Suo figlio è iperattivo, disturba, deve tenerlo a casa!”. Ecco quel che si è sentito dire una mamma qualche tempo fa dalla scuola frequentata dal suo bambino. Consapevole dei problemi del piccolo, la donna, però, non si è arresa, battendosi per i diritti di quel figlio problematico, sì, e per questo ancor più bisognoso di tutela. Inizia così la sua solitaria guerra contro le istituzioni (e non al fianco di esse, come si sarebbe aspettata) che si è conclusa con l’allontanamento del bambino dal nucleo familiare. Risultato? Dopo cinque anni di relazioni, decreti del Tribunale dei Minori, percorsi di cura, il bambino vive orain una comunità terapeutica nell’alessandrino, strappato alla sua mamma che invece vive e lavora a Settimo Torinese.
A denunciare la vicenda è l’avvocato Francesco Miraglia, paladino di Bibbiano, il legale modenese che ha contribuito a far nascere l’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi indiscriminati. Inchiesta che nasce in Emilia e affonda le radici in Piemonte. “Da anni sostengo che Torino sia peggio di Bibbiano e il nuovo caso di cui mi sto occupando ne è l’ennesima dimostrazione” batte i pugni Miragliaabituato a lottare contro quelli che definisce “affidamenti facili” -.
“Il Tribunale dei minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta ha tolto il figlio a questa madre, lo ha collocato in comunità e per sei mesi non glielo ha fatto vedere, con la scusa che non si occupava abbastanza di lui. Questa donna è ben consapevole dei problemi del figlio, e da cinque anni lo porta a psicomotricità e logopedia, per migliorare il suo comportamento e il suo linguaggio. Ha chiesto aiuto alla scuola, prima. Ai servizi sociali, poi, e non ha risolto nulla, tutt’altro. E’ finita che hanno allontanato il bambino e ora sono mesi che non può vederlo. Chissà quale choc può rivelarsi non vedere la mamma per mesi e abitare con estranei per un bambino fragile, che ha la madre come unico punto di riferimento della sua giovanissima vita” dichiara l’avvocato Miraglia.
Il difensore, poi spiega: “Parliamo di una mamma che oltre ad averlo sempre accudito, lo ha accompagnato alle visite mediche e alle terapie. La comunità, invece, non lo ha mai accompagnato alle visite mediche che la mamma gli aveva prenotato. Quando finalmente la donna dopo mesi ha rivisto il suo bambino, si è accorta che camminava e respirava male e ha chiesto di portarlo al pronto soccorso. A questo punto è scattata una sorta di “ritorsione” da parte della comunità nei suoi confronti: all’ultimo incontro con il bambino, il piccolo è corso incontro alla madre per un abbraccio, ma gli operatori hanno impedito a mamma e figlio di toccarsi, strattonandoli violentemente, tanto che la donna ha riportato lesioni ed ecchimosi guaribili in cinque giorni. E come se non bastasse il tribunale ha sospeso gli incontri tra madre e figlio. Ecco, quale odissea sta vivendo questa donna”.
L’avvocato Miraglia, che nel suo studio di Modena tratta pratiche relative a minori di tutta Italia, poi commenta: “È incredibile come a Torino pare essere una “moda” quella di allontanare senza motivo i bambini ai genitori, tacciandoli di incapacità: possibile che nel Torinese ci siano così tanti genitori inadatti? C’è sicuramente qualcosa che non va e come prima cosa, per rimettere finalmente le cose a posto, questo bambino deve tornare dalla mamma che ha dimostrato, senza ombra di dubbio, di sapersi prendere cura del figlio”.
Lo studio legale Miraglia ha in carico circa 800 pratiche, da Bolzano a Catania, tutte relative a bambini allontanati dalle proprie famiglie. L’avvocato si batte contro gli “affidi facili” e punta il dito contro i 5miliardi di euro che ogni anno vengono distribuiti alle case famiglia che accolgono questi minori: “Non sappiamo quante ce ne siano esattamente in Italia. Non esiste un vero e proprio registro di queste strutture. Basta un’autocertificazione per aprire…”.Per molti genitori Miraglia è visto come un paladino.
Per questa mamma di Settimo Torinese, l’ultima speranza per riabbracciare e poter aiutare a crescere il proprio bambino.
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