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29 Marzo 2021 - 12:28
BRUSASCO. Elezioni, Giacometto: "Io candidato a sindaco? Oggi credo di aver le caratteristiche per farlo". Non ha bisogno di presentazioni, a Brusasco e nel chivassese, Carlo Giacometto. Parlamentare di Forza Italia, ex consigliere dell’allora provincia di Torino sempre per il partito di Silvio Berlusconi, è oggi anche consigliere di opposizione nella civica “Per Brusasco e Marcorengo” nel suo paese d’origine.
Carlo Giacometto, si sta per concludere la tua esperienza di consigliere comunale di opposizione a Brusasco. Che esperienza è stata?
E’ stata un’esperienza certamente interessante e formativa. Per la prima volta ho fatto l’amministratore in un piccolo comune e, quindi, ho visto sul campo cosa si dovrebbe fare per rendere un comune efficiente, in grado di erogare servizi ai cittadini, che stia al passo coi tempi.
Ti sei divertito a fare l’opposizione a Trombadore?
Non posso negarlo: diciamo che mi è piaciuto svolgere questo ruolo. In Consiglio comunale ho potuto esprimere approfonditamente il mio pensiero, con un Consiglio non governato dal punto di vista dei tempi e delle modalità.
Veniamo subito al dunque: che amministrazione è quella di Trombadore?
E’ stata un’amministrazione non all’altezza del ruolo che le hanno affidato gli elettori. Essendo una delle tre rappresentanze del paese, non dimentichiamoci che ha vinto per pochi voti e che due dei più votati della lista hanno lasciato la maggioranza durante questo mandato, la sindaca non ha saputo coinvolgere nè l’opposizione nè tanto meno gli stessi componenti del suo gruppo. Trombadore è stata un sindaco accentratore, è fuor di dubbio.
Ti aspettavi qualcosa di più, di meglio, di peggio o nulla in particolare dall’attuale amministrazione?
Sinceramente non ho elementi. Non conoscevo il suo impegno in una delle amministrazioni precedenti. Certamente mi aspettavo un’amministrazione diversa: quando si inizia un percorso con un gruppo e una rappresentanza consiliare quasi totalmente nuovi, dopo un lungo interregno di Cappellino, mi aspettavo qualche elemento di innovazione rispetto al passato. Se in passato una sorta di eccesso di ordinaria amministrazione poteva essere imputata anche alle difficoltà nell’utilizzare in maniera espansiva il bilancio, questo alibi l’amministrazione comunale attuale da almeno due anni e mezzo non ce l’ha più. Oggi si può spendere in maniera più ampia, sia per lo sblocco dei cosiddetti avanzi di amministrazione, cioè le risorse sul conto corrente del Comune, sia per le risorse straordinarie arrivate dallo Stato per la pandemia: e ciò stride con l’immobilismo di fatto di questa amministrazione, al di là di qualche intervento dell’ultim’ora.
La cosa migliore che ha fatto la sindaca uscente?
Di buono, l’ho detto anche in Consiglio più volte, c’è stata l’attenzione, grazie al lavoro dell’assessore Gatti, al tema della scuola. Ci sono state attenzioni e risorse dedicate, com’è giusto che sia dato che Brusasco è sede dell’Istituto Comprensivo.
La peggiore invece?
Se devo dire una cosa recente, cito la pervicacia, l’insensibilità nel volere a tutti costi voler realizzare, spendendo risorse dei brusaschesi che si sarebbero potute impiegare in ben altro modo, un monumento ad una malattia che sta facendo migliaia di morti. Per come è stato pensato, realizzato e localizzato. E anche per i tempi: siamo ancora in piena pandemia. Il monumento con il virus in bella mostra è una piccola cosa, ma è l’ultima e secondo me la più grave perché per onorare la memoria di chi purtroppo non c’è più sarebbe stato giusto prevedere una targa, senza spettacolarizzazione dell’evento per rispondere all’ansia da prestazione su facebook. L’abbiamo detto e ripetuto nelle sedi opportune, cioè in Consiglio comunale: inascoltati.
Veniamo alle elezioni d’autunno: in paese si dice che potresti essere tu il prossimo candidato a sindaco. E’ una possibilità?
