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04 Ottobre 2022 - 16:40
La trasformazione del parco Mezzaluna, come era comunemente chiamato, era il sogno del sindaco Giovanni Ossola. Una grande distesa verde, riqualificata e diventata un luogo prezioso per il tempo libero. E’ il più grande polmone verde della città e uno dei più grandi della provincia di Torino.
Sabato 1 ottobre alle 11 si è svolta la cerimonia di intitolazione del parco Giovanni Ossola, scomparso nel giugno del 2011 all’età di 67 anni.
Ossola l’aveva immaginato, voluto e realizzato: «Questo parco era come un figlio per mio padre, anzi per certi versi qualcosa di più - ha detto sua figlia Pamela - È fantastico avere un pezzo di città che si chiama come lui e che rappresenta un po’ di quell’amore che lui ha sempre dimostrato per Settimo». Fu sindaco dal 1987 al 2004, un primato nella storia della città di Settimo che resterà per sempre. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Elena Piastra ha deciso di dedicare a lui il parco del Po, su indicazione della Commissione Toponomastica rappresentata sabato da Paolo Silvetti.
“Giovanni aveva una visione innovativa della città, voleva che Milano diventasse, simbolicamente, la periferia di Settimo - ha detto Giancarlo Brino, vice sindaco di Settimo,- questo era un luogo poco sicuro e senza un’identità: oggi è un punto fondamentale della Tangenziale Verde, frequentato da molti adulti e bambini. Un parco che molti ci invidiano e per questo dobbiamo ringraziarlo”.
Il parco viene ripulito e sorvegliato dai volontari dell’associazione Borgata Paradiso Cascina San Giorgio, per difenderlo dall’incuria con un impegno encomiabile: è stata l’associazione ad aver organizzato un piccolo rinfresco per gli invitati.
Alla festa, oltre a tanti cittadini, alle associazioni e ai rappresentanti dell’amministrazione Comunale, erano presenti i componenti del comitato “Amici di Giovanni Ossola”, promotori dell’intitolazione, l’ex presidente del Consiglio comunale Silverio Benedetto, suo amico di lunga data, i compagni del partito Socialista in cui Ossola militò fino al suo ultimo giorno, e Piero Lovera, storico presidente del Settimo e della lista Civica “Insieme per Settimo” fondata proprio su indicazione di Ossola . “Ricordo che dopo un’estenuante riunione fuori città, ci aveva portati qui a notte fonda - ha ricordato Silverio Benedetto - . Ci aveva descritto il suo progetto, lo considerava una sua creatura. Come un figlio”. I tecnici comunali, molti di questi già presenti all’epoca di Ossola, si sono prodigati con passione per arrivare a questa data: un impegno che è stato sottolineato da Angelo Storgato, portavoce del comitato “Amici di Giovanni Ossola”, durante il suo intervento.
«Molti luoghi in città raccontano Ossola, dalla piazza della Libertà alla Biblioteca – ha detto la sindaca Elena Piastra – Ma questo spazio rappresenta un’intuizione che è simbolo di ciò che è stata “la Settimo di Ossola”. Non è solo uno spazio bello, conosciuto dentro e fuori Settimo, uno dei luoghi per cui si viene nel nostro Comune. Non è solo il progetto che già nel 1979 Ossola descriveva come il suo “sogno”. È soprattutto un luogo di unione di altri territori: oggi, la città non sarebbe quella che conosciamo senza la Tangenziale Verde. Per questo è il simbolo perfetto di ciò che è stato Ossola: un sindaco capace di anticipare il futuro, di gettare il seme di una trasformazione positiva della città che tutti i suoi successori hanno provato a coltivare».
Oltre a Pamela, c’erano anche altri familiari, i cugini di Ossola, Margherita e Sergio “Veniva spesso qui a trovare mia mamma, Luigina, abitavamo qui - ricorda Margherita - . A mia mamma, le avevano rubato la bicicletta e lui passava a trovarla in compagnia a volte in compagnia di Balbo o altri suoi amici. Le diceva che passava di qui per vedere se ritrovava quella bicicletta, ma era una scusa per poi poter ridere insieme”. E dopo i parchi intitolati a Pertini, Berlinguer, De Gasperi, Lama e Iotti, ora c’è anche il parco Giovanni Ossola.
Marco G. Dibenedetto
Sandro Venturini
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