutui e, anzi, se il tempo ce lo permetterà porteremo avanti due progetti che valorizzeranno la nostra Brusasco: uno con la riqualificazione della piazza di Marcorengo e l’altro con un progetto per il primo piano di Palazzo Ellena. Di più ora non posso svelare”.Parli come se non ti volessi candidare a sindaco una seconda volta.“E infatti non lo farò. Rispetto a cinque anni fa sono cambiate un po’ di cose, anche nella mia famiglia. Sono l’unico adulto di casa ora, ho quattro figli e vorrei avere più tempo da trascorrere con loro. Fare il sindaco di Brusasco non è tutto rose e fiori: sono stati cinque anni difficili, vuoi per quello che mi hanno fatto passare, vuoi per la pandemia. Il nostro gruppo esce di scena con la scadenza del mandato: abbiamo avuto cinque anni per fare ciò che potevamo e l’abbiamo fatto. Mi sarebbe piaciuto avere un segretario comunale fisso, dell’ente, perché mi è mancato da morire”.Un messaggio che ti senti di mandare al futuro sindaco del tuo paese.
“Spero che sia una persona che abbia il rispetto dei cittadini e delle norme. Mi auguro che ci metta tutto l’entusiasmo che merita questo ruolo e che rappresenti sia il paese a valle che quello sulla collina (Marcorengo, ndr). Mi auguro che ci sia un bel gruppo ad amministrare Brusasco e spererei che fosse formato da alcuni volti nuovi. Ci sono persone qui molto capaci, ma già oberati di lavoro: sono comunque convinta che potrebbero fare grandi cose per la comunità”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.