Paolo Cugini all'assemblea dei sindaci dell'Asl To4
Mancano infermieri. Mancano medici. Mancano le forze e dopo, la vaccinazione degli ultra 80 enni, l'Asl To4 fa un passo indietro, si dota di un nuovo modello organizzativo e riduce i centri vaccinali (sono attualmente una ventina) creati in gran numero per evitare lunghi spostamenti alle persone anziane. Di sua stretta competenze rimarranno i tre presidi, per le categorie considerate fragili, presso l'ospedale di Ciriè, l'ospedale di Chivasso e (chissà perchè) alla Clinica eporediese di proprietà del Policlinico di Monza, che è un soggetto privato.
Poi ci saranno i centri massivi con una capacità che potrebbe arrivare anche a 400 dosi somministrate al giorno. Nel ciriacese presso il palazzetto di Nole, all'aeroporto di Caselle, al Fatebenefratelli di San Maurizio e al San Filippo Neri di Lanzo. Al PalaLancia di Chivasso, a Caluso e a Crescentino. E poi a Leini e al Bosio di Settimo Torinese. In piazza Boves a Ivrea, a Bollengo e a Borgofranco, alla Manifattura di Cuorgnè e a Rivarolo. Fine della fiera. Anzi no, fine del vaccino.
"Nelle prossime settimane - ha annunciato il commissario Luigi Vercellino - i vaccini passeranno dagli attuali duemila a circa 3.500 dosi. Siamo impegnati su più fronti e dobbiamo ottimizzare il lavoro del personale a disposizione. Abbiamo assunto tutti gli infermieri in graduatoria. Erano 180 e hanno accettato una cinquantina. Il lavoro è aumentato e più di così non si può fare..".
Morale? I sindaci che vorranno aprire un "centro vaccinale" tutto loro dovranno gestirselo insieme ai medici di famiglia che non hanno messo a disposizione i propri ambulatori.
L'annuncio è arrivato durante la conferenza dei sindaci dell'Asl To4. Ha storto il naso il sindaco di Gassino Paolo Cugini. "Con tutta sincerità - ha commentato - mi sarebbe piaciuto affrontare questo argomento prima della riunione. In ogni caso esprimo una profonda delusione sia per i centri tamponi che per i centri vaccinali. Tutte le proposte dei comuni dell'oltrepo, pari a circa 41.500 abitanti, sono state ignorate. C'è sempre stata una scusa. Bastava dire che aldilà del Po non volete venire. Prendiamo atto con dispiacere che non c'è la disponibilità dell'Asl To4".
Di tutt'altro avviso Vercellino. Ne ha fatto una questione di "distanze", di algoritmi, di matematica e soprattutto di medici di famiglia che, stando ai dati che ha in mano lui, proprio nell'Oltrepo, avrebbero dato, nella stragrande maggioranza (per oltre il 70%) la disponibilità dei propri ambulatori.
"Io ho dei dati diversi - ha ribattuto Cugini lamentandosi di quanto sia stato difficile interloquire con i funzionari dell'Asl - Sinceramente mi piacerebbe conoscere i suoi. Per esempio il numero di vaccinati per comune di residenza..."
Altro problema, sollevato dal sindaco di Ciriè Loredana Devietti, è quello legato alla vaccinazione domiciliare degli anziani "non trasportabili". Si è scoperto che dei 3.600 anziani in queste condizioni non se n'è vaccinato praticamente ancora neanche uno.
"Abbiamo chiesto ai medici di medicina generale di uniformare il criterio di non trasportabilità - ha risposto Vercellino - C'è chi a parità di mutuati ne ha segnalati una ventina e chi quattro o cinque. Comunque è vero... E' inutile trovare scuse. Siamo in ritardo. Cercheremo di accelerare. Al massimo riusciremmo a farne 40, forse 50 al giorno...".
In ogni caso, fino ad oggi, in tutta l'Asl To4 si è proceduto alla somministrazione di circa 98 mila dosi. La platea degli ultra ottantenni dovrebbe essere smaltita entro il 18 aprile
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