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SETTIMO TORINESE. Lovera, presidente fuoriclasse per una bella festa a sorpresa (VIDEO)

E’ stata una serata che resterà, in qualche modo, nella memoria della città. Tanti ex dirigenti del Settimo hanno organizzato una cena in onore di Piero Lovera, a sua insaputa. La più classica delle feste a sorpresa, nella serata di giovedì 16 giugno, nel locale “Osteria come una Volta” dello chef Franco Santolin, anche lui per tanti anni vicepresidente del Settimo calcio. Osvaldo Furfaro, suo vicepresidente per oltre 30 anni, Pierpaolo “Paulin” Cortesi, dirigente storico con la battuta sempre pronta e fedelissimo sostenitore delle violette, e Piero Stocco, storico allenatore del Settimo, hanno radunato “quelli del campo di via Amendola” per trascorrere una serata che in tutta la sua semplicità si può definire storica. A Lovera è stato donato un quadro in argento con una dedica: “per il presidente fuoriclasse della storia del Settimo Calcio”. Nessuno può dire il contrario: è stato per 34 anni nella dirigenza del sodalizio più antico della città (la società è nata nel 1912) e presidente dal 1985 al giugno 2012. Imprenditore, la sua azienda Errecinque è nata nel 1981 e nel corso degli anni ha investito nella ricerca, segnando  tappe evolutive concrete per diventare un’eccellenza nella produzione di componentistica meccanica di ultima generazione. Negli ultimi anni, Errecinque ha registrato fatturati di oltre 30 milioni di euro per un totale di circa duecento dipendenti. La storia imprenditoriale di Piero Lovera corre parallela a due movimenti di rilevanza fondamentale per la storia della città: il calcio, appunto, e la politica, con la lista civica “Insieme per Settimo” in cui figura tra i fondatori su suggerimento del sindaco dell’epoca, il compianto Giovanni Ossola, suo cugino. Alla serata erano presenti anche Antonino Pultrone, segretario della lista civica, e Fabrizio Puppo, ex sindaco della città e ora presidente della civica. Sono loro due ad aver attirato Lovera in questa festosa trappola, con la scusa di doverlo fare incontrare con un sedicente architetto che aveva espresso il desiderio di parlare con lui prima di entrare nella civica. E lui, con lo spirito di sempre, all’età di 79 anni (ne compie 80 il 26 novembre di quest’anno), ha accettato, sfidando le temperature estive. E si è ritrovato di fronte a circa trenta ex dirigenti, factotum, aiutanti, allenatori. Ognuno con la propria storia, ma tutti con il Settimo Calcio nel cuore. Alcuni erano anche ex La Torre, l’associazione sportiva fondata nel 1967 sempre con la volontà di Ossola e di tanti altri: alcuni di questi erano a tavola, Osvaldo Furfaro in primis, vicepresidente con Lovera fin dal primo momento, e poi anche l’attuale assessore al Sociale, Angelo Barbati, ex giocatore e dirigente. La Torre, che aveva un settore giovanile eccellente, si fuse con le violette e insieme diedero vita all’AC Settimo Calcio. 

Il Settimo era come una seconda pelle - ha detto Lovera, un po’ frastornato dall’emozione di una serata così inaspettata - forse bisognava avere il coraggio di staccare prima, non lo so. Ma non potevo fare altro, era un legame fortissimo. Il campo di via Levi l’ho visto nascere, al mattino passavo di là tutti i giorni, a dare le dritte a chi costruiva. Stasera faccio fatica a mettere a fuoco il ruolo di ognuno, ho visto che molti sono diventati biondi - sorride, facendo riferimento ai capelli bianchi - ma è stata una sorpresa vera. Non sapevo proprio niente”. 

Il presidente continuava a far segno allo chef Franco Santolin che sarebbe passato poi lui, il giorno dopo, a regolare i conti, ma per questa volta non c’era bisogno di nulla: ognuno ha detto “grazie” a modo suo. La torta finale è stata donata da Franco Santolin e da suo figlio Gabriele, chef del Ristorante Ultimo Borgo, anche lui cresciuto nelle squadre giovanili viola. Sopra c’era scritto “C’è solo un presidente! Grazie di tutto”. “L’idea della cena è nata da un commento di Lovera - dice Osvaldo Furfaro - durante la visita al campo Walter Guerra, diventato parco Iotti. Sentendo parlare la sindaca Piastra per ricordare i dirigenti mancati, Dominietto in primis, Lovera ha detto: sarebbe bello che le persone venissero ricordate da vive. E così abbiamo cominciato a lavorare per questa serata con una certa attenzione, proprio per fare tutto nel migliore dei modi”. Durante la cena si è presentato anche Antonello Ghisaura, assessore allo sport per oltre vent’anni, e sul finire sono arrivati anche Daniele Volpatto, attuale assessore allo Sport, e la sindaca Elena Piastra, dopo un dibattito alla festa dell’Unità. Le battute ironiche sulla politica locale non si sono fatte attendere, in una notte calda d’estate, in un angolo del Borgo Nuovo che un tempo era solo fango, acqua e nebbia, dentro un concentrato di passato e presente. Tra settimesi. E un presidente fuoriclasse che non ha risparmiato cuore e denaro per rigenerare e rafforzare l’identità calcistica della società più antica della città. 

Hanno partecipato alla festa per Piero Lovera: Piero Stocco, Cortesi Pier Paolo, Angelo Martella, Angelo Barbati, Bruno Tommasetto, Franco Baudino, Alfonso Vaula, Giovanni Roma, Ferruccio Siviero, Elvio Bertone, Raffaele Marano, Antonio Greco, Fabrizio Cignola, Bruno Di Viggiano, Loredana Colapietro, Gabriele Scannella, Umberto Peterlongo, Michele Del Vecchio, Anna Pozzo, Maddalena Brino, Luciano D’Addamio, Giuseppe Pezzolato, Giorgio Barale, Fabrizio Puppo, Nino Pultrone, Osvaldo Furfaro, Ivan Spinelli. 

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