Cinque anni fa non lo ritenevo giusto, candidarmi a sindaco, non avendo mai fatto un’esperienza amministrativa a Brusasco. Mi sarei sentito io stesso quasi come calato dall’alto. Mi sono però candidato come consigliere comunale e ho contribuito a convincere Anna Marolo a presentarsi, così come alcuni dei componenti della lista: alla fine sono stato il più votato dai brusaschesi e ho fatto un’esperienza in consiglio Comunale...
Quindi?
Quindi oggi ho tutta l’intenzione di vincere le elezioni e di dare il mio apporto per governare Brusasco nei prossimi anni. Con quale ruolo, lo vedremo. Come ho detto alle persone che insieme ad Anna abbiamo incontrato sinora, voglio valorizzare l’esperienza fatta con il gruppo consiliare che è arrivato secondo e che ha sfiorato la vittoria per pochi voti nel 2016. Abbiamo dimostrato di avere un consenso sedimentato e costante in Brusasco: cosa che non posso dire ad esempio del gruppo che ha sostenuto l’attuale sindaco, dato che ha perso una buona parte dei voti con la fuoriuscita di due persone importanti della sua squadra. Ripartiamo da qui: con le persone che stanno condividendo questo percorso, e ce ne sono già, anche un bel numero qualificato, si deciderà insieme chi farà il candidato o la candidata a sindaco.
Insisto: tu te la sentiresti?
Oggi credo di avere le caratteristiche per farlo. Vedremo: le strade si percorrono attraverso un sentiero. Non si arriva subito alla fine. Nel sentiero succedono delle cose: ci sono fermate, tappe, discussioni. L’esito è frutto del percorso fatto. Abbiamo ancora qualche settimana per decidere e lo faremo in modo condiviso.
Qual è il sindaco ideale per te?
Il sindaco ideale è una persona che ha tempo da dedicare e ha la capacità di fare squadra: oggi c’è la necessità di avere un sindaco presente, non solo fisicamente. Serve una persona che abbia visione e che sia innamorata di Brusasco, Marcorengo e di tutte le frazioni, perché negli ultimi anni il nostro paese ha perso troppe posizioni nei confronti dei paesi limitrofi. Lo si vede nei numeri: abbiamo perso costantemente abitanti negli ultimi 5 anni. Il sindaco ideale è un sindaco che abbia voglia di valorizzare il paese in tutti i suoi aspetti.
Tua moglie, Tiziana Zaniolo, è presidente del Consiglio comunale nella vicina Cavagnolo. Lei un pensierino a candidarsi a sindaco a Brusasco non lo farebbe?
Dico la verità: l’ha anche fatto un pensierino. Credo che lei sarebbe un ottimo sindaco. Peraltro, sarebbe molto meglio di me. Quello di cui sono sicuro però è che al momento non lo voglia fare...
Secondo te Tombadore si candiderà ancora?
L’ha dichiarato in maniera solenne in Consiglio comunale e nell’intervista che gli hai fatto, adducendo come motivazione una promessa fatta ai suoi figli. La capisco. Francamente, sarebbe veramente curioso se tradisse una promessa così importante: mi immagino cosa potrebbero pensare i nostri compaesani in caso contrario. Quindi penso che non si candidi, anche se un sindaco in carica di solito ha tutto il vantaggio di potersi ripresentare agli elettori per un giudizio sul suo operato.
Secondo te, quante liste ci saranno?
Secondo me saranno due, per un fatto naturale di competizione che mi auguro non venga meno. Non solo alle urne, ma anche in Consiglio. Il valore della minoranza è importante: è un pungolo che serve all’amministrazione per non stare seduta, aiuta a migliorare la qualità dell’amministrazione stessa. Di fronte a risultati elettorali come l’ultimo a Brusasco, dove il paese aveva una maggioranza di non votanti e poi tre liste che più o meno si equivalevano dal punto di vista elettorale, avrebbe avuto un senso coinvolgere tutte le minoranze nel governo del paese per ricucire un po’ le divisioni. Oggi forse si sarebbe consegnato ai nuovi amministratori un paese diverso, un po’ meno peggio di quel che è. Purtroppo il consiglio che avevo dato ad inizio mandato è stato inascoltato e neanche controdedotto: in risposta ho ricevuto solo il silenzio.
In conclusione, come non deve essere il futuro sindaco di Brusasco?
Non deve essere un sindaco che abbia la presunzione di essere in grado di fare tutto in solitaria, senza coinvolgere una squadra qualificata nel governo del paese.
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