La durissima giornata della comunità sanmaurese si è chiusa lunedì, intorno alle 14, davanti alla chiesa di Sant’Anna-Pescatori, in via Torino.
È qui che parenti, amici e istituzioni hanno dato l’ultimo saluto a Edoardo Lapertosa, il 28enne deceduto dopo il terribile incidente di lunedì scorsoin Corso Casale.
Tantissime le persone presenti all’interno della chiesa ma anche fuori per dire addio ad un ragazzo molto conosciuto in zona. Abitava a pochi metri dalla chiesa e lavorava sempre lì, in zona, al Garden, in via Torino.
Durante la funzione erano presenti tantissimi amici, la famiglia e alcuni cittadini. Tutti provati dopo una settimana durissima, in pochi sono riusciti a trattenere le lacrime durante la messa.
A salutarlo ci hanno pensato le sue zie, che sono intervenute durante la funzione.
La prima ha intonato una canzone, la seconda, invece, ha pronunciato alcune parole.
“Intervengo - spiega - per mamma e papà. Parlo per Edoardo, lui direbbe così: “La morte non è nulla, sono solo passato dall’altra parte. La nostra vita è la stessa di prima mamma, pensami, chiamami, non sono lontano, sono dall’altra parte, dietro l’angolo. Asciuga le tue lacrime e non piangere se mi ami”.Ciao topolone di zia. La morte non è una luce che si spegne ma è mettere fuori la lampada perché è arrivata l’alba”.
La messa, infine, si è chiusa all’esterno della chiesa. È qui che gli amici di Edoardo hanno fatto partire la musica, quella che lui tanto amava e l’hanno salutato con un ultimo: “Ciao Edo!”.
Durante la settimana, però, lo hanno ricordato in tantissimi sui social.
“Oggi - scrive un suo amico su Facebook - sono rimasto impressionato della velocità della vita… Mi sembra poco tempo fa aspettavamo il bus assieme usciti da scuola le nostre chiacchiere, scherzare… Non che ci sentivamo spesso o ci vedevamo sempre, ma eri una bella persona generosa gentile educata godrai del paradiso amico mio”.
“La gente - scrive su Instagram una sua amica - parla, sparla e straparla... Tutti professori sulla vita degli altri. Ma chi ti conosce, chi ti ha conosciuto sa bene chi eri, sa bene quanto eri educato e corretto, sa che non eri uno spaccone qualunque come tanti ragazzi oggi, sa che eri uno di quelli che credono ancora che offrire un aperitivo e sedersi a chiacchiere vale più di mille moine su Instagram, sa che sapevi rispettare i limiti con chiunque, che eri attento anche mentre lavoravi che nessun cliente infastidisse le ragazze sedute, sa che eri responsabile, disponibile, gentile e che facevi un sacco ridere. Tutti noi porteremo questo ricordo di te a dispetto delle voci, delle parole e dei pensieri che i finti moralisti potranno far girare... Ti dicevo potresti essere mio figlio o mio fratello minore e oggi posso confermare che sarei fiera se mio figlio diventasse come te. Vola in alto Edo e proteggi chi hai lasciato, chi continuerà a volerti bene per sempre”.
Lo ricorda anche Sonya Lenzone, la mamma di Andrea, l’unico ragazzo sopravvissuto dopo l’incidente.
“Ho parlato con la tua mamma, - racconta - sa quanta stima avevo di te. La stessa che ti decantavo ogni volta che ti vedevo, vero Edo??“Ma perché Andrea non prende La tua testa invece di farmi sempre incazzare?” Amavi tua mamma in una maniera pura e pulita, mi ci incazzo perché non so dare una spiegazione a tutto questo, non doveva andar così! Non lo meritavate. Riposa in pace e grazie per esser stato vicino ad Andrea fino alla fine”.
Edoardo dopo essersi diplomato allo Steiner (specializzato in grafica, fotografia e audiovideo) aveva iniziato la sua carriera da grafico. Ancora oggi, su Linkedin (il social network dedicato al lavoro) si descrive come un “Grafico freelance”. Ma non è tutto. Amava l’arte e la creatività e, infatti, si era aperto anche un canale Youtube dove pubblicava alcune sue produzioni musicali.
Le ultime risalgono al primo lockdown, nel marzo del 2020. Ogni pubblicazione era accompagnata dalla scritta: “Realizzato in casa (no profit)”.
Da qualche tempo, però, Edoardo aveva anche iniziato una carriera all’interno della ristorazione. Lavorava, come barista, al Garden Lounge Pub di via Torino 197, proprio a due passi da casa.
Quella casa dove, però, purtroppo non è riuscito a tornare.
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