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07 Marzo 2021 - 23:01
Giulio Bosso non si tira indietro. L’ex sindaco del paese, cinquant’anni compiuti da poco, oggi seduto all’opposizione di Luciana Trombadore nel gruppo consiliare “Progettiamo per Crescere - Brusasco e Marcorengo” interviene nel dibattito sulle elezioni amministrative del prossimo autunno. E lo fa a “gamba tesa”, senza tirarsi indietro.
Allora Giulio, partiamo dall’ultima notizia. Si vota in ottobre per il rinnovo di Sindaco e Consiglio Comunale. Sei pronto?
Per fortuna nel Comune in cui sono responsabile dei servizi elettorali, non si vota, quindi sono relativamente tranquillo...
Parlavo di Brusasco...
Se ti riferisci ad una mia possibile candidatura a sindaco o ad altro ruolo, posso dirti che fino a qualche settimana fa avevo altri e più importanti pensieri. Ora, è da qualche giorno che vengo tirato per la giacchetta da più parti per ricreare un gruppo che sappia farsi portavoce delle esigenze dei cittadini e avanzare proposte per il bene di Brusasco e Marcorengo. Se son rose, fioriranno!
Sei stato sindaco per due mandati. Alle ultime elezioni hai sostenuto la lista di tua moglie, Isabella Agusta, e poi sei subentrato al suo posto in Consiglio. Non ti è venuta voglia di ritornare a fare il sindaco del paese?
Penso che quando ami il paese in cui vivi e che hai sempre vissuto attivamente fin da quando eri un ragazzino, la voglia di dedicarti alla sua crescita, al suo sviluppo non venga mai meno: l’ho fatto dai tempi dell’oratorio in parrocchia a Brusasco, poi in Pro Loco, poi come amministratore, ancora come donatore di sangue ed ora nelle realtà associative della frazione Marcorengo. Tutto ciò mi ha permesso di conoscere profondamente il mondo del volontariato brusaschese e marcorenghese, colonna portante del nostro territorio: ecco, aggiungere un’ulteriore esperienza amministrativa in maggioranza, anche non nel ruolo di sindaco, potrebbe rappresentare uno stimolo importante per dare ancora di più al nostro Comune.
Com’è Brusasco oggi rispetto a com’era ieri, con te sindaco?
Sono passati ormai 15 anni: ora Brusasco è un paese con circa 300 abitanti in meno, con un tessuto socio-economico radicalmente mutato, con tanti nuovi residenti che è necessario coinvolgere maggiormente nella vita sociale. Avevo lasciato un paese in crescita, con una serie di importanti opere pubbliche avviate e concluse (ampliamento scuole, ufficio postale, ambulatorio, fognature, depuratori) altre avviate e poi concluse negli anni di amministrazione Cappellino. Allora si ragionava con una visione d’insieme, con progetti rivolti al futuro: azioni che forse non producevano benefici immediati, ma che in un arco temporale più ampio hanno prodotto i loro effetti. Negli ultimi anni il campo visivo si è ristretto, si è concretizzata sempre più la tendenza a far passare ciò che dovrebbe essere ordinario come se fosse straordinario.
Cappellino o Trombadore: chi ha fatto meglio dei due?
Non ritengo di dovermi arrogare il diritto di fare confronti: ogni amministratore, esprimendo le proprie idee ed unendole alle specifiche competenze, dovrebbe cercare di dare il meglio per la comunità che è chiamato ad amministrare. L’unica cosa che mi sento di dire è che un’amministrazione comunale è come una macchina molto delicata, in cui gli ingranaggi sono i dipendenti dell’ente. Ecco, Trombadore non è riuscita a mantenere la macchina in funzione, ha perso la maggior parte dei dipendenti, non è riuscita a sostituirli tempestivamente e se lo ha fatto, ha agito con soluzioni raffazzonate e temporanee, caricando su se stessa ruoli e competenze che la legge attribuisce al sindaco solo in casi eccezionali: abbiamo avuto quattro anni di “eccezionalità”, in cui il sindaco è stato il controllore di se stesso.
Come giudichi l’operato dell’amministrazione uscente?
Il mio giudizio è negativo, proprio per quella mancanza di visione oltre l’orizzonte. La gestione dell’Ente è stata accentrata in una sola persona, che ha convogliato in sé i ruoli di Sindaco, responsabile finanziario, responsabile tecnico, dipendente: un po’ troppo, anche perché nessuno di noi è un tuttologo! Gli Enti locali funzionano quando vi è equilibrio tra le loro componenti, quando ciascuno svolge il ruolo che gli compete. Dal punto di vista finanziario, poi, non gioirei così tanto per gli 800.000 euro di avanzo di amministrazione, quando il Comune ha sul groppone centinaia di migliaia di euro di residui passivi (non sa spendere) e di residui attivi (non sa incassare) ed un fondo crediti dubbia esigibilità elevatissimo. Chiunque succederà a Trombadore, dovrà operare un’attenta operazione di verifica finanziaria dell’Ente, prima di iniziare ad attuare il proprio programma.
L’errore più evidente e la cosa migliore che ha fatto questa Giunta.
Di errori ce ne sono stati molti, e comprendono sia la gestione dell’Ente, sia le scelte operate: una delle cose che più mi ha fatto male è stato il completo abbandono delle associazioni di volontariato a se stesse, con la distruzione della Consulta, che negli anni precedenti aveva gettato le basi per una importante azione di coordinamento e condivisione.
E la cosa migliore?
Forse aver risollevato, grazie a scelte ponderate, le sorti della Casa di Riposo “San Luigi” di Brusasco, che pare aver ritrovato, pur tra mille difficoltà, una certa serenità gestionale.
L’emergenza sanitaria ha segnato quest’ultimo anno di amministrazione del paese?
Sì, certamente: a Brusasco la gestione dell’emergenza, pur con azioni discutibili, è stata fatta in modo relativamente discreto, senza eccessi e/o manie di protagonismo e questo non mi è dispiaciuto. Anche in questo caso sono in parte mancate condivisione e trasparenza sulle azioni adottate. Il segno lasciato è più che altro a livello personale, con tanti conoscenti che si sono ammalati ed alcuni che non ce l’hanno fatta.
Non condividi l’idea di dedicare una targa alle vittime del Covid-19. Perché?
Principalmente non condivido l’idea della “fornitura e posa di un monumento alle vittime del Covid, da posizionarsi nella piazza di Marcorengo”, così come recita l’unico atto ufficiale pubblicato in tal senso, adottato senza neanche sentire la comunità locale. La comunità di Marcorengo è stata profondamente segnata dal Covid, soprattutto nella prima ondata, ma nonostante questo, grazie all’impegno di tutte le sue realtà associative, ha cercato di risollevarsi, di pensare al futuro con un po’ di ottimismo. Non ritengo che, come affermato durante un incontro, si possa valorizzare la frazione realizzando un tale monumento. La perdita di una persona cara è un’esperienza estremamente intima e personale, per ricordarla non vi è la necessità di costruire un monumento. La mia proposta è stata, qualora non se ne possa proprio fare a meno, di posizionare eventualmente una lapide all’interno del Cimitero di Brusasco capoluogo.
La tua minoranza, che minoranza è stata?
Una minoranza attenta e puntuale, di controllo e di proposta, così come prevede il mandato da consigliere. Un paio di mie proposte sono state anche accolte, come quella di riduzione degli oneri di urbanizzazione per la ristrutturazione dei fabbricati esistenti o quella, non ancora però completamente concretizzata, di erogare un aiuto economico alle Parrocchie di Brusasco e Marcorengo per gli importanti interventi di recupero che hanno intrapreso. Se l’azione amministrativa è lineare, corretta e trasparente, nessuno deve temere il controllo della minoranza: non si tratta quindi di mettere il “bastone tra le ruote”, ma di esigere che le azioni vengano intraprese nel pieno rispetto delle norme: la burocrazia può sembrare a volte un ostacolo all’agire in modo tempestivo, ma se la conosci, riesci a sconfiggerla.
Luciana Trombadore ha annunciato pubblicamente, da queste colonne di giornale, che non si ricandiderà a sindaco. Quanti candidati ti aspetti e che campagna elettorale ti auguri di vedere?
Quello che non vorrei è che ci fosse un’unica lista: la pluralità di opinioni e di programmi è una ricchezza che favorisce la scelta democratica dei cittadini. Vista la quasi certa defezione del gruppo “Trombadore”, penso che ci sarà sicuramente il gruppo che fa riferimento ad Anna Marolo e Carlo Giacometto, con i quali, pur nel rispetto delle rispettive posizioni, ho condiviso alcune azioni. Penso quindi che ci sia tutto lo spazio per almeno un altro gruppo. Il mio auspicio è che i cittadini possano scegliere con serenità il programma che riterranno più vantaggioso per l’intera comunità, al di là degli egoismi di parte: non è corretto, a mio parere, votare chi ti promette che metterà il lampione vicino a casa tua, ma chi avrà una visione d’insieme del paese e un progetto di sviluppo generale, in un contesto che va oltre i confini comunali. La collaborazione con gli amministratori vicini sia la base per la creazione di migliori e condivise condizioni socio-economiche per tutti.
Quali caratteristiche ti aspetti che abbia il futuro sindaco di Brusasco?
Una persona capace, disponibile, pronta all’ascolto, con una buona conoscenza della macchina amministrativa, che sia alla guida di una squadra coesa e competente e che sappia instaurare un buon rapporto collaborativo con la minoranza con cui dovrà confrontarsi..
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